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5 grandi Serie Tv degli ultimi anni che oggi verrebbero massacrate dal politicamente corretto

the office

Nel 2020 è argomento sempre più di primo piano quello dell’influenza del politicamente corretto sulle più svariate forme d’arte. Cinema e tv sono particolarmente colpiti in quanto strumenti di comunicazione ad ampia diffusione. E risulta sempre più evidente come il politically correct sia un vero e proprio elefante nella stanza per qualunque produzione. Ma nonostante le buone intenzioni questo porta a una serie di effetti collaterali. Proprio poco tempo fa avevamo parlato di come How I Met Your Mother sarebbe stata completamente diversa se fosse nata nel 2020. E Ricky Gervais ha fatto un discorso simile per l’altrettanto “scorretta” The Office.

Il mese scorso infatti, il celebre attore aveva commentato con una certa amarezza l’attuale contesto, asserendo come oggi The Office non potrebbe esistere. Ne avevamo parlato qui.

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Nel suo discorso Gervais ha fatto riferimento alla versione UK della serie, ma la sua controparte americana nella versione US di The Office, Steve Carell, concorda con lui. Il concept di entrambe le versioni della serie non funzionerebbe alla luce della sensibilità contemporanea. Battute sulle differenze di razza, sesso e religione che storicamente sono state fonte di facile ironia, oggi difficilmente supererebbero la prova del pubblico.

Ma a pagarla in questo senso non sarebbe solo The Office. E lo stesso vale per i personaggi di David Brent e Michael Scott. Come loro, diverse altre serie tv oggi rischierebbero critiche tanto feroci da incorrere in vera e propria censura: talvolta a ragione, talvolta proprio no. E probabilmente le sceneggiature non verrebbero approvate in partenza.

Rischieremmo di non avere show come Boris, o Ally McBeal che, proprio come The Office, hanno fatto dell’irriverenza e del politicamente scorretto un vero e proprio baluardo. Di fatto regalandoci nel corso degli anni momenti comici di incredibile valore.

In questo articolo vogliamo prendere in esame proprio alcune di queste serie tv per analizzare quei tratti sensibili che oggi le renderebbero soggette a un potenziale massacro dell’opinione pubblica.

Boris

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Come accennato, l’italianissima (ma non troppo) Boris ha fatto dell’irriverenza un vero marchio di fabbrica. Lo ha fatto senza peli sulla lingua, e senza risparmiare nessuno. E nonostante ciò molte delle sue battute più ruvide sono diventate citazioni storiche della cultura nostrana. Difficile pensare che oggi accadrebbe lo stesso all’immortale “cagna maledetta” di Ferretti. L’epiteto – che fa riferimento ad attrici poco talentuose come Corinna Negri o Ada De Silvestri – oggi verrebbe tacciato di sessismo e considerato degradante nei confronti della donna.

Lo stesso accadrebbe per le insinuazioni sul legame tra Corinna Negri e il Dottor Cane, o alla mancanza di “cosce” de Gli Occhi del Cuore che porta all’inserimento nel cast di Karin. Per non parlare delle battute sulla mancanza di scene hot – “Manca la f****a, Ferretti!”.

Boris fa ironia sulla figura femminile nel mondo lavorativo che racconta – la televisione – in modo decisamente più acceso rispetto alla stessa The Office. E per quanto alcuni contesti possano risultare realistici, oggi non verrebbero visti come tali ma solo come degradanti distorsioni della figura dell’attrice.

E a peggiorare la situazione ci sarebbero svariati altri momenti della sua narrazione. Gli insulti al fan disabile verrebbero visti come un indelicato body shaming. Le battute di Biascica sul non essere “retro-sessuale” potrebbero suscitare stizza. E metà della polemica sociale operata da Boris anche attraverso queste battute farebbe la fine di Machiavelli.

Written by Cinzia Bevilacqua

Ad una realtà di numeri ne preferisco una fatta di lettere. Tuttavia sopravvivo con la prima, ma vivo della seconda.

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