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Grey’s Anatomy 17×07 – Una perdita inaspettata

Grey's Anatomy

Bentornati con la recensione del settimo episodio della diciassettesima stagione di Grey’s Anatomy. Dopo l’interminabile pausa invernale, la serie sui medici di Seattle è tornata ad allietarci le settimane, o – almeno – così credevo quando ho deciso di mettere play all’episodio in questione.

È con mia grande tristezza e con profondo dolore che annuncio – proprio come se stessi giocando al morto a Natale con i parenti – che il povero Andrew DeLuca è passato a miglior vita. Andrew DeLuca è morto dopo essere stato accoltellato e io non riesco ancora a capacitarmene, a trovare un senso a questa decisione. Non avrei mai pensato che potesse succedere e – francamente – nonostante non fossi una fan di questo personaggio, non gli avrei mai augurato di lasciarci in questo modo. È vero, gli ho augurato cose terribili come quando ho tempestato la pagina Twitter di Grey’s Anatomy per creare un ritorno di fiamma tra lui e Maggie, ma vi giuro, la morte mai.

Ma andiamo con ordine, tutto è cominciato nello scorso episodio di Grey’s Anatomy ed è continuato in quello di Station 19 (qui la recensione) andato in onda questa settimana. Andrew, dopo aver riconosciuto la trafficante di esseri umani, ha deciso di inseguirla portando con sé sua sorella Carina. Colpevole la sua innegabile sindrome dell’eroe, mischiata con una patologia psichiatrica che, seppure sotto controllo, fa sentire la sua presenza, lo ha portato alla tragedia inevitabile: la morte.

Una morte che non ha senso né funzione, se non quella di stabilire l’ennesimo record nella vita di Meredith Grey, ovvero che ogni suo partner o, più generalmente, chiunque le graviti attorno muore malamente. Non riesco a capire la motivazione dietro tale scelta, visto anche che abbiamo Meredith e Koracick già fuori gioco e tra l’altro – così facendo – si procurerebbe un ulteriore dolore a una Grey già provata dalla malattia. Mi sembra tutto un po’ troppo. Va bene, sì, abbiamo visto Meredith chiacchierare nel limbo con DeLuca e assistere alla sua dipartita e, se stessimo guardando Streghe, andrebbe pure bene, ma cosa succederà quando la Grey si sveglierà (ammettendo che si svegli)?

Grey's Anatomy

Nella mia testa si sono creati due scenari, il primo è il più probabile ed è quello in cui lei si sveglia, viene assalita da tutte le news e muore di crepacuore oppure gestisce male l’ennesimo lutto e va avanti con la sua vita; il secondo, quello meno probabile e più coerente con il genere fantasy, vede la nostra Meredith svegliarsi già a conoscenza di tutto, quasi come fosse stata investita da un’onniscienza divina. Sa che la mamma di Miranda è morta col Covid, sa di aver parlato con la collega nel limbo, ricorda di aver visto Derek, George e addirittura sa già della morte di DeLuca e afferma di averci anche parlato.

A quel punto qualcuno griderà al miracolo, qualcun altro deciderà che il Covid ha realmente lasciato il suo marchio sulla Grey e decideranno – di comune accordo – di farla ricoverare in psichiatria. Fine. E con questo intendo che finisce proprio Grey’s Anatomy dato che tutti gli indizi sembrano già puntare in quella direzione e l’alternativa a questo finale sarebbe la morte di Meredith e questo non posso accettarlo.

Tornando brevemente a DeLuca, la sua morte è stata come un fulmine a ciel sereno e il solo pensiero della reazione che potrebbe avere Carina alla notizia mi spezza il cuore. L’abbiamo vista costantemente al suo fianco sin dal primo istante della sua avventura, hanno condiviso momenti stupendi e stavo cominciando a desiderare di vederli – nonostante il loro italiano strano perché nessuno parla italiano così – più spesso assieme, di esplorare di più il loro legame e la loro storia. E adesso che non sarà possibile mi sento derubata.

Andando avanti con gli eventi di questa puntata, bisogna fare un grande applauso alla meravigliosa Teddy Altman che nonostante fosse già provata da un turno pesante, dalla questione Meredith, dalla sua vita sentimentale e dal continuo bullismo di quell’orribile essere umano che porta il nome di Owen Hunt, ce l’ha messa davvero tutta per salvare DeLuca, riuscendoci la prima volta. Le espressioni del team e dello staff durante l’operazione e dopo aver dovuto dichiarare l’ora del decesso hanno conquistato il podio dei momenti più emotivamente devastanti dell’episodio, preceduti solo dallo strazio di Carina e seguiti dal momento Amelia, Maggie e Zola.

Ne approfitto per parlare proprio di questo pezzo di storyline. La Pierce non può godersi un attimo di puro e spensierato divertimento con l’uomo che sta frequentando perché le condizioni della Grey non accennano a migliorare e la fine sembra sempre più reale e imminente. Ad aggravare il tutto c’è un’Amelia che ha da poco partorito e deve occuparsi non solo di un neonato, ma anche dei tre figli di Meredith col povero Link che cerca di fare del suo meglio, ma è sempre più stremato e provato proprio come lei.

Trovo molto interessante questa fetta di storia, trovo molto interessanti le reazioni dei coinvolti e grazie alle performance sempre ottime di Caterina Scorsone, mi ritrovo sempre ad immedesimarmi con la sua Amelia. Detto questo, c’è stato quel momento in cui Zola ha sentito che sua madre potrebbe morire e dopo aver già perso il padre, devo ammettere che mi si è spezzato nuovamente il cuore. E ritorniamo a quello che dicevo prima: Meredith non può morire. Come giustamente diceva Amelia, questi bambini hanno già perso il padre, perdere anche la madre è crudele! Shonda fai qualcosa, intervieni, agita la tua bacchetta magica, ma ti prego non ci ammazzare Meredith Grey, puoi comunque concludere la serie senza necessariamente uccidere tutti.

La scena che ha viste protagoniste Zola, Amelia e Maggie è stata bellissima. Bellissima nella sua composizione, bellissima nella sua delicatezza, ma allo stesso tempo nella sua durezza. Sì, sembra un paradosso, ma è proprio così. La reazione di quella bambina che – seppure piangendo – ha dimostrato un atteggiamento di grande maturità, grande comprensione e allo stesso tempo ha mostrato di avere un grande senso di protezione nei confronti dei fratelli più piccoli, è stata stupenda. Inoltre, se tra una decina di anni il mondo e gli esseri umani esistessero ancora e Shonda dovesse decidere di deliziarci con un seguito di Grey’s incentrato su Zola, io lo guarderei sicuramente. Shepherd’s Anatomy, sono pronta!

Detto questo, ho trovato molto interessante anche la storyline di Jo. Jo che ormai sta diventando uno dei miei personaggi preferiti. Chi l’avrebbe mai detto! Proprio come lei anche io mi ero affezionata alla sua paziente e alla storia della sua bambina miracolo. Sarebbe stato bello se avesse potuto salvarla, ma, ahimé, in questo episodio di Grey’s Anatomy non c’è spazio per la leggerezza, per la gioia. Dall’atteggiamento che ha avuto nei confronti della piccola orfana, sto pensando che la Wilson potrebbe anche decidere di adottarla. Non so perché, ma ho questa sensazione e non sarebbe male come sviluppo per il suo personaggio visto il suo passato e considerato il suo animo coraggioso.

Che dire, l’episodio in sé è stato straziante, inaspettato e soprattutto tanto dolore è immotivato. Ho paura che seguendo questa direzione, in questo momento storico, Grey’s Anatomy potrebbe perdere una grande fetta di pubblico. La loro scelta – seppure coraggiosa – di trattare la questione coronavirus ha portato numerosi fan a lasciare la serie perché è un costante ricordo di quanto sta accadendo nel mondo e non una distrazione come la serie (forse) dovrebbe essere. Infatti, altri medical drama come The Resident e New Amsterdam stanno percorrendo una strada diversa. A questo punto non ci resta che augurarci che Grey’s Anatomy non termini con la morte di Meredith e soprattutto con la morte di quest’ultima a causa del covid. Sarebbe un epilogo decisamente triste e in questo momento non ne abbiamo bisogno.

Per questa settimana è tutto, alla prossima, halleloo!

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Written by Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

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