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Il successo di The Handmaid’s Tale spiegato in 5 punti

Golden Globes

I Golden Globes 2018 hanno confermato: The Handmaid’s Tale è destinata a diventare una di quelle Serie Tv che segneranno quest’epoca. Eppure la continua incetta di premi, a Beverly Hills come agli Emmys qualche mese fa, dice tanto ma non tutto sulla portata del successo del prodotto targato Hulu. È necessario, infatti, addentrarci nelle motivazioni che si celano dietro tale successo, quasi unanime, di critica e di pubblico.

A dire il vero potremmo anche togliere quel “quasi”, per un’opera che è praticamente inattaccabile. Al netto dei gusti soggettivi che ognuno di noi ha, infatti, è veramente difficile imputare qualche difetto alla Serie ideata da Bruce Miller. Facilissimo, invece, elogiarne i numerosi pregi, dalla scrittura al cast, passando per la colonna sonora.

Inevitabile chiedersi: The Handmaid’s Tale è effettivamente la miglior Serie Tv in circolazione? Difficile dirlo. Sicuramente, però, è quella che riesce a coniugare meglio di tutte la resa qualitativa con le esigenze del pubblico. Vediamo come, in 5 punti:

1. IL TEMA

the handmaid's tale

La sottomissione della donna, in una società teocratica che l’ha relegata a mero oggetto sessuale di procreazione, rende impossibile non associare The Handmaid’s Tale all’ideologia femminista. D’altra parte anche il romanzo di Margaret Atwood da cui è tratta la Serie, è diventato nel tempo un caposaldo dell’ideale di emancipazione femminile. La stessa scrittrice si considera una esponente del movimento e questo libro gode dell’influsso delle principali artefici della rivoluzione femminista a partire dagli anni ’60, in campo letterario.

Impossibile non fare riferimento, primo fra tutte, a Kate Millett, che nel suo La Politica del Sesso (1970) ha criticato duramente la politica sessista delle società patriarcali. La donna è considerata un oggetto sessuale, asservita all’uomo che la usa per il proprio piacere. Ma il medesimo atto sessuale, ancor prima che adempiere le funzioni di piacere e di procreazione, diviene un atto politico mediante il quale il maschio riafferma la propria supremazia.

Dal punto di vista della funzione della maternità, The Handmaid’s Tale si rifà, più o meno consapevolmente, al pensiero di Adrienne Rich. In Nato di Donna (1976) la scrittrice e poetessa esalta la potenzialità procreativa della donna, considerandola una risorsa e una ricchezza, contrapposta alla maternità in quanto istituzione, che affonda le sue radici nelle finalità patriarcali.

È bene in ogni caso sottolineare come The Handmaid’s Tale affronti la tematica del femminismo senza etichette o stereotipi di sorta, configurandosi prima di tutto come “una storia umana“, per utilizzare le parole di Elizabeth Moss.

Written by Vincenzo Di Somma

Il mio primo incontro con le serie TV avviene in tenera età quando scopro X-Files. Da lì nascono le mie tre domande esistenziali: siamo soli nell'universo? Diventerò mai figo come Duchovny? Smetterò di avere paura della sigla? Oggi come allora le risposte sono no, no e no.

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