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L’incontro Carol-Daryl nell’ultima puntata di The Walking Dead significa più di quel che sembra

The Walking Dead
The Walking Dead

Un incontro come un altro. Come tanti ne abbiamo visti nella storia di The Walking Dead. Una scena come un’altra. Breve, durerà sì e no 10 secondi. Ma di un’intensità forte, per chi ha amato profondamente The Walking Dead. L’incontro tra Daryl e Carol nella 9×06 (qui la nostra recensione e qui le nostre pagelle) di The Walking Dead è una di quelle scene di passaggio che vediamo spesso e volentieri in una serie tv, e la maggior parte delle volte non c’è troppo bisogno di soffermarcisi. Anche in questo caso, apparentemente, verrebbe da pensare che sia qualcosa di sostanzialmente ininfluente, qualcosa che fa parte del normale corso e svolgimento di una puntata. Ma non è così.

A livello di mera narrazione, in effetti, non ci sarebbe nulla di tanto particolare di cui parlare. Carol è in viaggio con suo figlio Henry, dopo essersi resa giustiziera dando fuoco in maniera cruenta all’accampamento dell’uomo che l’aveva derubata e che aveva picchiato suo figlio. I due camminano trainati dalla loro coppia di cavalli, quando si imbattono in un losco uomo incappucciato e munito di zainetto e balestra. Dopo un’esclamazione iniziale di sorpresa, ecco che si scopre chi è l’uomo nascosto dietro al cappuccio: Daryl Dixon, che sembra essere diventato nel frattempo una sorta di vagabondo. Carol lo guarda, sorride e gli fa: “Serve un passaggio, straniero?”. Daryl abbozza un sorriso a sua volta e si dirige verso la carrozza dell’amica. Fine. Probabilmente vedremo nella prossima puntata dove si dirigeranno, cosa faranno e cosa si diranno i due, ma non è questo ciò che conta veramente.

Ciò che conta, ciò che rende questa scena molto bella pur nella sua semplicità non è il futuro, ma il passato. E già. Perchè come chi è in pari con la serie saprà, The Walking Dead ha fatto un salto temporale di oltre un lustro, dopo l’uscita di scena di Rick Grimes nella puntata precedente a questa. Rick non è morto, quasi sicuramente. Tornerà, quasi sicuramente. Prima o poi, probabilmente alla fine della serie. Ma quel che è certo è che non lo vedremo per un bel po’ di tempo. E questo significa soltanto una cosa: nella The Walking Dead che ci apprestiamo a vedere quest’anno, il prossimo e probabilmente quello dopo ancora, ci sono solo due personaggi originali sopravvissuti. Solo 2 personaggi facenti parte di quel gruppo di Atlanta da cui tutto è cominciato. Daryl e Carol. 

E allora quest’incontro, apparentemente ininfluente o poco significante, assume dei toni nostalgicamente magici. Dopo il salto temporale ci siamo catapultati in un nuovo universo, un nuovo mondo che è parente del vecchio ma in cui molte cose stanno cambiando, o almeno stanno provando a cambiare. E la maggior parte dei personaggi presenti, ormai, sono o nuovissimi o entrati in scena nelle ultime 2-3 stagioni. Pressochè l’intera sesta puntata si era svolta fino a quel momento in un modo strano, al quale non eravamo abituati. Eravamo abituati a vedere le vicissitudini di Rick e Maggie, entrambi fuori dalla serie in questo momento. E prima ancora, negli anni precedenti, quelle di Glenn, Abraham e tutti i personaggi che non fanno più parte di questo universo. Eravamo abituati a vedere molte facce familiari in ogni puntata. In questa no. Ci siamo ritrovati catapultati in un mondo in cui l’unica vecchia protagonista rimasta protagonista vera è Michonne, ormai capo di Alexandria, e molto spazio è stato dato anche a Rosita e Eugene, prima personaggi marginali e ora, si presume, sempre più principali. Un mondo nuovo, in cui Rosita sta con Padre Gabriel, in cui la piccola e adorabile Judith fa i compiti assieme a Negan e in cui ci sono un sacco di nuove facce che ancora dobbiamo capire e studiare. Ci siamo incuriositi, ma siamo rimasti anche un po’ straniti da tutto questo cambio di rotta. 

E poi loro. Il loro incontro e i loro reciproci sorrisi ci hanno coccolato, cullato, riportato al passato. Le facce familiari sono tornate. Sono sempre meno, ma è importante che ci siano per tracciare una linea continua all’interno della storia. Daryl e Carol sono rimasti gli ultimi tra quelli che c’erano dall’inizio, ed è importante che continuino a guidarci. Per questo, il loro incontro all’apparenza così normale, è stato in realtà così emozionante.

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Written by Vincenzo Galdieri

Sostanzialmente scrivo baggianate, ma gli dò un tono talmente epico che a volte rischiano pure di sembrare cose interessanti

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