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Winston e Coach ce li saremmo meritati insieme per più tempo

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Ebbene sì, la combo Winston Bishop e Coach ce la saremmo meritata per più tempo. Due personaggi molto diversi, ma compatibili, che probabilmente avrebbero reso un prodotto come New Girl, disponibile su Disney+, ancora più bello di quello che già amiamo. 

Tutto inizia con Jessica Day che, scorrendo gli annunci sul giornale, decide di candidarsi per un loft in cui vivono già tre ragazzi. L’appartamento è il mitico 4D e gli inquilini sono Nick, Schmidt e Coach. Rispettivamente: un precisino ossessionato da ordine e pulizia, un eterno Peter Pan che vive alla giornata e un personal trainer che vuole apparire un po’ più sicuro di com’è in realtà. Nel pilot di New Girl assistiamo all’incontro dei quattro personaggi. 

Qualcosa, però, cambia. Coach sparisce e al suo posto arriva un nuovo inquilino in New Girl, Winston Bishop.

Ci siamo chiesti per quale motivo ci sia stato questo cambio repentino e, in realtà, la motivazione è pratica: Damon Wayans, che interpreta Coach, aveva altri impegni lavorativo. Siccome il pilot viene girato molto prima della serie, per capire se può funzionare oppure no, nel momento in cui la produzione decide di andare avanti con New Girl ha la necessità di doverlo sostituire, così entra in gioco Lamorne Morris alias Winston Bishop, giocatore di basket di ritorno dalla Lettonia per cercare fortuna a Los Angeles. È con lui che la serie stessa assume una prospettiva diversa evitando di concentrarsi solo ed esclusivamente su Jess, come da idea iniziale, per lasciare spazio anche ai personaggi secondari che si evolvono ed appassionano. E, a proposito di questi personaggi, torniamo a Winston e Coach. 

Ammettiamolo, tutti avremmo bisogno di un coinquilino o di un amico come Winston.

Winnie, per gli amici, è leale, disponibile, affettuoso e, soprattutto, sincero. È anche un po’ folle a dirla tutta. Vogliamo parlare dei suoi scherzi? O troppo banali e ininfluenti, tanto che i diretti interessati non si accorgono di cadere nella sua trappola, o troppo esagerati. Il ragazzo sembra non conoscere le mezze misure. Spesso, nel momento in cui Winston parla con gli altri coinquilini per presentare le sue idee o quelli che, a parer suo, sono grandi ragionamenti che non fanno una piega, abbiamo la stessa espressione sorpresa e incredula di Schmidt. Ma amiamo Winnie nonostante la sua follia e spesso soffriamo per la dolcezza e per la dose di ingenuità che lo contraddistinguono.

Nonostante l’amore per il nostro poliziotto, neanche il personaggio di Coach scherza.

Rimasto nel cuore dei fan e della produzione, dopo la cancellazione di Happy Endings, per cui aveva lasciato l’appartamento 4D, torna in New Girl. L’episodio in cui lo rivediamo è il settimo della terza stagione intitolato proprio con il suo nome. È il momento in cui viene inserito come quinto inquilino e rimarrà con i ragazzi fino alla fine della quarta stagione quando lascia definitivamente la serie.

Quindi, Winston e Coach convivono per più di trenta puntate nelle quali si sfidano, litigano e dimostrano di essere opposti ma fondamentali per mantenere l’equilibrio nel loft. Pensiamo al trasloco delle vicine. Quella è la puntata cardine nella quale assistiamo al dualismo dei personaggi: da un lato un macho che non deve chiedere mai, Coach, dall’altro un sottone che scarica un intero camion di mobili pur di passare del tempo con le ragazze della porta accanto. La loro sfida, per quanto cliché, dato che esiste quasi in ogni serie Tv corale, ci diverte e vorremmo durasse più a lungo. È interessante vedere come il diverso approccio per rimorchiare le nuove inquiline del palazzo riveli le loro debolezze. Coach è un duro ma ha seri problemi relazionali con le donne. Quando è imbarazzato, perché attratto da qualcuna, sbraita piuttosto che mostrarsi debole. Winston, invece, è così dolce e sincero che abbiamo paura della delusione noi per lui. Chissà se, convivendo più a lungo nel 4D, avremmo assistito ad altre litigate comiche, magari anche per la stessa ragazza. L’ultima ipotesi, però, è meno probabile se pensiamo quanto siano diversi i loro gusti. Nella sera dello “spupazzamento” Winston porta per Coach una muscolosa collega poliziotta ma l’amico sembra più intimidito che attratto e Coach, a cui avevano assegnato Jess, porta Ryan. 

Sono personaggi, poi, che si compensano creando due schieramenti all’interno del loft. 

Winnie è empatico, diventa la spalla di tutti e fa qualsiasi cosa pur di far stare bene i suoi amici, incluso quello di prendersi la responsabilità di dividerne due che si fanno del male a vicenda. Coach, invece, inizialmente è un po’ più superficiale, tanto da uscire con Cece nonostante Schmidt e da non apprezzare a pieno gli sforzi di Jess per essergli amico. Questa diversità si riflette anche negli interessi: Coach è il classico ragazzo palestrato che ama lo sport, Winston è un gattaro tanto preso da Ferguson da stravolgere la sua vita.

Inoltre, proprio perché Winston e Coach hanno interessi diversi, fanno squadra ognuno con la persona che ritengono più simile all’interno dell’appartamento. Winston è più “alla buona”, un po’ come Nick. È un casinista, ingenuo e simpaticone che magari non presenteresti ai genitori. Coach è più precisino e sbruffoncello, come Schmidt. Queste strane alleanze ci hanno fatto divertire più volte. Ricordiamo, ad esempio, la sera del concerto di musica classica dove sarebbero stati ospiti di May.

Siamo ancora più convinti del fatto che se si fossero frequentati per più tempo, i due avrebbero raggiunto un’intesa invidiabile.

Infatti, c’è da considerare che, nel corso delle puntate, Coach si ammorbidisce ed, insieme a Winston, fa il passo mancante quando Nick e Schmidt sono distratti. Pensiamo a Cece. Assunta nel bar di Nick e Schmidt e modella ormai part-time, decide che è necessario tornare a studiare. Solo loro la prendono sul serio così, dopo averla ascoltata attentamente, decidono di finanziarne gli studi. Ci piace pensare anche che il piccolo cambiamento nella sensibilità di Coach sia dovuto all’influenza di Winston. Il poliziotto infatti, in diverse occasioni, ha dimostrato come gentilezza e sensibilità paghino rispetto a machismo e superficialità. Ad esempio, è febbraio 2014 quando Winnie lo convince ad acquistare una padella per crêpes. L’oggetto diventa il simbolo della loro amicizia, così cerca di convincere un Coach intenzionato a buttare tutto ciò che gli ricorderebbe i coinquilini, a portarla con sé a New York. È la loro chiacchierata che lo spinge a cambiare valigia pur di guadagnare spazio per tutti i regali di addio. Inoltre questo è il momento in cui Coach, di fronte all’amico, ammette ciò che non sarebbe mai stato disposto a dire ad alta voce:

“… e mi porto il telecomando. Premevi sempre il pulsante informazioni per sbaglio … al telecomando mancherà molto la televisione”. 

L’unione fa la forza e loro lo hanno capito. Quando vediamo comparire May nel bar, annusiamo già con dispiacere la partenza di Coach. Era stato raggiunto un equilibrio perfetto tra Americano Vero, battibecchi sulla mascolinità, qualche lacrimuccia e scherzi. Chissà se avessimo assistito ad uno scherzo, con la S maiuscola, organizzato da Winston e Coach cosa avremmo potuto vedere. Se il personal fosse tornato nel giorno del matrimonio di Cece con Shivrang avremmo avuto più che un procione nel condotto di aerazione. Probabilmente se Coach fosse rimasto nel loft la relazione con Winston sarebbe diventata ancora più stretta, come abbiamo già anticipato, tanto da compensare il forte legame che c’è sin dalla prima puntata della serie tra Nick e Schmidt. Forse avremmo assistito così a Coach come testimone di Winston e Aly. 

Tuttavia, le nostre sono solo teorie di fan nostalgici. Ma una certezza resta: sicuramente ci saremmo meritati Winston e Coach insieme per più tempo. 

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