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Le 8 volte in cui Game of Thrones ha copiato dalla Storia

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L’immaginario storico di Game of Thrones è sicuramente uno dei più suggestivi dell’intero panorama seriale. Le città dalle alte mura, la Barriera, le orde di Dothraki. Tutto trasferisce un senso di epicità grazie a una resa scenografica con pochi rivali. Le visioni di George R. R. Martin hanno trovato piena realizzazione in una Serie Tv che fa della cura per gli ambienti il suo punto di forza.

Ma siamo proprio sicuri che sia tutta farina del sacco dello scrittore londinese? Analizzando gli esempi proposti risulterà chiaro che l’ispirazione in alcuni casi è venuta da elementi storici. Nulla da togliere a Game of Thrones, naturalmente. Ma sarà sorprendente scoprire che quello che fino ad ora ritenevamo un eccesso di grandiosità affonda invece in un passato incredibilmente reale.

1) Il Titano di Braavos – il Colosso di Rodi

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Nel secondo episodio della quinta stagione, Arya viene condotta a Braavos da un mercante, Ternesio Terys. All’imbocco della città ecco apparire una colossale statua che poggia i suoi piedi su due lembi di terra. Si tratta del Titano di Braavos, raffigurante un guerriero con spada e scudo.

Palese modello d’ispirazione per Game of Thrones è stato il Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo antico. La colossale statua raffigurante il dio Elios venne realizzata nel 290 a.C. a seguito di un’importante vittoria contro il macedone Antigono. Dopo appena 67 anni un terremoto l’abbatté ma i suoi resti continuarono a suscitare ammirazione fino all’arrivo degli arabi (654 d.C.) che la ridussero in blocchi e rivendettero.

Nell’immaginario collettivo la statua è rappresentata con le gambe divaricate, pronta ad accogliere le navi che entravano nel porto di Rodi. Anche se si tratta di una leggenda rinascimentale è certo che il buon Martin aveva ben chiara questa immagine quando descrisse il suo Titano. Non solo lui però: la Statua della Libertà è infatti liberamente ispirata proprio al modello rodio.

Written by Emanuele Di Eugenio

Esteta contemplativo (un modo elegante per dire nullafacente), vive immerso tra libri impolverati e consunti osservando il mondo da una finestra. Che sia quella dello schermo di una tv, di un pc o le pagine di un romanzo russo poco importa.

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