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Il resoconto della mia prima esperienza con Scrubs

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Come tutte le cose belle, incontrai Scrubs per caso.
Non cominciai a vederla dall’inizio. La prima volta che la vidi fu in televisione, a pranzo. Ero comodamente seduta davanti al mio piatto di maccheroni e sentii per la prima, primissima volta, J.D. parlare.

Aveva la stessa aria assente e sognante di quella che avevo io per quasi tutta la giornata. Fu un incontro strano, alzai gli occhi dal piatto e lo vidi passeggiare per i corridoi di un ospedale.

Ero reduce da poche altre Serie in quel periodo, ma Scrubs mi colpì all’istante. Non ci fu neanche bisogno di vedere un’altra puntata per capire se continuarla o meno. Ormai ero una vittima del fascino di quel mondo così concreto eppure così strano e sognante.

Ricordo quel giorno nei minimi particolari, ed è strano, di solito non ricordo nulla. Ma d’altronde Scrubs è un’esperienza che coinvolge completamente, in ogni occasione. Ricordo anche di aver pensato che forse un’altra Serie ambientata in un ospedale non sarebbe stata il massimo, ce n’erano già tante, ma naturalmente fui smentita poco dopo averlo pensato.

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Fu solo allora che cominciai a vedere Scrubs dalla prima puntata. Mi innamorai pian piano, sempre di più. È una di quelle Serie che ti lasciano dentro un sorriso malinconico. È un racconto di vita, e quel sorriso è così reale che da quel momento non lo dimentichi più.

Non è per nulla scontato che una Serie Tv riesca a trasmetterti tanto in una sola puntata, considerando che non era neanche il pilot. Capii allora che c’era qualcosa di straordinario e che ne sarebbe valsa la pena, a qualunque costo.

Come tutte le comedy che si rispettino, Scrubs non è solo una comedy. Sarebbe riduttivo limitarla a quell’unico genere. Fa ridere, non c’è alcun dubbio, ma c’è qualcosa in più. È ciò che rende questa Serie un originale capolavoro: la personalità del protagonista e le situazioni molto spesso tragicomiche e inaspettate. Tutto in Scrubs dà l’idea di genialità. E la colsi subito, non per merito mio ovviamente, ma semplicemente perché sarebbe stato umanamente impossibile non capire di quanta perfezione è pervasa nella sua completezza.

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Inutile dire che la divorai, puntata dopo puntata. L’unico ostacolo che mi rallentava era la scuola, ma poco male se c’è la notte a disposizione, if you know what I mean.

Grazie a quella puntata vista per caso non sono più riuscita a fermarmi, senza neanche contare i numerosi rewatch che ormai sono diventati quasi un’abitudine e tradizione annuale.

Dopo aver visto Scrubs entri in un mondo diverso, abitato da tante altre persone che hanno vissuto la tua stessa magnifica esperienza e non puoi fare altro che smettere di sentirti solo. Cominci a riconoscerli quelli uguali a te, innamorati degli stessi personaggi e tristi per non poterli vedere più.

Sarà stata la situazione, riuniti in famiglia per il pranzo, i maccheroni, la gioia di essere finalmente tornata a casa da scuola, è stato obiettivamente un bell’incontro. Non era mai stato così semplice e spontaneo lasciar entrare in famiglia una Serie, con Scrubs è bastata una risata, il resto è venuto da sé.

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Ormai sono passati anni ma il ricordo della prima visione è rimasto nitido. Scrubs deve essere vista, da tutti gli amanti di Serie Tv. Ignorarla sarebbe come rimanere indifferenti di fronte a un’opera d’arte: può non piacerti del tutto, ma non puoi non riconoscere la bellezza e la perfezione dell’arte che si manifesta. Ha fatto la storia come pochi altri prodotti e quando la vidi per la prima volta riuscii a vivere una delle più belle e intense esperienze sinestesiche per quanto riguarda il panorama seriale.

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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