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New Girl e l’amaro strappo di dolci esperienze

New Girl 6x13

Non è semplice recensire New Girl. Di episodio in episodio, soprattutto questa sesta stagione, mi sorprende. Ad esempio, potrei iniziare col ricordarvi come Jessica Day affronta un’iniziativa esclamando un “Mani in alto” anziché un “Qua la mano“, oppure potrei continuare a ridere per la finta zampa di Ferguson, accuratamente resa partecipe da Winston, ma è il caso di parlare del fulcro dell’episodio. Per una volta, voglio iniziare col piede giusto, in maniera seria. Per poi concludere il tutto in modo comunque esilarante, ma quanto meno mettiamoci la buona volontà.

I coinquilini dell’appartamento di Los Angeles a noi ormai caro continuano a fare un ottimo lavoro di squadra.

Non è importante se lontani o vicini, se si è diversi o se la si pensa in maniera differente su determinate cose: se hai bisogno di aiuto sai a chi chiedere, se ti serve un porto dove approdare ne avrai sempre uno. Jess, Cece, Nick, Winston, Schmidt si vogliono profondamente bene. Reagan, piuttosto scettica, sta iniziando ad amalgamarsi al gruppo.

Ho letto, e continuo a leggere, commenti non carinissimi nei confronti della ragazza. Soprattutto affermazioni del tipo “Io non guarderò New Girl, almeno fin a quando non andrà via lei!“. Li ho trovati esagerati e delle volte insensati. Il personaggio di Reagan è davvero particolare e difficile da comprendere, me ne rendo conto. Io stessa non amo particolarmente la ragazza che ha il volto di Megan Fox. A prescindere, come potrei?!

Non ci fosse stata lei a quest’ora Jess e Nick forse viaggerebbero insieme su un arcobaleno verso chissà quale nuvola.

Lo stesso varrebbe per gli ex di Jess o tutte le altre di Nick. Ma percepiamo che il personaggio di Reagan si sta sviluppando in modo tale da avere un posto nella comedy arrivata ormai alla sua sesta stagione. Se Cece ha un problema con la sua agenzia Cece’s Boys, Jess non può non pensare di rendersi immediatamente disponibile ad aiutare. Reagan, invece, deve carburare. La sua forte personalità non aiuta il pubblico ad inquadrarla nel modo giusto. E’ la donna con cui Nick Miller imparerà a crescere su più fronti: si sentirà sempre inferiore e per questo troverà sempre lo spunto per migliorarsi. In assenza di Aly (a proposito, ma quando la rivedremo?), completa il trio alla Charlie’s Angeles, pronte a tutto contro il mondo là fuori. Anche a sembrare del stalker senza pudore in un pub, per cercare fustacchioni da reclutare per l’esercito di modelli di Cece.

Se Aly viene nominata di tanto in tanto dal fidanzato, Coach sembra essere stato appeso ad un chiodo. Schmidt resta profondamente sconvolto dallo scoprire dagli amici che Coach si è trasferito in North Carolina. Si conoscono, sono grandi amici, nonché ex-coinquilini, eppure il mantenersi in contatto non è forse stato proprio il loro forte. Il neo sposo, però, ha paura di essere dimenticato: lui si trasferirà in una nuova casa con la sua Cece e verrà dimenticato dai suoi compagni di vita. Urge correre ai ripari. Non vuole essere come gli stuzzichini che dovrà pubblicizzare la Cece’s Boys: senza sapore ma con un retrogusto sorprendente.

“Ciò che mi mancherà di più di te sarà tutta questa poesia.”

Così Winston pensa bene di fare un complimento all’amico, ma non fa altro che aumentare l’angoscia di Schmidt. Hanno bisogno di un rituale, qualcosa che li leghi per sempre. E qualcosa che ci faccia ricordare la 6×13 di New Girl negli anni.

Intanto, Jessica Day non ha esattamente captato il senso di un’agenzia di modelli. “Non si giudica un libro dalla copertina!” Non è questo il caso Jess. Il modello è copertina, deve stare in copertina, altrimenti non è un modello. Reagan la illumina a riguardo, ma a sua volta si rende conto che è importante anche ciò che c’è dietro la facciata. Così insieme formano il perfetto due per reclutare soldati super sexy e affascinanti. Il primo pesce che abbocca all’amo è un certo Dean, tutt’altro che cosciente della sua esistenza, almeno credo. Mentre Dean e Donovan, lo storico modello dell’agenzia di Cece, si confrontano a suon dì “no, io sono un modello” “no, lo sono io!”, Jess e Reagan non possono far altro che offrire un posto di rilievo a due ragazzi poco attraenti, ma convincenti per lo spot in questione.

E adesso arriva la parte più dolorosa dell’episodio, nonché quella più divertente.

Perché New Girl non riesce proprio a non far combaciare due aggettivi opposti.

Schmidt, Winston e Nick passano una giornata rilassante tra amici in una SPA. Non si sentono, però, ancora del tutto appagati: non hanno trovato un vero e proprio rituale. Il pacchetto acquistato da Schmidt conclude con un finale a sorpresa, una strabiliante ceretta allo scroto. E se il ragazzo è convinto di andare a sgusciarsi la pannocchia, Winston e Nick sono del tutto contrari, specialmente Nick. Si rendono conto che l’amico ha bisogno di una certezza, vuole i due ragazzi nella sua vita e vuole da parte loro una prova di coraggio e di amicizia. Quando Schmidt si rende conto che nelle stanze adiacenti ci sono i suoi amici, si fa forza e insieme affrontano la guerra: citano Band of Brothers, perché loro sono una Band of Brothers.

“E’ una guerra in una SPA di lusso, ma è la nostra guerra.”

La scena in cui fanno la ceretta è a dir poco sensazionale. Stavo temendo un rallenty, lo stavo temendo per le risate che mi avrebbero asfissiata.

Con i giusti passi e senza accelerare i tempi, Cece espanderà il suo Impero di modelli e Schmidt non avrà paura di “abbandonare” gli amici. Sapranno entrambi che potranno sempre contare sul loro aiuto, nonostante non vivranno più insieme.

Alla prossima puntata di New Girl!

Un ringraziamento speciale va alle pagine: NewGirl • Italia e Nick e Jess  NewGirl Italy!

Written by Giuseppina Cataldo

Amo i viaggi (anche quelli mentali), i supereroi, i concerti, i colpi di scena, i tramonti, il mio letto, la pizza. Sono una Bridget Jones amante di apocalissi e fantascienza, per cui non ho paura di sognare in grande.
Sono ubriaca di mio, nonostante sia astemia.
Cambio look spesso, voglio captare ogni sfumatura prima di scegliere quella giusta.
In testa ho la mia isola di Lost personale.
Sono onnivora, nel senso più ampio del termine.
Odio l'ansia.

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