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Nairobi è ambra

Le quattro stagioni appena passate de La Casa de Papel ci pongono di fronte a un’evidenza molto forte. Nairobi è uno dei personaggi che ha dato di più nella serie e che ha mantenuto in piedi la trama finché ha potuto.

Per quanto nelle stagioni e con il passare degli episodi abbiamo visto la vena mainstream venire a galla nella serie, Nairobi è uno dei personaggi che più esula da questa definizione. Perché per quanto sia fondamentale e per quanto abbia feeling con gli altri membri della squadra, ne rimane sempre un po’ distaccata.

Ha una sua personalità, umana, reale possiamo dire, a differenza di tante altre nella serie che sembrano costruite un po’ troppo e magari non riescono ad adagiarsi completamente al personaggio.

Nairobi non perde nulla, rimane la donna che è, che sa sorreggere gli altri e sa lottare.

Che inizialmente sembra eccedere proprio come tutti, ma che nel tempo evolve e si scopre totalmente. Così come l’ambra. Si avvicina al giallo ma ne tocca solo una sfumatura, se ne appropria e la fa rinascere in una forma del tutto nuova. Un colore che emerge nel suo preziosismo e nella sua bellezza raffinata e sublime.

Senza eccedere nella sua tonalità, rimanendo limpida. Ed è esattamente quello che abbiamo visto accadere in queste quattro stagioni de La Casa de Papel. Un episodio dopo l’altro l’abbiamo conosciuta facendoci braccare, ci ha permesso di amalgamarci con il suo colore e la sua forma a costituire l’ambra, così com’è. Consolidata negli istanti di convivenza anche con tutti gli altri.

Può definirsi come l’unica che riesce in qualche modo a normalizzare e a umanizzare la persona di Tokyo. Il loro rapporto ristabilisce in qualche modo un equilibrio che in Tokyo non si vede altrimenti. Non è semplice come sappiamo rendere la propria relazione con questo personaggio così equilibrata, non ci è riuscito neanche il professore, ma Nairobi sì. Ed è un grandissimo merito che non va sottovalutato. Anzi, rende ancora più evidente ciò che rende Nairobi una perdita forse addirittura fatale per una serie che mai come in questa quarta stagione ha dato sfogo a tutto ciò a cui doveva dare invece che un ordine e una gestione diversa. Non a caso stavolta Nairobi ha potuto dare poco.

Si è notata la sua poca presenza e a mio parere ha fatto male all’equilibrio che La Casa de Papel dovrebbe avere. Sono rimaste personalità che vanno ben al di là dell’ambra, che la distruggono, o che peggio possono farla dimenticare.

La casa de papel 4 nairobi

Perché per quanto è in grado di conservare molto di ciò e di chi incontra, l’ambra non è così forte da rimanere viva da sola. E questo ci è stato dimostrato nel momento in cui Nairobi ha chiesto aiuto, nel momento in cui in un attimo di lucidità si è resa ancora più umana del passato e ha chiesto di essere curata e quindi di poter uscire da quella missione suicida. Ancora una volta aveva ragione, ancora una volta la sua presa di posizione poteva salvarle la vita.

Purtroppo però si è dovuta scontrare con tante altre tonalità molto più forti e autoritarie, magari solo in apparenza più forti. Allora uno dei pochi personaggi ad essere motivo di vanto de La Casa de Papel in un attimo è scomparso e con lei anche l’unica gemma capace di reggere l’umanità nel caos negativo di una follia.

Adesso quest’ambra avrà la sola e unica funzione di amalgamarsi alle altre tonalità, magari riuscendo persino a far ritrovare un po’ di senno ed equilibrio a tutto ciò che nel tempo l’ha circondata.

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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