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La classifica delle 5 morti che ci hanno fatto più arrabbiare ne La Casa di Carta

La Casa Di Carta
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La Casa di Carta sta per tornare con la sua quinta stagione (ne abbiamo parlato qui) e tante sono le aspettative che ruotano attorno al gran finale. Poter provare a immaginare come sarà sviluppato l’ultimo capitolo è decisamente impossibile: La Casa de Papel è famosa per i suoi colpi di scena e il lieto fine non è per niente scontato.

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Durante le prime quattro stagioni abbiamo visto morire personaggi fondamentali per la serie tv che hanno lasciato un vuoto incolmabile. Per questo ci chiediamo: era essenziale che facessero questa fine?

Ecco la classifica delle morti che ci hanno fatto più arrabbiare!

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5) Oslo

La Casa Di Carta

Oslo assume la forma di qualcosa che poteva essere ma non è stato: le prospettive per un buon sviluppo del suo personaggio c’erano tutte.

Una morte che abbiamo deciso di collocare nella parte bassa della classifica per via del poco spazio che ha ricevuto, ma che al tempo stesso ci fa arrabbiare per diverse ragioni.

Poche parole ma tanti sguardi, un personaggio fatto fuori nella seconda parte della prima stagione che aveva tutte le potenzialità per arrivare ben oltre.

Chi si è affezionato a Oslo ha ragione: il suo compito era quello di fare ciò che gli altri componenti non facevano. Tanti silenzi che esprimessero tutto, era questo quello che è stato chiesto all’attore Roberto Garcia costretto a lavorare ore e ore davanti allo specchio per riuscire a comunicare il più possibile grazie ai suoi occhi.

Quello che ha fatto è già grande così: riuscite a immaginare che bel personaggio sarebbe stato se solo gli si fosse stata data la possibilità?

4) Mosca

Mosca non è solo un rapinatore ne La Casa di Carta, è prima di tutto un padre.

La sua saggezza, il suo modo di essere padre non solo di Denver ma di tutta la banda, ci ha scaldato i cuori e la sua morte è arrivata nel peggiore dei modi. Per questo gli dedichiamo un posto nella classifica che, anche se è in fondo, merita tutto.

Una morte annunciata nella sesta puntata della seconda parte che si trascina fino alla penultima puntata di questa. Una versione moribonda di un uomo che vede negato il diritto alle cure dal colonnello Prieto, uno dei momenti più crudi e intensi della serie.

La morte di un uomo come Mosca era già stata difficile da sopportare, ma con questo contorno ha assunto una forma distruttiva per noi.

3) La finta “morte” di Lisbona

La finta morte di Lisbona ha alla base una motivazione importante ne La Casa di Carta, ma nonostante ciò non è riuscita a non farci arrabbiare. Una medaglia di bronzo per una “morte” che ci ha infastidito più per la dinamica che per l’effettivo intento.

Proprio lei – infatti – è stata la base dalla quarta stagione. Tutto ruota attorno a Lisbona e questa menzogna assume una forma e un perché: la dimostrazione che il professore sia caduto, che non sia infallibile. Non eravamo pronti a vedere la genialità del carismatico stratega calpestata così e nonostante ci fossero tutti i presupposti per capire quanto la situazione fosse complicata, vedere la sua sconfitta è stato qualcosa di scioccante per noi.

Per riuscire nell’intento gli sceneggiatori hanno buttato tutto d’un fiato una trama che – al tempo stesso – appare come qualcosa scritto per ricavarci sopra una nuova stagione. Ma così non si fa.

2) Berlino

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Il personaggio più ambiguo de La Casa di Carta. Il personaggio che odi amare e che ami odiare. Medaglia d’argento per una delle morti più traumatiche della serie, ma non tanto da farle vincere il primo posto.

Berlino è una strada a doppio senso: la strada di destra presenta una discesa verso l’apatia, la strada di sinistra una via curva verso un’emotività che ci riesce sempre a sorprendere. Un personaggio definibile con un termine: infinito.

La sua morte non era calcolata ma è arrivata come un fulmine a ciel sereno nell’episodio 9 della seconda parte. Una scelta che è costata cara a La Casa di Carta che non è riuscita – nonostante tutto – a fare a meno di lui, proponendolo come parte attiva della serie tramite i ricordi.

1) Nairobi

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Primo posto più che meritato per la regina de La Casa di Carta. Un personaggio che ha avuto una morte lenta e dolorosa annunciata già dalla fine della terza stagione.

Nairobi è il personaggio in assoluto più forte della serie spagnola: energica, invincibile, dinamica, intelligente e – tra le altre cose – madre. Una morte che ci ha sconvolti nonostante il suo personaggio sia stato ridotto alla stregua di uno straccio per tutta la quarta stagione.

La sua mancanza si sentirà profondamente nell’ultima stagione e chissà se questa sarà effettivamente semplice da colmare. Per questo ci chiediamo: era così fondamentale che questo avvenisse?

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Scritto da Annalisa Gabriele

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