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How to Get Away with Decameron – Capitolo VIII

Decameron

Nella novella precedente di How to Get Away With Decameron:

-Uccidila!

-Maestro, ma! Non posso ucciderla! Perché?

-Devi farlo, dobbiamo continuare il nostro progetto, se lei continuerà a vivere non avremo più possibilità alcuna, devi ucciderla!

“Oh, mio Dio.
Addio K5, benvenuti K6.”

-No, forse non ha capito Maestro! Non ho ucciso un’anima, ho ucciso una persona! Ophelia Maestro! È stato lei a dirmi di farlo!

-Non discorrere di codeste scempiaggini accusandomi ingiustamente. Non ho costretto nessuno a fare niente.

-Dobbiamo scoprire chi mi ha ordinato di uccidere Ophelia fingendo di essere lei Maestro!

“E’ difficile non essere affascinati da una persona come Annalise, una volta che entri nel suo raggio d’azione non puoi fare a meno di cercare di capire chi è realmente. Si viene risucchiati nella sua aura e non vuoi uscirne, almeno in un primo momento, quando invece ti rendi conto di aver bisogno di andare via, lontano da lei, non puoi più abbandonarla, ormai ha già avuto il suo effetto su di te.”

“Hai presente Beautiful? Eh, uguale.”

“Capisco Bonnie. Però paragonare How to Get Away With Murder con Beautiful mi sembra leggermente svilente, non credi?”

“Guarda A, se proprio non ti piace Beautiful, per spiegare la situazione sentimentale che viviamo all’interno di HTGAWM posso citare anche altre Serie Tv, come per esempio Trenta Vetrine.”

“Tren… aspetta.
Trenta? Ma non erano cento le Vetrine?”

“Non lo so, a dire il vero non l’ho mai capito. Che poi scusa, tu che sei italiana, non ti sembrano un po’ troppe cento Vetrine? E perché si intitola così, non parlano mica di Vetri.”

“Non chiederlo a me Bonnie, non l’ho mai neanche visto. Non ti saprei dire neanche quante stagioni abbia.”

“Troppe. Per non parlare di Beautiful! Sto provando a fare un binge-watching da mesi, ma stando ai miei calcoli finirò all’incirca a settantanni.”

-Adesso vedrà cosa riserva mia arguta intelligenza quel poetuncolo de’ Firenze. Sarò così pungente che William Blake levati proprio.
Questo linguaggio de’ giovincelli sta cominciando a dilettarmi.

-Maestro, cosa fa?

-Ma come, figliuola, non rimembra la mia futura sfida a singolar tenzone con quel panzone?

-Ah giusto, Maestro!
Scusi se mi permetto, ma il Sommo Dante non mi sembra così grassottello da essere giudicato panzone.

-Ed in effetti figliuola, si trattava soltanto di una raffinata figura strategica de’ nostra soave lingua.

-Eh?

-A’ ragazzi’, mi serviva solo pe’ fa la rima!

-Ah, adesso capisco Maestro.
Vedo che il suo linguaggio sta cambiando.

-Devo tenermi al passo con i tempi figliuola.
Adesso, scusami ma devo prepararmi alla sfida. Devo fare bella figura con quell’altro spaventapasseri di Chicco.

-Oh, allora ci saranno anche degli spettatori.
Manca solo che vi trasmettano in diretta su Sfighe… ehmm volevo dire, su Sfide.

“Annalise, posso chiedere dove stiamo andando?”

“Bonnie, per favore stai calma e rilassati.”

“Facile dirlo per te, Laurel, non sei tu ad essere costretta a stare tra quattro persone sui sedili posteriori dell’auto! E poi spiegami perché sei tu ad essere seduta avanti senza aver avuto neanche una discussione a riguardo.”

“Secondo te sarebbe stato vantaggioso sprecare altro tempo prezioso per decidere a chi concedere il posto avanti?”

“Ragazzi, voi cosa rispondete?”

“SI”

“SI”

“SI”

“Assolutamente SI”

“Mi sa che abbiamo raggiunto un verdetto unanime Laurel.”

“Ragazzi per favore, cercate di essere sereni… e smettete di parlare, anche tu Nate!”

“Ehmm, Annalise?”

“Nate, ti ho detto di stare zitto!”

“No, questo è importante Annalise, abbiamo una volante della polizia dietro di noi e sta lampeggiando per farci accostare.”

“Oh cavolo! Siamo in sette in una macchina da cinque e abbiamo un cadavere nel bagagliaio.
Ok, rimanete calmi. Adesso accosto, ma voi cercate di nascondere i più gracili di voi sotto i sedili, così forse ci abbonano l’omicidio.”

“Salve agente, cielo limpido questa notte, non trova?”

“Patente e libretto prego.”

“Ecco qui.”

“Mmm, c’è qualcosa che non quadra, perché… voi siete i miei amici IIIIIIIIIIllegaliiiiiiiiii! Ciao compagnii!!”

“Asher?!”

Decameron

“Sono io, si! Ma dove stavate andando così di fretta?”

“Perché hai la divisa da poliziotto Asher? E cosa ci fai qui?”

Decameron

“Ah non fateci caso, anni fa ho fatto una specie di tirocinio come spogliarellista.
Ho sentito tardi il messaggio di Laurel che diceva di raggiungervi, così appena sono arrivato vi ho visti salire in macchina ed ho pensato ‘ma perché non seguirli e fargli un bello scherzo alla Asher?!’”

“Eh già, perché non fare un bello scherzo alla Asher?! Ah ah ah.”

“Ehi, ma tu chi sei? Ci conosciamo?”

“No, non credo, ma puoi chiamarmi A.”

“Oh ok, salve A, io sono Asher.
Se qualcuno vuole venire in macchina con me è il benvenuto, vi seguo, ovunque andiate.”

“Vengo io, almeno riesco anche ad intervistarti.”

“E così sia A. Andiamo.
Hai mai fatto un giro su una volante della polizia?”

“Ecco, Asher stanno accostando. Parcheggia qui.”

“Agli ordini A. Seguiamoli.”

“Ehmm Asher, rimaniamo qui e aspettiamoli. Torneranno subito.”

“Come vuoi. Ma dove stanno andando?”

“Non lo so, ma lo sai com’è Annalise, quando decide di fare una cosa, folle che sia, bisogna seguirla.”

“Hai ragione A.”

“Mi spieghi dove hai preso una volante della polizia?”

“Ahahah non chiederlo, e anche se insistessi non potrei dirtelo. Ti basti sapere che ha a che fare con un gioco erotico.”

“Ah ecco, immaginavo.”

“Con Bon Bon non avrei potuto farlo. Lei è… beh, lei è lei. Ma adesso c’è Michaela. Una meravigliosa creatura, com’è che dice quella vostra canzone? Meravigliosa creatura, sei sola al mondooooooo, meravigliosa creatura na na na na naaaaaaaaa. Fantastica! Sembra essere scritta proprio per lei. Dovrei dedicargliela, magari cantando nudo e ballando…”

“Ok ok, evitiamo altri scabrosi dettagli.”

“Bon Bon.
Mi manca in realtà, eeeeh se potessi averle entrambe…”

-Figliuola.

-Si Maestro?

-Ho scoperto chi ti ha costretta ad uccidere quella povera anima.

-Davvero? Chi?

-Et voilà! Enrico VIII è qua.

-Enrico VIII? Ma, anche lei nel Paradiso dei Poeti?
Non credevo lei fosse uno scrittore.

-Mah si, ho scritto du’ righe, gli saranno piaciute.

-Ma a chi?

-Al tronista!

-Intende il detentore del trono, il Sommo Poeta Dante Alighieri?

-Yaaaas, proprio lui.

-Scusami, ma devo chiedertelo. Quante mogli hai avuto, seriamente?

-Eccoooo, vorrei davvero rispondere a questa domanda, ma non so se mi convenga.

-Per quale cavolo di motivo mi hai ordinato di uccidere Ophelia?

-Chi?
Ahh la madre dell’assasina.

-In realtà Annalise è l’unica a non aver ucciso nessuno.

-Comunque sia, io ho dato solo l’input, sei stata tu a fare il resto.

-Mi sei già antipatico.

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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