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Se Franca Leosini intervistasse Cersei Lannister

Cersei lannister

*Si pregano i gentili lettori di leggere questa intervista alla regina di casa Lannister con l’ausilio di un sottofondo consono chiamato ‘sigla di Storie Maledette’, se sfortunatamente non ne siete in possesso, provate con la sigla di Chi l’ha visto, il risultato è più o meno lo stesso.*

“Benvenuti a questa edizione speciale di Storie STRAMaledette, la storia di oggi coinvolge un mondo molto lontano, quasi di irraggiungibile fattura per noi comuni mortali. La storia che oggi ci appropinquiamo a raccontare è quella di tale Cersei Lannister.”

cersei lannister Franca Leosini


“È una donna di luminosa bellezza quella che oggi andremo ad ascoltare. Protagonista di numerosi scandali, nonché di torbide fornicazioni ormai di pubblico dominio. Un personaggio che ha costruito la sua fortuna su danaro e presunte uccisioni. Nata da una famiglia molto poco raccomandabile, viene da subito spinta allo sposalizio con un uomo, lasciatemi dire, per nulla appetibile. Da lì i suoi guai hanno cominciato a trovare forma. È così signora Lannister?”

“Si, è così!”

“E poi, poi? Cosa accade? Racconti su.”

“Non dovrebbe essere sorpresa, a volte i matrimoni semplicemente non funzionano. Forse è stata colpa mia o forse è tutta opera del fato.”

“Beh signora Lannister, qualche mancanza dipende anche dal maschietto eh. Probabilmente anche fisicamente, ecco.”

“Mi trova sorprendentemente d’accordo, Lady Franca.”

“E così il tempo continua a passare inesorabile. Lei soffre, invoca gli Dei, sta male. Poi però la sua esistenza fa una capriola e suo marito muore in circostanze sospette. Ecco, mi conferma che prima della morte del suo per così dire conviviale sposo, lei è stata in preda a pensierini golosi verso il suo più affascinante fratello, Jaimie?”

“Sarebbe andato tutto liscio, se solo quel piccolo umano non ci avesse visti!”

“Lei si sta rivolgendo a quell’infante biricchino che non è solito farsi i suoi affari… uno di quelli che noi siamo soliti chiamare infame ecco.”

“Esattamente Lady Franca, non lo trova anche lei un indicibile demonio?”

“Non posso che essere d’accordo con lei, specialmente adesso che si dice abbia imparato a parlare con i corvi, neanche fosse San Francesco D’Assisi. Ma tornando a noi, signora Lannister, lei è stata accusata dell’omicidio di suo marito, delitto del quale lei continua a professarsi innocente.”

“Assolutamente!”

“Le riporto una sua dichiarazione che risulta dagli atti processuali. Lei dice: ‘Quando giochi al gioco dei troni, o vinci o muori’. Ecco signora Lannister, questa è una minaccia bella e buona, si rende conto?”

“Vede Lady Franca, non sempre le minacce di morte sono così esplicite. Non crede che avrei utilizzato in maniera migliore la mia astuzia? Non avrei mai detto una cosa del genere se avessi avuto intenzione di uccidere mio marito. Sarebbe stata una condanna.”

“Ebbene. In effetti le voleva bene, non sapeva come dirglielo, forse non sapevate dirvelo e lei si aggrappava a questa, ecco, ciambella di salvataggio che erano i suoi figli.”

“Vedo che mi comprende appieno.”

“Erano.”

“…”

“Ma lei ha anche dichiarato, e leggo testualmente: ‘VINOOOOOOOOH’.
È vero o no, signora Lannister, che ha deliberatamente utilizzato un gergo colloquiale, per non dire vinicolo… di cantina? È evidentemente un linguaggio che non si confà allo stile elegante di una Regina ecco, non è vero signora Lannister? Dico forse frivolezze? Eh?”

“Dice il vero Lady Franca. Ma è questo il mio unico vezzo, necessito di coraggio liquido. È forse una colpa non avere coraggio?”

“E questo, come lo chiama lei, vezzo ecco, questo vezzo non le crea un’indebita confusione? Tanto da farle far esplodere un intero palazzo di clericale importanza utilizzando una a noi sconosciuta sostanza verdognola?”

“No, Lady Franca. Ad onor del vero, in quell’episodio ero perfettamente lucida.”

“Ma! Ma signora Lannister! Ha repentinamente svoltato su di una strada giovane e impervia noto.”

“Come scusi?”

“Ha dato un taglio al passato, accorciando un po’ il futuro.”

“Non credo di comprendere Lady Franca.”

“SI E’ TAGLIATA I CAPELLI?!”

“Ah, beh si! Le piacciono?”

“Beh, ecco… ecco.”

“Non fa alcuna differenza. Non mi interessa.”

“Bene signora Lannister, siamo a uno schiocco di dita dalla fine di questa interessantissima intervista.”

“Che peccato. Lady Franca.”

“Eh si, ecco. Siamo quasi alla fine. L’ultimo mio interrogativo trova ancora una volta la sua origine nel passato degli eventi. Leggo ancora dagli atti che le è stata predetta una sfortunata profezia. È solo una scivolizia poetica degli inquirenti, o si tratta effettivamente di una verità?”

“Purtroppo lei ha colto nel segno, Lady Franca. Un oracolo, a, un oracola, boh, non so come si dice, mi ha predetto un futuro ignobile.”

“Signora Lannister, ma lei lo sa che il cervello non è una polpetta piazzata al centro della testa? Va adoperato e lei l’ha lasciato a riposo ascoltando le dicerie di una povera maga di periferia. E mi dica, mi dica, dopo le ha chiesto anche se farle la fattura. Eh? Mi dica!”

“È andata proprio così, Lady Franca!”

“Questi ciarlatani di un tempo. Scommetto che ha pure detto di essere parrucchiera e anche un po’ pissssicologa.”

“Lady Franca, dice quindi che non devo crederle?

“Mia cara. Il destino è un’ombra, sta a lei decidere se portarsela dietro.”

“Lady Franca, io devo confessarle un altro mio vezzo.”

“Ebbene, mi dica signora Lannister?”

“Beh, ecco, non dovrei dirle nulla, ma io. Beh ecco io. Io sono innamorata del suo programma! È un onore poter essere intervistata da lei. Le dirò di più! Ho ucciso mio marito appunto per essere invitata qui da lei a Storie STRAMaledette. Lei è il mio idolo…

IO… IO SONO UNA LEOSINER!

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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