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#VenerdiVintage – 10 cose a cui ho pensato dopo aver rivisto la prima puntata di Fringe a distanza di anni

Fringe è una serie tv prodotta dal 2008 al 2013 da Fox e ideata dalle folli, quanto geniali, menti di J.J. Abrams, Roberto Orci e Alex Kurtzman. D’altronde, quando c’è di mezzo J.J. Abrams aspettarsi una serie tv normale è impossibile. Ma dobbiamo dirlo, con Fringe ha decisamente superato le noste aspettative in fatto di stramberie.

Se siete alla ricerca di una serie tv in grado di farvi esplodere il cervello, Fringe fa assolutamente al caso vostro.

fringe
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All’inizio potrete pensare che si tratti della solita serie con i soliti eroi dell’FBI che danno la caccia al solito scaltro cattivone disperso per la città. La verità è che non farete neanche in tempo a pensarlo che perderete il conto delle linee temporali, mentre cercate di farvi largo tra svariati Universi.

Non a caso la Fringe Science è la scienza di confine, quella che non conosce limite od ostacolo.

Fringe è la celebrazione di un’anarchia scientifica che, alla fine, deve piegarsi alla bellezza del sentimento. Nel corso delle sue cinque stagioni ne abbiamo viste di tutti i colori, letteralmente. Ma non ci stancheremo mai di fare un tuffo nell’intricato e profondamente romantico universo (probabilmente avrei dovuto usare il plurale) di Fringe.

Ecco perché abbiamo deciso di rivedere a distanza di anni il primo episodio della serie e di appuntarci le 10 cose che ci hanno colpito.

1) Il feticismo di J.J. Abrams per gli incidenti aerei

Fringe pilot

Neanche il tempo di ambientarci che ci ritroviamo su un aereo nel bel mezzo di una turbolenza, con un passeggero in preda a una strana crisi. Insomma, alzi la mano chi ha immediatamente pensato alla leggiadra passerella di Charlie Pace con assistenti di volo al seguito.

Beh, in questo caso lo schianto è stato evitato dal pilota automatico, solo che i passeggeri sono stati meno fortunati rispetto agli ospiti del volo Oceanic Fly 815. In ogni caso, ormai, non possiamo più esimerci dal pensare al mitico J.J. Abrams ogni volta che prendiamo un aereo. Grazie Maestro per aver contribuito a popolare i nostri incubi e le nostre ansie, pensando che alla fine del volo potremmo trovarci o su una soleggiata isola piena di Orsi Polari o stecchiti con la pelle trasparente.

2) La fotografia

fringe
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Ragazzi, avevo dimenticato quanto fosse incisiva la fotografia di Fringe. In questo Pilot è tutto davvero pazzesco.

La prima puntata di una serie è davvero importante. All’inizio della visione lo spettatore tende a distrarsi e, per questo, è necessario creare un prodotto che lo tenga attaccato allo schermo e gli faccia immediatamente capire a che tipologia di show si sta approcciando.

Beh, iniziamo col dire che capire Fringe non è un lavoro da poco.

Anche dopo cinque stagioni e innumerevoli rewatch ci sono tantissime cose che ancora oggi stentiamo a capire e, alla luce di ciò, apprezzo ancora di più questo pilot.

Riguardarlo dopo un bel po’ di tempo mi ha permesso di apprezzare alcuni dettagli a cui non avevo prestato attenzione perché troppo concentrata sulla trama dell’episodio. Una delle cose che più mi ha colpito, ad esempio, è l’utilizzo del colore verde, che ci traghetta immediatamente nel torbido e misterioso mondo della Fringe Science.

3) La colonna sonora: Michael Giacchino colpisce ancora

Quando si parla di colonne sonore Michael Giacchino è davvero una garanzia. Lui che aveva già firmato la magnifica colonna sonora di Lost (tra le altre cose) torna a incantarci con le sue composizioni anche in Fringe.

In particolare, in questo episodio pilota, Giacchino riesce a interpretare alla perfezione il pathos, l’azione e il romanticismo. Ricollegandomi al punto 2 di questo articolo, la miscela di musica, fotografia e colori riesce a rendere leggero un episodio di ben 81 minuti. Questo mi ha riportato alla mente che Fringe è riuscita sin da subito a farsi breccia nel mio cuore, proprio grazie alla combo di leggerezza, intrighi e profondità.

Dico sempre che le opere d’arte riescono sempre a racchiudere un universo in qualcosa di più piccolo. E quando si parla di universi Fringe gioca davvero in casa.

4) La nota dolente della prima puntata di Fringe

La prima puntata di Fringe è davvero bella, ma non poteva essere tutto rose e fiori. Infatti, una nota dolente c’è ed è anche abbastanza evidente. Sto parlando dell’agente Scott. Nonché fidanzato segreto di Olivia.

Comprendiamo da subito che la Dunham ha un bel caratterino. Nel corso delle stagioni impariamo ad amarla per la sua tenacia e per la sua indipendenza, oltre che per il suo intuito pungente e per la sua intelligenza. Ecco perché non riusciamo proprio a capire come si sia innamorata follemente del bellimbusto in questione.

Insomma, non riusciamo proprio a berci la storia di Olivia Dunham accecata dall’amore. Anche perché il buon Scott non ci ispira simpatia neanche per un secondo, anzi possiamo dire che sia stato un bene il fatto che per la maggior parte dell’episodio l’agente risulti incapace di proferir parola.

5) I primi incontri

fringe

Ammettiamolo, riavvolgere il nastro e rivivere i primi incontri dei nostri paladini ci fa venire un po’ di pelle d’oca. Quando gli occhi di Olivia incrociano quelli di Peter e quando quelli di Peter incrociano quelli di Walter, scatta immediatamente la scintilla e noi la percepiamo forte e chiara.

In una serie come Fringe, in cui scorrono fiumi e fiumi di parole, la cosa che ci resterà nel cuore saranno i silenzi.

Così, quegli sguardi silenziosi ci restituiscono una sensazione di tepore casalingo. Il Fato si decide finalmente a sintonizzare le travagliate vite dei protagonisti sulla stessa frequenza, ed è l’incipit di una storia meravigliosa che non ci stancheremo mai di vivere e rivivere.

6) Olivia e Peter sono tra le coppie più belle delle serie tv

Dopo aver visto il pilot, riallacciandomi al punto precedente, sono fermamente convinta che Fringe sia incredibilmente sottovalutata. La coppia formata da Peter Bishop e Olivia Dunham è una cosa davvero preziosa. Chi non ha shippato i due protagonisti sin dal loro primo incontro o mente o in quel momento era distratto.

Nel preciso istante in cui i due si stringono la mano, infatti, comprendiamo che Peter e Olivia sono fatti per stare l’uno con l’altro. E la cosa più bella è che, insieme, impareranno a smussare gli angoli delle loro personalità.

Personalmente, avevo dimenticato chi fosse Olivia senza Peter e viceversa. Rivederli separati e sconosciuti ha confermato ancora una volta che la loro storia d’amore è tra le più belle del piccolo schermo.

7) Il laboratorio del dott. Bishop

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Eh sì, il titolo dell’episodio non è affatto casuale. Il laboratorio nei sotterranei dell’Università di Harvard riapre i battenti, pronto a diventare il cuore pulsante di quella che sarà la Fringe Division.

Quante cose sono successe qui, e quante ne accadranno ancora

Walter, come al solito, ha tutte le risposte nascoste nella sua tasca. Dopo anni e anni rinchiuso in un istituto, può finamente riprendere in mano il suo mestire e vivere quella che sarà la parentesi più bella della sua vita.

Io, da parte mia, ho rispolverato questa prima puntata con la stessa gioia e lo stesso sorriso di Walter che rispolvera le sue vecchie attrezzature.

8) Nina Sharp, che donna

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Nina Sharp è una delle figure più affascinanti di Fringe. La regina della Massive Dynamic ci colpisce immediatamente con il suo charme e la sua compostezza. I creatori della serie si erano già distinti in passato per la caratterizzazione dei personaggi e, anche in questo caso, non deludono le aspettative.

Nina è un personaggio di fondamentale importanza fino alla fine, ma l’episodio pilota ci colpisce particolarmente. La struttura dell’episodio, infatti, ci spinge a voler sapere sempre di più su di lei, che si pone sempre sull’incerta linea di confine tra il bene e il male (soprattutto nelle prime stagioni).

Impossibile, inoltre, non citare il meraviglioso finale dell’episodio, quando la stessa Nina, dopo una serie incredibile di vicissitudini, afferma con nonchalance di voler interrogare un cadavere. In quel preciso momento ho capito che con Fringe non sai mai cosa aspettarti, ed è questo il bello.

9) Che bello sarebbe uno Spin-off

game of thrones

Penso che da Fringe potrebbero uscir fuori innumerevoli spin-off. Rivedendo “il laboratorio del dott. Bishop” ho pensato spesso che mi piacerebbe tanto poter vedere una serie dedicata ai primi esperimenti di Bishop, approfondendo anche figure come la già citata Nina Sharp e il tanto controverso William Bell.

Ritornando al “quante cose sono successe qui, e quante ne accadranno ancora“, sarebbe un bellissimo regalo poter approfondire il passato di quel laboratorio e di quei meravigliosi personaggi.

10) Ho seriamente bisogno di un rewatch

Vi sfido a rivedere la prima puntata di Fringe senza cedere alla tentazione di immergervi in un rewatch di questa meravigliosa serie.

D’altronde, Fringe è così complessa e articolata che penso non basterebbero 10 attenti rewatch per coglierne tutte le sfaccetture. Scommetto che dopo qualche secondo passato in compagnia di Walter & Co. sarete tutti pronti a imbarcarvi nuovamente in quella stupenda e mind-blowing avventura che è Fringe. Anzi, stento a credere siate arrivati alla fine di questo articolo senza cedere il passo alla nostalgia.

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Scritto da Clotilde Formica

Scrivo, mi piace farlo.

Mi piace scivolare via veloce sulla cresta dei pensieri che si affollano, si inseguono, si punzecchiano e a volte mi scappano.

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