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Quella volta in cui Cameron Monaghan recitò in una puntata di Fringe

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla 2×07 di Fringe, episodio in cui recitò Cameron Monaghan.

Anche voi siete innamorati persi di Cameron Monaghan? Se è così, siete nell’articolo giusto. Quasi tutti gli amanti della serie tv Gotham, infatti, hanno semplicemente adorato l’interpretazione che Cameron Monaghan ha fatto, dell’iconico personaggio di Joker. Per non parlare poi di tutti quelli che hanno adorato il suo personaggio e la sua interpretazione in Shameless come Ian. Ma sapevate che, in giovanissima età, un piccolo e inesperto Cameron, ha partecipato anche a una puntata di Fringe? Ebbene sì, era giovanissimo ma anche lui ha fatto parte del cast in un singolo episodio. Tra l’altro in una puntata molto particolare e intrigante. Ma andiamo a vederla nello specifico: magari qualcuno di voi la ricorda.

Cameron-Monaghan
(Cameron Monaghan 640×360)

Cameron Monaghan, quindi, ha partecipato in giovanissima età a una delle puntate di quel gioiello di Fringe.

Si tratta nello specifico della stagione numero 2, episodio 7, dal titolo “Conseguenze indesiderate“. Ha interpretato il piccolo Tyler Carson, figlio di uno scienziato che lavora per la tanto criticata Massive Dynamic. Tyler viene rapito a New York, sparisce in circostanze molto misteriose e per il caso viene interpellata anche l’FBI – divisione Fringe – quindi i nostri amatissimi Olivia, Peter e Walter.

Ma perché, per un caso di sparizione, viene chiamata addirittura l’FBI? Dopo pochissimo tempo si scopre il perché: nella sparizione c’è qualcosa di sovraumano, strano e inspiegabile. Proprio per questo motivo la nostra squadra preferita è chiamata a intervenire e così iniziano le indagini. I primi testimoni che Olivia, Peter e Walker, ascoltano, riferiscono qualcosa di davvero strano che lascia attoniti anche i nostri protagonisti. L’agente di polizia che ha fermato i sospettati del rapimento proprio poco prima, pare si sia suicidato dopo aver colpito tutti i suoi colleghi sparando loro a sangue freddo.

Cameron Monaghan
(La squadra Fringe che arriva sul posto 640×360)

In pochissimo tempo la squadra capisce che c’è qualcosa che non va in tutta la faccenda e inizia per questo a fare le sue prime supposizioni.

Ovviamente queste partono da Walter, il quale dopo aver ragionato su diverse di esse – quanto abbiamo amato le sue assurde supposizioni? – arriva alla conclusione che potrebbe essere un caso di ipnosi, l’unica spiegazione che giustificherebbe le azioni dell’gente e gli indizi che la squadra ha trovato. Ma tutti i veri fan di Fringe sanno benissimo che, nella serie, non è tutto come sembra, anzi, più si va avanti in una puntata e più si scoprono aspetti sconvolgenti. La squadra di Fringe infatti, scopre di lì a poco che in questo folle esperimento è coinvolto uno scienziato che fa parte niente di meno che della squadra della Massive Dynamic, ambigua e misteriosa azienda sotto l’occhio dell’FBI da diversi anni.

Insomma, quello che la squadra del nostro cuore scopre, è che quelli che credevano fossero i cattivi, pericolosi e arcigni nemici, erano in realtà solo le vittime di questa storia. L’artefice di tutto era in verità Tyler, finito inizialmente per sbaglio negli esperimenti del padre, e successivamente assoggettato dal potere di cui era entrato in possesso: controllare la mente e le azioni delle persone. Tyler infatti aveva il potere di indurre la gente a fare tutto ciò che lui desiderava, camminare, saltare, ballare, finanche uccidere persone.

Per il giovane attore, dunque, un ruolo molto dark, agli estremi della pazzia, come se il destino avesse già all’epoca saputo del personaggio folle che avrebbe interpretato negli anni a venire, e che gli avrebbe donato una carriera molto promettente. La cosa davvero molto suggestiva è che la sua bravura in questo tipo di personaggi si vedeva già allora: sguardo magnetico, sorriso ammiccante e movimenti davvero molto convincenti.

Perché quando una persona ha talento da vendere, si vede fin da subito.

Una puntata davvero molto bella di Fringe (una serie che ci manca davvero tanto), che con il passare dei minuti si fa sempre più intrigante e piena di suspense. Proprio mentre tutta la squadra era concentrata sulla risoluzione del caso, infatti, Tyler riesce a mettere le mani su Peter e a controllare completamente la sua mente. Lo convince a prendere un’auto e a guidare fino a una destinazione precisa. Ciò che aveva in mente il ragazzo era di arrivare dalla sua madre biologica, nascosta a lui fino a quel momento da suo padre. Peter all’inizio cerca di farlo ragionare ma Tyler non sente ragioni e lo costringe a fare tutto ciò che dice, addirittura a puntare una pistola alla tempia di un poliziotto che aveva fermato la loro auto per bloccarli.

Visto che il giovane ragazzo non accenna neanche un minimo a demordere, Peter cerca di farlo ragionare puntando sull’emotività.

Chi meglio di lui, infatti, può parlare di padri che dicono bugie? (vi vedo che state ridendo). Così, approfittando che Tyler lo porta in un night club spingendolo a mentire al buttafuori, approfitta di quel luogo per buttare la questione sulla leggerezza. Molto significativa la scelta degli autori di questa puntata, perché qui Peter appare proprio come un fratello maggiore pronto a dare consigli a qualcuno di troppo giovane e arrabbiato con la vita, per poter pretendere da se stesso di fare la scelta giusta.

Quanto deve essere stato emozionante, fra l’altro, per il giovane ragazzo, lavorare con Joshua Jackson?

Ai tempi, infatti, era già molto famoso dato il suo successo in Dawson’s Creek (interpretava, manco a dirlo, Pacey Witter). La puntata finisce, infatti, nel migliore dei modi, proprio perché Peter riesce a calmare Tyler e a fargli comprendere l’unica verità possibile: non possiamo avere tutto ciò che vogliamo con mezzi che potrebbero distruggere noi stessi come esseri umani, diventare qualcosa che in realtà non siamo, solo per un bisogno estremo che, alla fine, non potremo mai cambiare.

Cameron Monaghan, comunque, ha dimostrato in quest’episodio di avere un talento grandissimo già in tenera età e, quando è arrivata la sua vera e importante occasione, lo ha dimostrato in America e fuori. La sua interpretazione del Joker nella serie tv su Gotham, ad esempio, ha impressionato positivamente persino i fan di Heath Ledger, il Joker per eccellenza, superando così le aspettative di gran parte del pubblico che seguiva all’epoca il progetto.

E voi, amanti di Fringe? Ricordavate questo episodio della seconda stagione? E vi sareste mai immaginati, all’epoca, il successo che poi avrebbe avuto Cameron Monaghan? Di sicuro, la sua bravura non si discute. Ricordiamo a tutti, inoltre, che le stagioni di Fringe sono tutte disponibili attualmente sulla piattaforma di Prime Video (sì, correte a fare un rewatch: ne varrà la pena).

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