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American Horror Story: Apocalypse – Tra ordine e caos

American Horror Story

Il secondo angelo suonò la tromba: qualcosa come una grande montagna, tutta infuocata, fu scagliato nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.

Siamo ancora al secondo episodio e già arrivano le note dolenti. Questa ottava stagione di American Horror Story finirà come una grande farsa o c’è ancora speranza e sono io troppo cinica? Il crossover tra Murder House e Coven continua la sua corsa riportando sui nostri schermi, e nei nostri incubi, un personaggio delle origini.

La puntata ricomincia lì dove ci eravamo lasciati. Il misterioso Langdon arriva nel bunker, inviato da questa fantomatica Cooperazione per decidere chi sia degno di costruire il nuovo mondo e chi invece no. Miss Venable non sembra particolarmente entusiasta degli interrogatori che Langdon si propone di tenere e ai quali tutti devono partecipare, uno per volta.

Ora io comincio già ad avere una mezza idea su chi ci sia dietro la Cooperazione, ovvero le streghe di Coven. 

Ma quali interessi si celano dietro? Mentre parecchie, forse troppe, domande rimangono ancora senza risposta, l’interrogatorio comincia e il primo è Gallant (Evan Peters). Il giovane, durante il tête-à-tête, confessa a Langdon di non sopportare la propria Nana, che non ha mai mostrato un minimo di affetto o di sincero apprezzamento nei suoi confronti. Langdon ascolta, spinge Gallant a confessare questo oscuro segreto e il colloquio finisce. All’uomo misterioso non interessa sapere altro se non la macchia nera nel cuore del suo interlocutore. Presa coscienza di questa, non perde tempo per servirsene.

Attraverso un certo uomo di pelle a noi ben noto, Langdon inizia la sua opera.

Come i serpenti, che inspiegabilmente compaiono nel bunker, anche Langdon si insinua tra le vite degli abitanti del rifugio. La sua presenza destabilizzante comincia a mietere la prima vittima. In preda adlle allucinazioni, Gallant uccide la nonna Eve. La piccola macchia nera, il risentimento quasi legittimo che il ragazzo provava, sfocia così in uno dei sette peccati capitali. E ad assistere – con un sorriso luciferino – c’è proprio Langdon.

“Nessun flagello è stato più nocivo al genere umano. Tu vedrai i massacri, i veleni, le accuse reciproche, le rovine della città e gli eccidi di interi popoli”

American Horror Story


Il serpente del giardino dell’Eden arriva così tra i sopravvissuti all’Apocalisse. 

Ma al caos di Langdon si oppone l’ordine di Miss Venable. La donna, spezzata nel fisico e nell’animo, regola la vita nel Rifugio in maniera insindacabile e qualsiasi effrazione viene punita con la morte. Nessuno escluso. Questo controllo estremo permette che ogni cosa, all’interno del bunker, funzioni e che i singoli interessi non abbiano la meglio sul benessere collettivo. Seppur in maniera estrema, il ragionamento di Miss Venable ha una sua logica.

La presenza di Langdon diventa quindi una scomoda deviazione nell’ordine  prestabilito. Assistiamo a un cambio di tono e di ritmi. La monotonia viene interrotta. Quando i due giovani innamorati, Timothy ed Emily, vengono a conoscenza delle bugie di Miss Venable ecco che la bolla scoppia.

Una puntata che ricorda certe storie in cui il diavolo, con voce suadente e occhi gentili, ti dice esattamente quello che vuoi sentirti dire portando alla luce tutta l’oscurità, la rabbia, l’odio e l’insofferenza che covi dentro. È lui ad alimentarlo e assiste mentre tutto brucia.

Il paragone per eccellenza è “Cose Preziose”, capolavoro di Stephen King in cui il diavolo dà solo una spintarella nella giusta direzione ai cittadini di Castle Rock. Dove segreti e risentimento sono all’ordine del giorno. 

American Horror Story

Ma nonostante le ottime premesse che questa stagione offre, ci sono elementi che fanno storcere il naso: 

1) I due giovani innamorati sono una palla al piede. Finora la loro utilità è pari a zero e allontanano il focus dell’azione. Presentati nella prima puntata come personaggi speciali e indispensabili, non rientrano nel quadro di American Horror Story.

2) La rivelazione finale sulla vera natura di Mead mi ha fatto alzare gli occhi al cielo. SPOILER ALERT Perché in mezzo all’Apocalisse, a Lucifero e alle streghe non capisco la necessità di infilarci anche i robot. Per giunta uguali a quelli di Alien. FINE SPOILER

Leggi anche: American Horror Story – Secondo Ryan Muprhy ogni stagione corrisponde a un girone dell’Inferno 

Un saluto agli amici di Citazioni improbabili di American Horror Story e American Horror Story ITALIA

Written by Serena Faro

Ho attraversato gli oceani del tempo a bordo del TARDIS, ho viaggiato in macchina con Sam e Dean a caccia di mostri, sono arrivata tardi ad un matrimonio a Westeros (meno male) così mi sono diretta a Storybrooke per poi salpare con il capitano Flint. Ho visitato la Londra dei "penny dreadfuls" e la New York dei "mad men". Mi sono ritrovata su un'isola un po' particolare, in attesa di una nuova avventura.

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