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Outlander 3×02: la prigione in cui ora vivo

Siamo giunti alla seconda puntata della terza stagione di Outlander. Come vi avevamo promesso, siamo puntuali con il nostro ritrovo settimanale per analizzare e commentare insieme la Serie Tv. Possiamo dire che il mood seguito da questo episodio è lo stesso del primo, di cui noi di Hall of Series abbiamo parlato sette giorni fa. Poca azione e moltissimo spazio ai sentimenti, messi in primo piano sempre con due lenti d’ingrandimento diverse. L’attenzione ancora una volta è focalizzata sulle due differenti ere e sui due protagonisti, Jamie e Claire. Possiamo definire l’andamento generale troppo lento? Questo inizio sta procedendo nella maniera giusta? Tentiamo di rispondere a queste domande a mente ancora calda.

Ripercorriamo insieme i punti più salienti di Surrender. Trattandosi di una recensione, sarà superfluo, ma vi avverto che conterrà spoiler. Prestate attenzione se non siete in pari con la visione di Outlander! E in tal caso, cosa state aspettando?

Mai come in questa puntata dello show della Starz, il protagonista assoluto è stato Jamie, mentre alla storyline di Claire è stato dato molto meno spazio. Nella parte dedicata al nostro scozzese preferito c’è un balzo temporale di quasi 6 anni, dalle vicende di Culloden. In quella di Claire invece sono passati pochissimi mesi, considerando la nascita di Brianna.

Perché bypassare così ampiamente le vicende di Jamie? Perché sono stati anni pieni di nulla, conditi solo da rimpianti e solitudine. Il Jamie che ora vediamo è esattamente lo stesso presentatoci nella scorsa puntata: è solo l’ombra di se stesso, un guscio vuoto. Il cambiamento fisico (barba e capelli lunghi e trasandati) rispecchia perfettamente lo stato interiore. Dov’è il Fraser che si batteva per il proprio onore, per la propria libertà, alimentato dal fuoco della passione? Ci verrebbe voglia di prenderlo a schiaffi, di farlo reagire, scuotendolo. E ci verrebbe voglia di picchiarlo durante quella scena. Mi riferisco al bacio (e altro?) con Mary MacNab.

 

Da super fan della coppia formata da lui e Claire, ho assistito a tutto ciò con stizza e rabbia, ma come sempre bisogna ragionare con un minimo di obbiettività. Jamie non è alla ricerca di sesso, non ne sente la necessità più assoluta, nonostante anche le insistenze di Jenny. Quello di cui lui ha bisogno è un contatto fisico, del puro conforto umano. O forse qui la motivazione è più profonda.

A Jamie era stato garantito che sarebbe morto su quel campo di battaglia. Che per fortuna non sarebbe sopravvissuto al dolore della perdita della donna della sua vita e del loro bambino. Quella garanzia, quell’ultimo palliativo, gli è stato strappato dalla giubba rossa che gli ha salvato la vita subito dopo il conflitto. Non essendo andata così, ora il nostro protagonista deve fare i conti con una vita che lui stesso definisce ‘un carcere’. 

Un’esistenza di soli ricordi dolorosi che lo hanno reso completamente apatico e sprofondato nella più totale solitudine di reietto.

Visto in questa luce, l’avvicinamento con Mary ci sembra solo un modo per ricercare calore e supporto, magari solo per una notte, da una persona che forse in passato ha sofferto quanto lui. Ma in questa puntata iniziamo a vedere dei piccoli spiragli di luce. La terribile mutilazione della mano di Fergus (che atrocità!) lo desta per una frazione di secondo dal suo torpore. Comincia a provare qualcosa: preoccupazione per i cari che gli sono rimasti. Qui finalmente viene spiegata la famosa scena vista nel trailer del ‘tradimento’ di Jenny, ma molti di noi ci avevano visto lungo. In realtà Jamie si sacrifica e si fa consegnare ai soldati inglesi al fine di salvaguardare Lallybroch e la sua famiglia. Nessuna prigione sarà peggiore di quella gabbia in cui ora si trova, per sua stessa ammissione.

Ho trovato magnifica l’analogia dell’arto fantasma che viene spiegata da Ian. Come lui e Fergus che hanno perduto gamba e mano ma continuano a percepirne il dolore a distanza di anni, lo stesso prova Jamie, il cui organo fatto a pezzi è il cuore.

Come spiegato all’inizio, la storyline di Claire in Outlander è invece molto più veloce e meno approfondita. L’eroina appare felice nel suo nuovo ménage familiare. Però la sera quando si ritrova nel letto sola e non ha più Brianna a occuparle la mente, deve fare i conti i suoi demoni. Claire immagina di avere di nuovo Jamie lì, nudo e splendido nel suo letto e ciò le procura un’eccitazione istantanea. Ma è il povero Mr Randall a capire che in quel momento di intimità così voluta, Claire è un altro che brama, che desidera, per cui sospira. La fiamma dell’intesa sessuale diventa quindi solo un fuoco di paglia quando ambedue comprendono che non potranno mai tenere lo scozzese fuori dalle loro vite.

Il concetto viene ribadito dal dettaglio dei due letti separati, un preludio della loro futura (non) vita matrimoniale. Così Claire vede nel ritorno all’università la spinta che le serve per riemergere e andare avanti.

Outlander

La protagonista dimostra per l’ennesima volta che non è una donna che si fa abbattere, nemmeno di fronte a un’aula piena zeppa di uomini che la squadrano, scuotendo la testa. Finalmente ci è stato presentato il personaggio di Joe Abernathy, l’altro diverso. Siamo curiosi di vedere come verrà sviluppato al’interno della Serie (insieme ad altre new-entry).

Se pensavano che il finale con Claire che si commuove di fronte al’uomo che suona la cornamusa ci avrebbe procurato un’incredibile stretta al cuore… beh avevano ragione!

In conclusione, come per la prima puntata di Outlander, anche questa si è concentrata per lo più sulla solitudine e le profonde crisi interiori dei due protagonisti. Proprio per questo l’andamento generale è stato meno dinamico e i dialoghi piuttosto scarni. Però chi ha letto i libri sa che il tempo per l’azione e l’adrenalina ci sarà eccome! Per il momento ho trovato perfetta e narrativamente giusta questa lentezza generale, il cui pathos emerge per lo più dai primi piani dei personaggi e dalle parole appena accennate.

Non so voi, ma questa stagione di Outlander sembra molto diversa dalla precedente e almeno per ora si sta prendendo i suoi tempi, regalandoci emozioni quasi in punta di piedi. Le promesse per un ottimo show ci sono davvero, quindi attendiamo gli sviluppi.

Mi raccomando, fateci sapere nei commenti cosa ne pensate e se concordate con quanto riportato. Noi intanto vi diamo appuntamento alla prossima settimana!

Leggi anche – Outlander: 7 cose che dovresti sapere prima di guardare la Serie

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Written by Barbara Curti

Ho 31 anni e studio Lettere. Spero che prima o poi questa mia passione per le Serie Tv mi torni utile per il futuro: lasciate solo che alle prossime Olimpiadi venga riconosciuto il binge-watching come disciplina e per me sarà la svolta!!!

Per il resto, visto che non so cos'altro aggiungere.... AMMACCABANANE!

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