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13 Reasons Why, la terza stagione è davvero possibile

13 Reasons Why

Esattamente da una settimana è disponibile la seconda stagione di 13 Reasons Why e già si vocifera di una possibile terza stagione, come fa intuire la produttrice Joy Gorman Wettels.

13 Reasons Why è la Serie del momento, soprattutto per la pesantezza e la particolarità dei temi trattati, e addirittura c’è una parte del pubblico che chiede la rimozione dal catalogo di Netflix (leggi qui i dettagli, ma attento agli spoiler!).

La produttrice spiega i motivi per cui si è pensa di continuare con la produzione di nuovi episodi elogiando il lavoro del creatore e showrunner Brian Yorkey.

Ecco le sue parole:

“Credo che Brian abbia realizzato qualcosa che è semplicemente super-coraggioso e ci obblighi a dare uno sguardo a quello che i giovani stanno realmente affrontando o quello che noi stessi abbiamo vissuto. Non avevamo in precedenza gli strumenti o i contenuti per unire quella distanza nella conversazione ed è davvero elettrizzante far parte di un progetto simile.”

Secondo quello che racconta la Wettels, la decisione di continuare 13 Reasons Why deriva dalla caratterizzazione dei personaggi: si vuole infatti approfondire la loro naturale crescita dopo le esperienze delle prime due stagioni.

“Questi ragazzi che i nostri autori hanno creato, questi giovani realistici, tridimensionali, profondamente pieni di difetti e in grado di provare delle emozioni… Era solo l’inizio di un periodo di crescita nelle loro vite. Questa intera comunità aveva affrontato il peggior trauma che potessero mai immaginare.”

Continua poi facendo un mini recap su alcuni personaggi continuando a sostenere la scelta di continuare la Serie:

“Jessica alla fine della prima stagione compie solo il primo passo ammettendo ‘Papà, mi è successo qualcosa’. E’ solo la prima tappa di un processo di guarigione dopo lo stupro. Justin Foley ha compiuto l’errore più terribile e imperdonabile della sua vita. Sente che avrebbe potuto salvare la vita della sua fidanzata e non l’ha fatto. Sta vivendo in un certo senso controllato da Bryce e ha bisogno di lui per sopravvivere, tuttavia prende questa decisione coraggiosa semplicemente di andarsene e farlo uscire dalla propria esistenza. Penso che alla fine si muoia dalla voglia di scoprire quello che accadrà a quel ragazzo.”

Secondo la produttrice è assolutamente interessante capire quali sono le conseguenze del suicidio e del seguente processo di Hannah.

“Per me era impossibile non voler continuare a raccontare la storia. Si vuole davvero osservare questi giovani mentre provano a guarire e recuperare dopo il trauma più tremendo. Non riesco a immaginare come fosse possibile non avere una seconda stagione e continuare a raccontare la vita dei personaggi perché questa comunità è cambiata per sempre a causa della morte di Hannah. E questi ragazzi sono stati tutti così feriti da quanto accaduto. Alcuni perché meritavano di esserlo e altri no. Non era una questione di bianco e nero. E credo che si dovesse realmente dare loro una possibilità di raccontare il proprio punto di vista sulla storia.”

Inoltre la Wettles tiene a precisare che 13 Reasons Why non è così deleterio per il pubblico più debole, come alcuni utenti sostengono, infatti durante la produzione si è potuto contare su esperti e vittime di violenza.

Il team di produzione di 13 Reasons Why ha anche partecipato all’ American Foundation for Suicide Prevention Gala.

La Wettels sembra convinta di questa idea:

“Credo realmente che ci sia ancora molto da raccontare. Questi ragazzi stanno ancora cercando di guarire. Questa comunità deve ancora andare in molti luoghi, a livello emotivo. E voglio vedere questi personaggi andare oltre nel proprio tentativo di superare i traumi.”

Cosa ne sarà di questa proposta? Se verrà approvata non attenderemo molto a scoprirlo!

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Written by Francesca Bulgarini

Mi piace viaggiare e scoprire il mondo, sono curiosa da sempre e conoscere persone e culture diverse mi affascina. Spulcio qualsiasi informazione arricchisca la mia memoria.
Vivo in un mondo quadrato e faccio un lavoro preciso.
Film e serie tv sono sempre state indispensabili per poter “viaggiare” ovunque e colorare fuori dalle linee della realtà passando direttamente, in un attimo, all’immaginazione.

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