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10 ipnotici film moderni in bianco e nero che puoi vedere ora su Netflix

Ci sono colori che richiamano una nostalgia del passato, sfumature dell’iride che ci esplodono nel petto e ci causano un’emozione. Per ogni sfumatura le sensazioni sono diverse, il rosso ci appassiona, il verde ci calma, l’azzurro ci culla tra le onde, il rosa e il seppia ci scaldano il cuore. Ci sono però due tonalità che, messe assieme, ci fanno fare un salto nel passato e ci ipnotizzano. Parliamo del bianco e del nero, di quei due colori che nelle pellicole dedicate al grande schermo ci portano in un tunnel ovattato fatto di nostalgia e delicatezza. In questo articolo vogliamo parlare di quelle produzioni che, nonostante l’avvento del colore, hanno deciso comunque di utilizzare il bianco e nero. In particolare oggi vogliamo concentrarci sui film Netflix.

La piattaforma di streaming californiana ha deciso di puntare sui film in b/n e ha inserito alcune produzioni interessanti, a tratti ipnotiche, nel suo catalogo. In questo articolo vogliamo parlarvi di 10 film che potete vedere su Netflix. Alcuni sono produzioni dello stesso colosso nato nel lontano 1997, che nell’ultimo anno ha sfornato dei piccoli gioielli come Mank, diretto da David Fincher, Roma, premiato con 3 Oscar e il Leone d’oro, e il recentissimo Malcolm & Marie, con protagonista l’astro nascente Zendaya.

Ma non perdiamo altro tempo e iniziamo la carrellata di film Netflix in bianco e nero.

1) Malcolm & Marie

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Iniziamo con il film più recente della lista. Malcolm & Marie vede protagonista la bravissima e bellissima Zendaya (esplosa con la produzione HBO Euphoria) in coppia con l’altrettanto ottimo John David Washington. Il film Netflix vede come unici protagonisti sulla scena sempre e solo due personaggi, appunto Malcolm e Marie. La trama si concentra su un regista e la giovane fidanzata, rientrati a casa una sera dopo l’anteprima di successo del film di lui.

La coppia dovrebbe festeggiare la grandissima serata. Il pubblico e la critica si sono rivelati entusiasti alla premiere, si prevedono già grandi incassi. Malcolm e Marie, però, si ritrovano ad affrontare cose mai dette, a rivelarsi l’un l’altra fatti che metteranno a dura prova il loro amore e la loro relazione. Il tutto, dopo che lei pronuncia una semplice frase che però fa esplodere il cuore di tutti gli spettatori: “Non mi hai mai ringraziato”. Le conseguenze delle verità taciute troppo a lungo saranno il vulnus intorno al quale si svilupperanno le vicende di un grande film girato in soli 16 giorni durante la pandemia.

2) Lola Darling (She’s Gotta Have It)

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Dal film più recente passiamo a quello più lontano cronologicamente. Parliamo di Lola Darling, la pellicola girata nel 1986 dal grandissimo Spike Lee. Questa rientra di diritto nella nostra lista di film Netflix moderni in bianco e nero perché, sebbene di 35 anni fa, è una produzione talmente attuale da sembrare realizzata oggi. La storia di Nola Darling è quella di una donna e della sua individualità, in un ritratto che vuole essere anche quello di tutte le donne afroamericane.

I personaggi, guardando direttamente in camera, ci raccontano i retroscena di un triangolo amoroso attraverso pettegolezzi e osservazioni che diventano materia di un racconto vivace. Si descrivono l’un l’altro, ognuno secondo le espressioni e lo slang del proprio luogo di appartenenza. Le riprese in bianco e nero, semplici e asciutte, sono assemblate in un montaggio dinamico, a tratti simile ad uno street video, alternato a bellissime istantanee dal gusto urbano. Un vero cult.

3) What Did Jack Do?

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Un dialogo in bianco e nero tra un uomo e una scimmia cappuccino, 17 minuti psichedelici e ipnotici in bianco e nero prodotti dalla stessa Netflix. E chi potrebbe essere il creatore di questa folle avventura ai limiti dell’assurdo? Chi se non David Lynch, il regista visionario padre del capolavoro seriale Twin Peaks. Ma torniamo a What Did Jack Do?: il corto dal punto di vista tecnico si presenta come un dialogo scarno, fatto di totali a due e campo e centrocampo nello scambio di battute, il tutto in bianco e nero.

Un piccolo omaggio al noir classico americano, senza rinunciare alle piccole firme stilistiche di Lynch, come il caffè nero bollente. A estraniare quindi non è il setting in sé e per sé, ma la situazione grottesca e ridicola che vediamo su schermo, a partire dalla premessa dell’opera, fino ai dialoghi tra i due protagonisti. Anche in questo cortometraggio la componente onirica la fa da padrona. Crea una sensazione estraniante nello spettatore, che rimane incollato allo schermo perturbato dalla situazione assurda che si svolge davanti a lui.

4) The Forty-Year-Old Version

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Cambiamo totalmente argomento e genere cinematografico, lasciamoci alle spalle la follia di David Lynch e tuffiamoci nel mondo dell’hip hop. Il lungometraggio racconta la storia di Radha Blank, una sceneggiatrice di Harlem alle prese con un brutto momento della propria carriera. Può mettere in scena il suo ultimo copione in un piccolo teatro militante malridotto, o debuttare Off Broadway con il viscido produttore J. Whitman, che fa richieste scomode. Radha si butta in una terza improbabile via: si auto-ribattezza RadhaMUSprime e ritorna alla passione adolescenziale per l’hip hop.

Contatta un producer di basi di Harlem e, a poco a poco, tra i due scoppia una scintilla, non solo artistica. Girato in bianco e nero e in pellicola 35mm, il film ha vinto il premio della migliore regia all’ultimo Sundance Film Festival.

Il film Netflix The Forty-Year-Old Version è un tesoro nascosto da riscoprire.

5) Blue Jay

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Continuiamo a cambiare registro cinematografico e dai quartieri neri di Harlem passiamo a una storia d’amore in California. La trama vede protagonista una coppia di quarantenni legati fra di loro dalla classica e tormentata storia d’amore in periodo adolescenziale che dopo anni, per una serie di casualità, si rincontrano. Lei è Amanda, interpretata dalla splendida Sarah Paulson, una donna che per certi versi non ha nulla di cui lamentarsi. Un marito che la ama, stabilità economica, una famiglia piena di attenzioni e tutte quelle cose che, arrivati ad una certa età, non devono affatto darsi per scontate, come ben rappresenta la sua controparte, Jim, personificato da Mark Duplass, un quarantenne scapolo e con un lavoro precario alle spalle.

Girato per la maggior parte in interni e illuminato da un bianco e nero che esprime il lutto sentimentale sofferto dai protagonisti, Blue Jay è un piccolo gioiello cinematografico che alla maniera del miglior cinema indie supplisce alla mancanza di mezzi con una scrittura che permette agli attori di vivere all’interno dei personaggi annullando lo scarto tra finzione e realtà.

6) Roma

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Passiamo a un altro film Netflix che ha fatto emozionare critica e pubblico: Roma, di Alfonso Cuaròn. Il gioiello del regista messicano è una grandissima scommessa vinta da Netflix, che ha puntato forte sulle produzioni originali di alta qualità. Gli eventi del film si svolgono nel 1970 e nel 1971, prevalentemente a Città del Messico. Cleo è una domestica nella casa di Sofia, suo marito Antonio, i loro quattro bambini piccoli, la madre di Sofia, Teresa e un’altra cameriera, Adela.

Da qui iniziano le vicende del film Netflix del regista di Gravity e I figli degli uomini.

Roma rappresenta un invito allo spettatore a non dare per scontata la complessità della vita di chi siamo abituati a vederci accanto o di chi, al contrario, troppo spesso etichettiamo come altro o subalterno. Una storia commovente e intensissima, fatta di piccole cose. Saranno una sommossa di strada, una nascita e una sfida ai flutti marini a travolgere con una potenza tellurica lo spettatore, trascinandolo in una storia che faticava a sentire sua e straziandone l’anima.

7) Elisa e Marcela

Passiamo a un film Netflix che, come Roma, ha sapori latinoamericani. Elisa e Marcela, film di Isabel Coixet, racconta una storia vera e ruota attorno al primo matrimonio omosessuale in Spagna, registrato nel 1901. Dopo un breve prologo ambientato in Argentina, il film segue Marcela ed Elisa nel loro primo giorno di scuola superiore. Gli spettatori vedranno come la profonda amicizia tra le giovani donne, interpretate da Greta Fernández e Natalia de Molina, si evolverà presto in una relazione romantica. La loro passione è incontrastabile, e neanche i genitori sospettosi di Marcela, che alla fine la mandano in un collegio a Madrid, saranno in grado di porre fine alla loro storia.

Tre anni dopo, Elisa e Marcela si incontrano di nuovo e decidono di andare a vivere insieme. Entrambe lavorano come insegnanti di scuola primaria e lottano per mantenere il loro legame segreto agli occhi della comunità locale strettamente cattolica. Un film che racconta di una storia d’amore difficile, come tante altre, ma diversa. Un film che fa riflettere su quanto sia difficile vivere un amore omosessuale agli inizi del ‘900.

8) Mank

Parliamo ora di quello che per molti è un capolavoro cinematografico. Parliamo di Mank, il film di David Fincher che vede protagonista uno strepitoso Gary Oldman. Mank è un ex giornalista e critico teatrale del New Yorker e del New York Times che lascerà la Grande Mela per l’assolata Los Angeles. Lì, insieme ad un gruppo di giovani sceneggiatori, contribuì a fare di Hollywood la fabbrica dei sogni, prima alla Paramount e poi alla Metro-Goldwyn-Mayer. Fincher ce ne racconta la parabola discendente nell’arco di dieci anni, dalle writers room fumose e dal clima elettrico, al declino professionale segnato dall’alcolismo e culminato in un incidente stradale.

È lì che il ventiquattrenne Orson Welles, dopo aver fatto arrivare gli alieni in America, giunge come in una visione onirica a proporre un patto al protagonista: scrivere la sceneggiatura del suo primo film. Libertà totale e due sole regole: il suo nome non sarebbe mai apparso e Mank sarebbe dovuto restare sempre sobrio. Da qui si svilupperà una serie di eventi che ci racconteranno il mondo dello showbiz della prima metà del ‘900, un mondo che urla ai quattro venti le bellezze delle proprie avanguardie, mentre marcisce dentro e si logora lentamente dall’interno.

9) Curtiz

Per il nono film della nostra lista rimaniamo nell’ambito dei biopic a tema cinematografico. Curtiz infatti prende il nome dall’omonimo regista di Casablanca e racconta le vicende che si svolgono durante le riprese dello storico film e le difficoltà nel girarlo. Il film inizia nell’ampio ufficio hollywoodiano di Jack Warner mentre discute con il produttore Hal Wallis dell’adattamento cinematografico di Everybody Comes to Rick’s. Si parla di cambiare il titolo, ma anche il messaggio del film e la personalità del regista Michael Curtiz, donnaiolo poco rispettoso dei tempi di consegna e soprattutto ungherese.

Oltre alle pressioni della casa di produzione, che vorrebbe far diventare il film un’esplicita propaganda anti-nazista, si aggiungono per Curtiz alcuni tormenti familiari. Il merito di questo lungometraggio è quello di ricreare magnificamente il formicaio degli studios di Hollywood dell’epoca, il genio creativo di Curtiz, i brainstorming attorno a una sceneggiatura work in progress e l’impatto del clima di guerra sulla produzione americana.

Un insieme che rende questo film Netflix imperdibile per tutti gli appassionati di cinema.

10) La Ciociara

Chiudiamo con un film che non ha niente di moderno ma che per la sua struggente bellezza non potevamo non citare. Parliamo di quel capolavoro di Vittorio De Sica che ha consacrato Sofia Loren e l’ha resa indimenticabile: La ciociara. Il film racconta la storia di una donna che dovrà affrontare drammi da cui poche persone sarebbero riuscite a uscire indenni. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Cesira si rifugia con la figlia nel paese natale per sfuggire ai rastrellamenti e si innamora di Michele.

Quando decide di tornare a Roma, però, succede qualcosa che cambierà per sempre la vita delle fuggitive. La ciociara è un film che riesce non solo a rendere due donne protagoniste di una trama intensa e inquietante, ma anche a rappresentare la sessualità femminile, il rapporto tra madre e figlia, il passaggio dall’innocenza alla pubertà e l’accettazione da parte di una madre della maturazione di una bambina che si trova a essere donna e adulta senza nemmeno volerlo, prima ancora del tempo.

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Written by Giacomo Simoncini

“Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose. Ad un mondo di numeri ne preferisco uno di lettere. Scrivo per coinvolgere gli altri, per far appassionare le persone a ciò che amo. ”

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