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Le 30 citazioni più iconiche di How I Met Your Mother

How I Met Your Mother

Chi è tendenzialmente abituato a leggere di serie televisive lo sa: c’è un espediente che compensa laddove le immagini, da sole, non sono bastate ad intagliare in rilievo nella nostra mente il ricordo di un particolare momento, e quel mezzo sono le parole.
La scelta delle “parole giuste” crea il connubio inscindibile di immagini e citazioni che evocano alternativamente emozioni e sensazioni, rendendo il momento imperituro, infinito.
Una volta insidiati lì, nelle stanze del nostro palazzo mentale, i ricordi torneranno prepotenti quando le corde della memoria verranno solleticate da quell’espressione verbale che ha indotto quel mistico innesto, così che la fine di un momento possa essere vista, ma mai sentita.
Ted, Marshall, Lily, Robin, Barney e le loro “ordinariamente stravaganti” avventure ci hanno lasciati da ormai due anni, ma mai è scivolata via quella familiare sensazione di voltarci lentamente e poterli ritrovare al tavolo accanto del nostro bar preferito, o scorgerli tra il riconoscibile giallo di una folla di ombrelli sotto una scrosciante pioggia, mentre ci dirigiamo verso il fast-food che sforna gli hamburger più succulenti della città.
Un’ambigua co-dipendenza che sarebbe un ottimo spunto per un sano “intervention“, insomma.
Un senso di affabilità e familiarità che prende vita, appunto, anche dalle più celebri citazioni: da quelle più esilaranti ed ilari celebrazioni di abitudinarietà, a quelle dirompenti, che ci hanno dato l’impressione di essere il culmine di sensazioni soppresse ed eruttate in un catartico istante; sequenze di parole che sono il biglietto da visita di indimenticabili e specifiche emozioni sentite, trasmesse e recepite dai singoli personaggi al pubblico.

Queste sono 30 delle citazioni più iconiche di “How I Met Your Mother” e le rispettive emozioni e sensazioni annesse.

 

Ottimismo.
How i met your mother


1. “Ragazzi, nella vita di un uomo ogni esperienza è come un puntino in un quadro impressionista!” [1×03, Ted]

Written by Vincenzo Bellopede

Vincenzo, studente di psicologia.
Cresciuto a pane e Sartre, accompagnando con sbornie da prelibato nettare di Lynch.
Come disse il primo, gli oggetti sono cose che non dovrebbero commuovere in quanto non vive. Eppure lo fanno.
Se anche le parole riescono in questo, l'obiettivo di chi scrive è stato orgogliosamente raggiunto.

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