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7 Serie Tv che hanno speso tanto ma hanno ricavato poco

Il successo di una Serie Tv è determinato da tanti fattori: delle volte si riesce a conquistare il pubblico in maniera del tutto inaspettata, altre volte si sfrutta il successo di una serie precedente, altre ancora si punta in alto sin dal principio, con un budget da capogiro. L’ultima parola, però, l’ha sempre il pubblico, e i soldi investiti nella produzione della serie non sempre portano il ritorno sperato, come nel caso di Vinyl.

Ecco 7 Serie Tv che hanno investito tantissimo, ma non hanno ricavato ciò che speravano.

1) Joey

Vinyl

Quando una serie tv ha successo, spesso si cerca di cavalcare l’onda con spin-off e simili, delle volte questa scelta si rivela incredibilmente fruttuosa (come nel caso di Better Call Saul, spin-off di Breaking Bad che per alcuni ha addirittura superato la serie madre), altre volte meno fortunata.

Uno di questi casi è sicuramente Joey, spin-off di Friends incentrato proprio sul personaggio di Joey, rivelatasi un vero e proprio disastro. Quando la comedy più famosa di sempre è giunta al termine nel 2004, la NBC ha cercato di sfruttare ancora per un po’ la sua gallina dalle uova d’oro, e lo ha fatto contattando Matt LeBlanc e chiedendogli di interpretare nuovamente il personaggio di Joey.

Joey è approdato in tv quattro mesi dopo il finale di Friends, attirando molti spettatori per i primi episodi, e scemando via via con il susseguirsi della stagione. Joey, semplicemente, non era Friends, nè per vicende narrate nè per scrittura. Inutile dire che la serie è stata cancellata molto presto, nonostante la NBC avesse investito non poco nella sua realizzazione.

2) To Get Down

Vinyl
To Get Down (640 x 360)

Passiamo dalla NBC a una serie prodotta da Netflix, che ci ha attratto tutti con una trama promettente e un budget di circa 180/200 milioni di dollari. Diversamente da Joey, non si tratta di una comedy, ma di un drama abimentato nel Bronx degli anni ’70.

Eravamo già pronti a vedere la serie del secolo, con i suoi rimandi R’n’B e disco, ma il prodotto finale si è rivelato tutto fumo e niente arrosto. In particolare, Baz Luhrmann ha impiegato anni nello sviluppare il concetto di questa serie, riuscendo a convincere anche personalità importanti a prendere parte al progetto, il quale è tristemente naufragato dopo soli undici episodi.

3) Hemlock Grove

Vinyl
Hemlock Grove (640×429)

Continuiamo a parlare di produzioni Netflix con budget stellari e ritorni minimi. È il turno di Hemlock Grove, incredibilmente giunta alla terza stagione, nonostante la critica si fosse espressa negativamente sin dai primi episodi.

È la seconda produzione originale Netflix, spinta dal successo generato da House of Cards. Il cast vanta nomi come Bill Skarsgård e Famke Jenssen, e si stima che Netflix abbia speso circa 4 milioni di dollari per episodio.

Hemlock Grove si basa sull’omonimo romanzo di Brian McGreevy, narrando le singolari vicende che hanno luogo in una cittadina immaginaria della Pennsylvania, denominata appunto Hemlock Grove.

La serie è iniziata nel 2013 ed è stata poi cancellata nel 2015, con grande dispiacere del colosso streaming (e dei suoi portafogli).

4) Vinyl

Vinyl
Vinyl (640×427)

Per parlare di Vinyl inizio con il dire che le teste creative dietro la serie sono: Mick Jagger, Martin Scorsese, Rich Cohen e Terence Winter per HBO. Insomma, non proprio degli sconosciuti, anche e soprattutto quando si parla di HBO, che ha sfornato capolavori immortali come I Soprano, Six Feet Under e Sex and The City, tanto per citarne un paio.

Vinyl si preannunciava come il nuovo capolavoro della serialità, con un budget di 30 milioni di dollari solamente per il pilot (che si è rivelato uno dei pilot più fallimentari storia nella HBO).

Come nel caso di To Get Down, anche qui si parla di anni ’70, in particolare della scena rock e punk nella Grande Mela.

Vinyl è andata avanti per 10 episodi, e inizialmente era stata anche rinnovata per una seconda stagione, ma considerando le premesse la HBO è tornata sui suoi passi e ha deciso di cancellare definitivamente la serie.

5) Marco Polo

Marco Polo (640×360)

Dopo Vinyl torniamo in casa Netflix, con un flop che al colosso streaming fa ancora molto male: Marco Polo.

Si tratta di una serie storica creata da John Fusco e ispirata liberamente a il Milione, che ripercorre i viaggi di Marco Polo appunto. La serie è stata rilasciata il 12 dicembre 2014 ed è stata poi rinnovata per una seconda stagione, al seguito della quale si è deciso di cancellarla.

Prima di produrre Marco Polo, Netflix si era dedicata a produzioni più piccole, mentre la serie in questione voleva essere un vero e proprio salto di qualità volto a competere con altre case di produzione quali appunto HBO (che ha prodotto Vinyl). Non a caso, si era deciso di stanziare circa 9 milioni di dollari per episodio, diventando una delle serie più costose di sempre dopo Game of Thrones (e senza contare serie più recenti come Gli Anelli del Potere ad esempio).

Dal punto di vista tecnico non c’era nulla da dire su Marco Polo, ma i tempi non erano ancora maturi per Netflix per produzioni di questa tipologia e la serie non ha avuto l’impatto desiderato. In definitiva, il risultato è stato quello di cancellare una serie costata più di 200 milioni di dollari.

6) Terra Nova

Terra Nova (640×361)

Sull’onda di Jurassic Park, Steven Spielberg si è cimentato nell’impresa di portare la combo dinosauri e umani sul piccolo schermo. Parlando di budget clamorosi, pensate che il solo pilot di Terra Nova è costato circa 14 milioni di dollari, una cifra impensabile se si tiene in considerazione che a stanziarla era la Fox e non un colosso streaming come Amazon.

La serie in sè non è stata neanche un flop dal punto di vista di ascolti e critica, ma si è rivelata semplicemente troppo ambiziosa e costosa. In più, non va dimenticato che nello stesso anno usciva Game of Thrones, che non tardò a oscurare i dinosauri del piccolo schermo di Spielberg.

7) Camelot

Camelot (640×397)

Chiudiamo questo articolo dei rimpianti con un’altra serie tv, questa volta targata Starz. Anche in questo caso i creatori della serie non sono due nomi sconosciuti. Da un lato troviamo Michael Hirst, che ha dimostrato il suo talento con Vikings (anche se sul finale hanno calcato un po’ troppo la mano con il fanservice), e Chris Chibnall, creatore di BroadChurch, nonché produttore di Doctor Who.

Anche per Camelot il budget messo a disposizione da Starz era altissimo, anche perché quando si tratta di serie storiche i costi sono fisiologici, considerando il set, gli effetti speciali e i costumi. Probabilmente Starz ha fatto il passo più lungo della gamba, rendendosi poi conto di non poter sostenere una serie di questo genere.

Soprattutto se si considera che Re Artù, Merlino e i Cavalieri della Tavola Rotonda sono stati sdoganati in qualsiasi salsa nel corso degli anni. Quando si vuole attirare l’attenzione con produzioni di questo tipo bisogna fare qualcosa di davvero mind blowing.

Ma, anche in questo caso, la HBO ha oscurato tutti con la sua Game of Thrones uscita pochi mesi dopo il rilascio di Camelot.

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