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Forse sono troppo stupido per apprezzare Dark

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Pare sia questa l’unica spiegazione socialmente accettabile per i numerosi e ancora commossi fan di Dark, rimasti orfani di quel capolavoro televisivo che ha riscritto le regole seriali del genere thriller soprannaturale. Che poi bastano queste due sole categorie a definire l’incredibile parto geniale di Baran bo Odar e Jantje Friese?

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Assolutamente no, ma in qualche categoria questa serie cult andrà pur messa. Entriamo però ora nel vivo dell’articolo e facciamo dunque un gioco empatico, provando a metterci nei panni di quelli a cui Dark non è piaciuta.

Pare esistano. Come gli alieni. O come quelli che preferiscono Dawson a Pacey. Non vogliamo crederlo possibile eppure è così ed è giusto, proprio come faremmo con gli alieni, provare a tradurre questa specie. Partiamo da ciò che è ovvio e su cui saremo tutti d’accordo.

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Dark non è una serie per tutti. Ammettiamolo, è lenta, complicata e a tratti volutamente ambigua.

Gli ideatori dello show non hanno fatto nulla per renderci la visione dello serie tedesca una cosa semplice e intuitiva. Dark richiede attenzione e concentrazione, anche chi è dotato di buona memoria non può permettersi di schiacciare un pisolino veloce nei momenti più lenti che raccontano le oscure vicende di Winden. Nonostante la musica perfetta e incisiva, scelta come colonna sonora ai momenti più salienti del racconto, in alcuni frangenti il ritmo rallenta vertiginosamente e il silenzio incombe come un perfetto assistente al dormiveglia.

E come dicevamo prima: ogni minuto passato a “riposare gli occhi” è acerrimo nemico nella comprensione di Dark.

Quindi ok, giustifichiamo in massa quelli che hanno una soglia dell’attenzione più inaffidabile della fedeltà del povero Ulrich Nielsen e quelli che con la memoria iniziano a incontrare difficoltà già alla tabellina del 9. Naturalmente scagionati anche quelli che il genere fantasy o thriller non se lo godono troppo.

Arriviamo allora all’ultimo scaglione, quello che non ammetterebbe mai il suo mancato apprezzamento in una discussione di fan accaniti seriali che osannano la serie. A causa del timore dell’impopolare condanna che giustifica la mancanza di ammirazione con la carenza di acume o di buon gusto.

Anche se non siamo disposti ad ammetterlo, è giusto dirlo chiaro e forte. Alcune serie, ritenute capolavori a furor di popolo, hanno una porzione di negazionisti che ne contestano la magnificenza.

Facile criticare serie come Game of Thrones, che ha macinato successi e apprezzamenti per anni, scontrandosi con la disapprovazione di una parte di pubblico con l’arrivo delle ultime controverse stagioni. Quando però parliamo di serie come Breaking Bad, I Soprano o per l’appunto Dark, ci sembra quasi di non riuscire a tollerare un parere diverso dal nostro. Ecco quindi che si scatena lo Sgarbi che si nasconde sotto strati e strati di generosa educazione e diplomazia in ognuno di noi, che ci porta a guardare male chiunque non condivida la nostra ammirazione.

Da fan di Dark non posso che dissentire fortemente di fronte a qualcuno che sostiene che la serie non sia bella, magari aggiungendo una disanima sterile sulla lentezza degli episodi o sulla poca complicità che si avverte con alcuni protagonisti.

Quando sento queste polemiche penso a mio marito al supermercato che si offende quando gli chiedo se vuole che gli mandi la foto degli assorbenti viola con le ali che uso da dieci anni, ricordandomi che quello degli uomini che non sanno comprare questo particolare articolo è solo uno stupido cliché. Salvo poi tornare a casa con un pacco di salviettine intime alla lavanda.

Non è che magari quelli che non apprezzano la complessa e strutturata originalità della trama, semplicemente, non l’hanno capita? Potrebbe essere una possibilità.

Non è che forse hanno peccato di pigrizia e non si sono voluti incaponire come noi altri pazzi seriali nel voler carpire ogni singolo indizio che gli autori hanno nascosto tra le pieghe del tempo sospeso su Winden?

A questo punto non resta che chiederlo pubblicamente.

Contestatori della serie più originale degli ultimi anni, fatevi dunque avanti e provate a farci cambiare opinione! Staremo buoni e calmi. Forse.

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Scritto da Krizia Parrino

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