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American Horror Story 10×03 – la Recensione: ucci ucci, sento odor di sanguinucci

American Horror Story

Siamo sopravvissuti a una casa infestata e al suo perverso Rubber Man, siamo sfuggiti alle grinfie degli esperimenti nazisti e del demonio all’interno di un manicomio, ci siamo uniti alla congrega, abbiamo visto una spettacolo di freak, abbiamo alloggiato all’hotel Cortez, ci siamo recati nei luoghi perduti di Roanoke, abbiamo osservato al declino della democrazia e all’Apocalisse e, infine, abbiamo fatto un viaggio indietro nel tempo fino al 1984. Adesso, per la sua decima stagione, American Horror Story ci porta a Princetown, cittadina sul gelido mare del Massachussets dove le notti nasconde più di un segreto per i malcapitati che arrivano in città.

Terzo episodio per questa decima stagione di American Horror Story che ha deciso di sdoppiarsi con due storie distinte e separate. Stiamo entrando ormai nel pieno della prima parte e le cose non sembrano mettersi bene per la famiglia Gardner, la cui decisione di trasferirsi a Provincetown si sta rivelando una delle peggiori mai prese. Nello scorso episodio abbiamo lasciato Harry alle prese con la trasformazione mentre sua figlia Alma assume, sconsideratamente, una pillola. Una puntata, la terza, che ci introduce a nuovi personaggi e che vede l’arrivo di Ursula in città. La manager di Harry percepisce dal primo momento che Provincetown non è una tranquilla e anonima cittadina di mare, cominciando così a porre le domande giuste.

ATTENZIONE! Questa recensione contiene SPOILER, se quindi non avete ancora visto la puntata vi consigliamo di tornare più tardi.

American Horror Story

L’episodio riprende da dove ci eravamo interrotti, ovvero con Alma alle prese con una colazione mattutina a base di coniglio. Doris, sconvolta e turbata da quello che sta accadendo attorno a lei, chiede l’aiuto del marito ma quello che ottiene è solo uno sguardo imperscrutabile. Di fronte agli strani comportamenti dei suoi familiari e alle pressioni dello sceriffo, Doris ha un mancamento e viene ricoverata in ospedale per tenere d’occhio lei e il bambino. Durante la sua assenza, la situazione degenera. Harry prova a convincere la figlia a smettere con le pillole, affermando che essendo così piccola gli effetti su di lei potrebbero essere disastrosi. Alma replica che se lei sarà obbligata a smettere, allora dovrà farlo anche lui ed è così signori e signore che Harry Gardner vince il premio come padre dell’anno. Ora, non penso sia così complicato dire a tua figlia di farsi gli affari suoi perché io sono il genitore, comando io e zitta-tu-pillole-non-ne-vedi-più-manco-con-il-binocolo.

Invece, in American Horror Story i genitori sono tutti progressisti e si fanno comandare a bacchetta dai figli di otto anni.

Nel frattempo, Ursula arriva in città dove le basta poco per capire che dietro la straordinaria vena creativa di Harry si nasconde uno sporco segreto. Al Muse, la manager insulta le capacità canore di Belle e Austin, che se la prendono un po’ troppo sul personale. Poi, Ursula riesce a farsi convincere da Mickey a leggere il suo materiale e ne rimane folgorata. Sempre più sicura che Provincetown non sia così anonima come voglia far credere, la donna riesce a farsi raccontare da Mickey tutta la verità. Il ragazzo le racconta tutto, compreso il ruolo ricoperto dal Chemist, la misteriosa figura che ha creato le pillole nere.

Facciamo quindi la conoscenza di questo personaggio, in apparenza molto normale e interpretato da Angelica Ross.

American Horror Story

Le attenzioni di Ursula danno però parecchio fastidio alla Chemist, che si ormai abituata alla sua esigua clientela e che perciò vuole che le cose rimangano così. Le richieste insistenti della manager, di dare il via a una produzione in larga scala, potrebbero dare il via a una reazione a catena disastrosa e fallimentare per la pillola nera e la sua inventrice. Per questo motivo, la Chemist chiede a Belle e Austin di uccidere sia Ursula che Mickey che tutta la famiglia Gardner, in modo da estirpare il problema alla radice.

Inoltre, i due scrittori di successo erano già arrivati alla medesima conclusione dopo aver scoperto della trasformazione della piccola Alma. Preoccupati della loro posizione e dell’imprevedibilità della ragazzina, sia Belle che Austin sono ormai decisi a sbarazzarsi di lei e del padre. D’altronde, appare abbastanza evidente come la situazione generale stia sempre più degenerando. Come il segreto di Pulcinella, ormai le persone che non conoscono dell’esistenza della pillola e dei suoi effetti si contano sulle dita di una mano. Alma, probabilmente in virtù della giovane età, appare il pericolo maggiore perché perennemente affamata e non in grado di controllarsi, tanto che, in un impeto di rabbia, uccide lo sceriffo locale sul finire dell’episodio.

American Horror Story

Il personaggio di Ursula è facilmente dimenticabile. Non solo risulta in una di quelle fastidiose macchiette ricorrenti nelle stagioni di American Horror Story, ma, soprattutto, sembra sia diventata ormai il ruolo cucito addosso Leslie Grossman. Sarebbe interessante vedere se l’attrice sia in grado di interpretare un altro tipo di ruolo. Non nego che questo terzo episodio si sia rivelato il più debole finora e anche quello che mi fa temere per l’evoluzione della stagione. La trama sta pericolosamente oscillando sull’orlo dell’esagerazione e speriamo non accada, perché le premesse fino a questo momento sono state ottime.

Harry continua a confermarsi un personaggio grigio, anzi grigissimo che non brilla certo per doti genitoriali ma che non ci sentiamo nemmeno di accusare completamente. Si tratta di un uomo infelice e insoddisfatto che di fronte alla possibilità di una vita non sa bene come rinunciarci, pur sapendo in cuor suo che è sbagliato. Eppure, quella vocina chiamata “morale” sta perdendo sempre più appigli sulla sua psiche lasciando il posto a una fame insaziabile e a una ambizione ancor più pressante.

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