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L’amore secondo il Dottor Manhattan

Pensate a un essere onnisciente e infinito che può tutto, persino trascendere le leggi della fisica e del tempo, persino creare la vita soltanto pensandola, a sua immagine o a quella di qualcun altro, pensate a questo essere trascendentale, onnipotente e ineluttabile. Pensateci, figuratelo nella vostra mente e poi chiedetevi: cosa ci fa questo dio tra di noi? Cosa lo spinge a camminare dall’alto della sua sapienza tra la stolta folla che non lo merita? La monumentale, maestosa, profonda e bastarda 1×08 di Watchmen ci dice che persino un dio non può scappare dal bisogno recondito che imprigiona i mortali e che li porta molto spesso a fallimento. Il bisogno di amare.

Lui, reale e tangibile, per muoversi tra di noi non si rifa all’escamotage utilizzato dai suoi, soltanto leggendari, eguali.

Non si veste da capra o da cigno come faceva Zeus, nel mondo senza dio di Watchmen un dio si veste da dio.

Il Dottor Manhattan va in esilio, “scappa” da una terra corrotta e marcia appena redenta che non ha bisogno di una divinità, i cui popoli non sono neanche capaci a meritarselo quel dio. Va dove nessuno possa ricordare o recriminare le sue incomprensibili scelte, va dove è impossibile avere rancore per quel che si è perso ma solo gratitudine per quel che si ha. Dove non è detto che a un’azione corrisponda una reazione, un mondo nuovo. Ed è lì che scopre una nuova forma di amore totale, reverenziale, senza limiti e quindi folle. Nulla a che vedere con il vecchio amore corrotto, fallibile e logorante che ha conosciuto nelle sue vecchie vite. Ma è proprio questo a farlo scappare di nuovo. Lui fugge perché è innamorato, ancora una volta.

L’amore secondo il Dottor Manhattan non è un percorso o una ricerca costante di un punto di arrivo, un traguardo. Ma è più simile a un tunnel.

Watchmen 1x08

Un tunnel con un inizio e una fine, un tunnel che puoi scegliere di non intraprendere perché sai quel che sei quando entri, sai quel che sarai mentre lo percorri, ma non sai come starai quando ne uscirai. Tutti i viaggi all’interno del tunnel of love finiscono in maniera tragica. C’è sempre l’opzione della fuga, ci si può sempre tirare indietro, ma incomprensibilmente si sceglierà sempre di entrarci. Questo è prezzo da pagare che persino un dio non può esimersi dal pagare. Un trabocchetto che nessuno può eludere, neanche chi è capace di scrutare e muoversi nei meandri del tempo.

L’amore è un sentimento troppo oscuro e illeggibile persino per il Dottor Manhattan.

Tante le incertezze, tante le cose da dimenticare e i sacrifici immani da dover compiere, tanti i punti neri che non si possono prevedere e dunque circumnavigare. Bisogna affrontarli tutti quegli oscuri impedimenti e superarli insieme. Ed è questo che lui dice ad Angela durante il loro primo mistico incontro. Quel bambino curioso e invisibile che ora è un essere superiore invita a cena una donna che lo odia e non vede quel momento che invece lui ha vivido nella sua mente. Il momento in cui due persone si innamorano e scelgono di entrare nel tunnel.

Jon Osterman è già innamorato di Angela Abar, sa che lo sarà, sa che vivrà quell’istante di follia, lo sa prima di lei. La poliziotta dal canto suo non vede, riesce solo a figurare davanti a sé un invasato stalker pazzoide dipinto di blu. Questo perché ha smesso di credere a Dio nel momento in cui questo ha ucciso la sua famiglia, non con le sue mani, ma con le sue scelte. Qui si ridisegna il problema ancestrale che caratterizza gli umani: vedono solo quel che appare, non quel che potrebbe essere o lo scopo dietro certe cose. Per questo la saccenteria senza tempo del Dottor Manhattan non riesce a fulminare il cuore di Angela. Per questo anche lui deve tornare umano e dimenticarsi di essere Dio.

Watchmen ci fa vedere la potenza sconfinata fatta uomo ridursi a un essere mortale.

Nella sua sconfinatezza il superuomo americano sceglie il brivido e il rischio di un confine prefissato. 10 anni a brancolare nel buio sapendo di perire in tragedia alla fine di essi. Con una sola certezza.

C’è un periodo di tempo che non riesco a vedere, quando provo a guardare c’è solo oscurità. L’unica cosa che so è che ci sei prima che inizi e ci sei quando finisce.

Questo è il concetto di amore secondo il Dottor Manhattan. Amare per un uomo che sa tutto e vede tutto vuol dire smettere di vedere e sapere. Il rischio e la paura che tornano a farla da padroni. Il rischio di azzardare e brancolare nel buio e la paura di perdere lei. Tutto per un momento, Quel momento, quello in cui una persona mette a repentaglio inutilmente la sua vita per salvare la tua anche se non può farci niente, anche se andrà a sbattere contro l’imbattibilità del destino. Quel momento in cui scopri di essere stato sempre innamorato.

Eccolo! Il Dottor Manhattan l’ha visto, mentre Angela si prepara a combattere, mentre un umano cerca di salvare Dio. Mentre una giovane poliziotta, dieci anni prima, decide di andare a cena con uno sconosciuto blu, conscia di tutto, conscia di quel che l’aspetta ma con la filosofia portante dell’amore a spingerla a farlo.

Verrai a cena con me?

F*****o sì!

Buon finale di stagione di Watchmen a tutti!

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Written by Andrea Lupo

Se nasci e cresci in una città come Roma: tormentata, caotica, cinica ma al tempo stesso bellissima, imponente e maestosa, non puoi meravigliarti se la tua vita è una contraddizione continua. Sono qui per raccontarvi storie, emozioni e sensazioni con l'umiltà e l'incoscienza di un bambino. Per ricordare vecchie glorie o per presentarvi nuove fiamme. Per elogiare il passato o per abbracciare il futuro. O più semplicemente per parlare di serie TV

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