La nuova puntata di The Walking Dead: Dead City 3 smette di mettere al primo posto l’azione per porre delle domande a Maggie. Come se, dopo tutti questi anni, è ancora pronta a guardare avanti

Luis racconta di Marisol, la moglie che lo ha lasciato e che probabilmente non è più viva, con quella rassegnazione di chi ha già smesso di aspettarsi risposte. Maggie, in cambio, si lascia andare ai ricordi della fattoria di Hershel, un tempo e un luogo che sembrano appartenere a un’altra vita, quasi a un’altra persona. È significativo che la serie scelga di farli conoscere attraverso il passato e non attraverso il pericolo condiviso – di solito il collante più immediato – perché suggerisce fin da subito che tra loro sta nascendo qualcosa di diverso dal solito legame forgiato nella sopravvivenza.
Quando arrivano dal misterioso Trader, ci si aspetterebbe l’ennesima imboscata. E invece l’episodio smentisce ogni previsione: Trader e il suo socio Gerald rifiutano l’offerta, spiegando di appartenere a una comunità religiosa che vive isolata nei boschi e non ha alcun interesse per una tecnologia capace di trasformare i cadaveri in energia. Per una volta, in questo mondo, qualcuno dice semplicemente no e se ne va, senza spargimento di sangue, senza inseguimento, senza colpo di scena. È la prova che questo è davvero un episodio diverso. Non si tratta solo di azione. Ma di ricordi che tornano alla mente. Vite passate. Glenn.

Da quell’incontro senza conflitto nasce l’invito più inatteso dell’episodio. Una festa per la luna piena organizzata da una piccola comunità che ha scelto di credere ancora nel meglio delle persone, anche in un mondo che ha dato loro ogni ragione per non farlo. Ed è qui, tra musica improvvisata e un ballo, che la nuova puntata si concentra su una Maggie che dopo tanto tempo si lascia andare, ride. Per la prima volta, da quando Glenn è morto – quasi un decennio, ormai, anche se il tempo in questa serie sembra essersi fermato attorno a quel lutto – si concede il lusso di immaginare qualcun altro accanto a sé. Non succede nulla di concreto tra lei e Luis. Il bacio resta sospeso, immaginato più che vissuto, ma è proprio quella sospensione a svegliare Maggie. Perché si scopre capace di desiderare ancora.
E la mattina dopo il suo volto racconta tutto quello che le parole non osano di pronunciare. Un misto di tristezza e di colpa, come se innamorarsi di nuovo fosse una forma sottile di tradimento verso un uomo che nessuno, in quella comunità, sa che Negan ha ucciso con le proprie mani. E mentre Maggie e Luis vivono questa parentesi quasi sospesa, a Manhattan la storia si muove in modo completamente diverso, meno introspettivo e più calcolatore. Renata, approfittando dell’assenza di Maggie, offre a Negan l’ultimo appartamento decente rimasto nell’insediamento, a patto che rispetti le regole della comunità e smetta di uccidere. Un’offerta che lascia intuire, senza dirlo apertamente, che la donna sappia benissimo cosa sia realmente accaduto alla Dama.
E così, partita in questa puntata si gioca in due modi completamente diversi. Mentre Maggie impara a fidarsi di nuovo di un uomo, Renata impara a convivere con uno di cui, forse, non si fiderà mai fino in fondo, scegliendo comunque di tenerlo vicino perché utile. Perché forte. E perché in questo mondo la fiducia cieca è un lusso che quasi nessuno può permettersi. E quindi tocca improvvisare.

Nel corso dell’episodio – come sempre disponibile su Sky e NOW – a mettere sottosopra una terra già piegata in due, arriva il terremoto. Ed è qui che questa quarta puntata si concede il suo gesto più simbolico che ci riporta da Maggie: mentre Manhattan trema e la dispensa dell’ospedale crolla insieme a diversi altri edifici, lei perde nel caos il suo anello di fidanzamento. Quell’oggetto, l’ultimo frammento tangibile di una vita e di un amore che non torneranno, sparisce proprio nel momento in cui la terra stessa sembra volerle ricordare quanto tutto, anche ciò che credevamo eterno, possa essere spazzato via in un istante.
Resta da vedere come Maggie leggerà questo smarrimento: se come un segnale di non essere ancora pronta per andare avanti, o il permesso di farlo. E se davvero sarà Luis, personaggio ancora acerbo e poco definito nonostante l’episodio gli abbia dedicato tanto spazio, a raccogliere i pezzi di un cuore che ha impiegato quasi un decennio a concedersi la possibilità di battere ancora per qualcun altro. Quel che è certo è che “Found/Lost” segna un punto di non ritorno nel percorso di Maggie. E che adesso, quell’anello smarrito in una terra distrutta, potrebbe essere l’inizio di un nuovo ciclo.







