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Trova quella giusta per te →Insomma, è finita. Bene? No. Male? Nemmeno. Il finale della quarta stagione di From non si può considerare un finale del tutto soddisfacente, ma non è nemmeno un finale da buttare. Purtroppo in giro è già partito lo scontro tra fazioni, tra quelli che “Ancora una volta non è successo niente” (falso) e quelli che anche un po’ per contrasto esagerano al contrario, dicendo che è stato un finale perfetto e chi non lo ammette è solo perchè non l’ha capito. Nulla di nuovo sotto al sole, la polarizzazione è la peggior malattia comunicativa dei nostri tempi, ma qui proveremo a essere un po’ più equilibrati, raccontando e provando a spiegare cosa è successo nell’attesissimo finale della quarta stagione di From.
Partiamo col dire che non è stato un brutto finale, ma in termini di impatto quello della scorsa stagione era stato molto più prepotente, dominante, totalizzante. Insomma, il finale della terza stagione aveva spaccato lo schermo mentre quello di questa quarta stagione no. E questo è un fatto. Non è un finale del tutto soddisfacente quello di From 4, ma al contempo – contrariamente a quanto dice la fazione del ‘non succede mai niente’ – di cose ne sono successe eccome. Forse, in realtà, ne sono successe anche troppe in poco più di 40 minuti e alcune sono accadute troppo velocemente, il che non ci ha permesso di apprezzare nemmeno appieno alcuni colpi di scena. E qualche altro magari è addirittura ‘sfuggito’.
Una cosa però è importante sottolinearla: soddisfatti o rimborsati, From non ha comunque mai perso coerenza narrativa. Per quanto arzigogolato, tremendamente intricato, attorcigliato al punto da confonderci un po’ troppo, si vede che il piano degli autori è un vero e proprio piano narrativo in purezza, che non è mai stato scalfito\modificato\ristrutturato a causa delle critiche\richieste dei fan. In tal senso hanno fatto benissimo loro: cedere al fanservice è la cosa peggiore che uno sceneggiatore possa fare, anche perchè se poi dai al pubblico quello che vuole il pubblico si lamenterà comunque lo stesso. Quindi tanto vale mantenere la linea.
Fatte queste dovute premesse cominciamo un po’ a capire cosa è successo in questo finale di From 4 (promettendo che cercherò di essere più ordinato possibile)
Innanzitutto partiamo da quello che succede dopo che gli abitanti decidono di sradicare l’albero delle bottiglie, andando contro il consiglio che il bambino in bianco aveva dato a Victor. L’inquietante entità rappresentante del bene a Fromville (anche se non è detto che rappresenti il bene, ma ci arriveremo più avanti nella recensione) era stata chiara: ci sarebbero state conseguenze sradicando quell’albero. E conseguenze ci sono state. La ‘reazione’ del luogo è stata violenta: è chiaro infatti che i lampi rossi, il terremoto, la notte calata di punto in bianco siano effetto diretto di un’usurpazione fatta dagli abitanti, di un affronto fatto al luogo estirpando l’albero delle bottiglie, col luogo che ha reagito in maniera furente e spaventosa. L’albero delle bottiglie, in pratica, rappresenta un elemento di equilibrio fondamentale del luogo: sradicato quello può succedere di tutto, nel bene e nel male. Nel bene, nel senso che l’aver recuperato le ossa dei bambini è teoricamente una mossa che va a favore della popolazione disperata; nel male, perché seppur l’intento e l’azione di recupero delle ossa dei bambini fosse un’idea corretta, è stata realizzata nel modo sbagliato (come ha fatto capire anche Sophia\Uomo in giallo nella scorsa puntata). Insomma, bisognava trovare il modo di recuperare le ossa dei bambini senza sradicare l’albero delle bottiglie: una cosa che era stata suggerita sia dal bambino in bianco che, indirettamente, dallo stesso uomo in giallo, e che ora è stata definitivamente confermata dall’andamento degli eventi.

L’evento iniziale (sradicamento albero delle bottiglie, recupero ossa da parte di Jade e Tabitha) dà il via a una reazione a catena devastante: dopo il terremoto Jade e Tabitha riescono a trovare una via di fuga all’interno delle caverne, rimanendo intrappolati ma momentaneamente salvi dai mostri (che sembrano anch’essi in qualche modo spaventati, o in qualche modo spiazzati, da quel che era successo); mentre cala la notte Boyd e gli altri, riuniti attorno all’albero delle bottiglie ormai sradicato, sono costretti alla fuga per evitare di essere divorati dai mostri. Un momento di grande tensione senza però grosse conseguenze, ma le conseguenze arrivano invece in città: Smiley si avvicina a passo deciso alla casa\ospedale dove si trovano Fatima e Marielle, che ha la peggio e viene trucidata dal mostro notturno. Smiley che però risparmia Fatima, che riesce a contrastarlo mentalmente e che lui chiama Madre: un indizio definitivo sul fatto che ormai Fatima è praticamente una di loro (ma potrebbe non essere del tutto così, e ci arriveremo).
La morte di Marielle dovrebbe essere un momento straziante di questa puntata, ma come dicevamo all’inizio l’aver condensato così tante cose in un’ultima puntata di circa 45 minuti netti escludendo sigla e titoli di coda, toglie necessariamente peso specifico a molte delle cose che sono successe. Esclusa la reazione comprensibilmente straziata di Christie, la fine di un personaggio come Marielle passa quasi in secondo piano, come se fosse una cosa di cui gli altri abitanti della città nemmeno si interessano. Narrativamente necessario, dato il poco tempo a disposizione e i tanti eventi concentrati in un’unica puntata; al contempo, però, narrativamente deludente, visto che si è trattato comunque di un personaggio importante nella storia. Lo stesso vale per Elgin, ucciso da Sophia dopo che quest’ultima prima gli aveva provato a proporre un accordo (come teorizzavamo la scorsa settimana). Le morti di questi due personaggi sono state oggettivamente malgestite in questo finale di From: considerando che comunque la morte di un personaggio in questa serie non è una cosa così ricorrente (specie nelle ultime stagioni), dargli maggiore spazio e peso sarebbe stato quasi doveroso. Invece qui ne sono stati fatti fuori due senza colpoferire e senza dargli troppa importanza, quasi come se fossero due prede qualunque da sacrificare sull’altare del finale di stagione.
Un’altra cosa deludente di questo finale di From 4 riguarda sicuramente la gestione della linea narrativa legata al padre di Victor e Victor: come ampiamente preventivato, Harry ormai manipolato totalmente dall’Uomo in Giallo aveva deciso di uccidere suo figlio per ritornare a quella che pensava fosse la vita reale e uscire così dall’incubo. Una linea, questa, che è stata tratteggiata con cura e intelligenza, dedicandogli molto spazio e con anche alcuni frame emotivamente molto intensi. Motivo per cui ci aspettavamo che questa resa dei conti fosse straziante, con del pathos attorno, al di là dell’esito finale. Invece si risolve tutto frettolosamente: Harry punta la pistola a Victor spiegandogli perchè ‘deve farlo‘, Victor approfitta del suo stato confusionale e lo blocca (rischiando che il proiettile colpisse il povero Ethan che passava di li) e poi gli riversa addosso tutta la sua rabbia. Fine.
Una linea narrativa coltivata per puntate su puntate, risolta nel giro di un minuto. Male, qui (poi ovvio, la linea non è del tutto risolta, ma comunque male).

From ha deciso di sacrificare completamente l’intensità emotiva in questo finale di quarta stagione, a favore di un ritmo sì folgorante ma a tratti quasi spiazzante a confronto di una stagione più lenta e misurata delle precedenti in quasi tutti gli altri suoi episodi. Ma al di là di questo, ci sono ancora alcune cose importanti di cui parlare.
La prima riguarda Fatima: quello che abbiamo visto in questo finale di stagione sembrerebbe chiarissimo e apparentemente lascerebbe poco spazio alle interpretazioni. La prima e unica cosa che ci è venuta in mente, su due piedi, è che Fatima si sia trasformata in uno di loro, in uno dei mostri.
Ma è realmente così? Fatima è realmente diventata ‘uno di loro’?
La donna decide di scendere assieme a Ellis e Boyd nelle caverne, per salvare Jade e Tabitha intrappolati prima che venissero divorati dai mostri. Per salvarli, si trasforma definitivamente: Fatima si frappone tra gli umani e i mostri, sfodera un urlo disumano per allontanare\spaventare quelli che ormai sono i suoi simili, e permettere così a Boyd, Ellis, Jade e Tabitha di fuggire. Inevitabile però notare alcune cose nella trasformazione di Fatima: Fatima non ‘subisce’ la trasformazione, ma sceglie esattamente il momento in cui trasformarsi. E la trasformazione non sembra ‘totale’: Fatima mantiene ancora una mentalità ‘umana’ e lo dimostra quando dice a Ellis di ‘non dimenticarsi chi era’.
Potrebbe sembrare una frase romantica come un’altra, ma sappiamo che in From niente è casuale. Forse, se Ellis e gli altri non dimenticheranno chi era, Fatima potrà preservare il suo lato umano. E diventare il primo ‘ibrido’ nella storia di Fromville, con l’intento di aiutare i suoi amici umani pur facendo parte dei mostri

In questo senso potrebbe avere un ruolo determinante anche il Golem che ha costruito, un’operazione sembrata eccessivamente lunga e inutile a molti nelle scorse puntate, ma che potrebbe rivelarsi decisiva per una svolta narrativa gigantesca nella stagione finale di From.
La cosa che più sta facendo inevitabilmente discutere tutti, però, è l’incontro che abbiamo visto nel finale di puntata: quello tra il Bambino in Bianco e Sophia, ovvero l’Uomo in Giallo. I due camminano uno a fianco all’altro, e discutono in maniera molto tranquilla: nessuno dei due ha paura dell’altro, nessuno dei due vuole attaccare l’altro, c’è solo un’aria di sfida silente all’interno di un gioco che, è evidente, hanno fatto molte altre volte. Inevitabile pensare a Lost e alle figure del MIB e di Jacob, che rappresentano rispettivamente le forze del male e le forze del bene che si contrastano e coesistono nel governo dell’Isola. Ma secondo me non sarà così semplice, non sarà così uguale.

Sophia intanto sottolinea come il Bambino in Bianco sia ‘cresciuto’ (occhio, l’aveva sottolineato in passato anche Victor: vuol dire che è una cosa a cui nessuno di loro due era abituato e sicuramente avrà un significato, anche se al momento non è decodificatile). In generale, comunque, questa stagione ci ha fatto sorgere più di un dubbio sul Bambino in Bianco: è sempre stato una figura inquietante ma si è fatto via via più tetro nelle sue apparizioni. Paradossalmente, al cospetto di Sophia lo vediamo molto più sereno e tranquillo, meno tetro appunto. Viene difficile pensare che questi due siano letteralmente due forze opposte, che si sfidano a 360 gradi. Più probabilmente, il Bambino in Bianco potrebbe essere opposto all’Uomo in Giallo perchè ha un interesse personale al fatto che la storia si concluda in modo diverso da quello che vuole l’Uomo in Giallo. Il bambino in bianco, insomma, non è necessariamente uno dei buoni: l’abbiamo visto sempre come una figura pura (forse anche per via degli abiti e del fatto che inizialmente, appunto, fosse proprio un bambino mentre ora è ormai un ragazzo) ma nel tempo lo è stato sempre meno, e anche i suoi interventi hanno lasciato più di un dubbio (non perchè per forza scorretti, ma soprattutto perchè incostanti e a volte fuori tempo massimo).
Il fatto che stia ‘invecchiando‘ e che si stia ‘incupendo‘ potrebbero essere legati al modo in cui sta incidendo scarsamente su questo ciclo narrativo di From, e il ghigno di Sophia rispetto al suo ‘invecchiamento’ potrebbe andare in quella direzione: il Boy in White sta evidentemente perdendo e questo si rispecchia anche sulla sua evoluzione fisica. Ma tutto ciò potrebbe non connettersi minimamente a una tutela degli esseri umani presenti a Fromville: il Boy in White potrebbe essere un’entità a se stante, che prova a fare solo i suoi interessi personali, senza alcuna implicazione benevola o malevola. E in questo senso ‘decadrebbe’ l’idea di ricalcare il dualismo Jacob\MIB di Lost, con quest’ultima scena di From 4 che sarebbe poco più che un ‘bait’ per il pubblico.
In questo finale di From 4 insomma è successo veramente di tutto, con Sophia che assieme a Clara toglie anche tutti i talismani dalle case e li butta in un albero: essendo i talismani il principale strumento di difesa dai mostri sembreremmo quindi ora a un millimetro dalla fine, visto che i mostri potrebbero entrare nelle case degli abitanti durante la notte e farli fuori a uno a uno. Qui però potrebbe entrare in gioco la variabile impazzita Fatima, che da nuovo ‘capo’ dei mostri notturni potrebbe ribaltare la situazione e rovinare i piani dell’Uomo in Giallo, apportando così un significativo cambiamento a degli eventi che a quel punto non sarebbero più destinati a ripetersi in un loop senza fine.
Insomma, tutto lascia presagire che la prima puntata di From 5 sarà veramente scoppiettante, e in generale tutta la stagione riteniamo possa essere spettacolare: arrivati a questo punto non c’è più ragione e nemmeno margine di tergiversare narrativamente, considerando poi che alcune linee sono state messe in stand-by e dovranno essere riprese (come la parte di Julie storywalker, incomprensibilmente accantonata nell’ultima fase).
Come giudicare, quindi, la quarta stagione di From alla luce del finale?
È abbastanza superfluo sottolineare che questa è stata una stagione un po’ più debole delle precedenti 3, ma non per un calo della serie e non perché gli autori non sappiano dove andare a parare. Al contrario, la storia è viva e vegeta e deve addirittura ancora entrare nel clou, e il fatto che gli autori abbiano chiarissimo il piano in mente si è reso evidente ancor di più in questa stagione. Che non è stata una stagione inutile, affatto: è stata utile, ma l’impressione è che molte delle cose che abbiamo visto fossero condensabili in meno episodi, e che si potesse piuttosto fare una quinta stagione lunghissima, da 15-16 episodi complessivi (pare comunque possa essere già di 13). L’impressione insomma è che From fosse stata pensata per 4 stagioni, e ne abbiano poi aggiunta una quinta perchè stava facendo troppo successo.
Questa però rimane una mia considerazione, ma è importante sottolineare ancora una volta una cosa: se il brodo è stato allungato non è perchè non abbiano idee o non sappiano cosa dire, ma semplicemente perchè si è optato per estendere e diluire la narrazione piuttosto che condensarla in meno tempo e con maggiore ritmo. Sono scelte criticabili, ma che non intaccano in alcun modo il valore complessivo del prodotto. Anzi: questa quarta stagione mi ha convinto ancora di più, tra qualche rivelazione e molti indizi disseminati, che From andrà a chiudere la sua storia in modo narrativamente spettacolare. E che una volta finito tutto ci ricorderemo di questa serie per molto, molto tempo.
Vincenzo Galdieri







