Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sul finale di The Bear.
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Prendi un uomo e una donna, mettili a lavorare gomito a gomito, falli scontrare un po’ e poi innamorare. Questa è all’incirca la formula che ha fatto la fortuna di un sacco di serie tv, da X-Files ai medical drama più famosi, escludendo The Pitt. Poi è arrivata The Bear e ha rimescolato le carte, evitando un finale che sulla carta sembrava già scritto. Da una parte Carmen “Carmy” Berzatto, chef prodigio caotico e tormentato. Dall’altra Sydney Adamu, giovane cuoca ambiziosa e pronta a farsi valere. La tentazione di trasformare il loro rapporto in una storyline sentimentale ad alta tensione c’era tutta, eccome.
Ma Christopher Storer e i suoi sceneggiatori hanno fatto una mossa coraggiosa, matura e controcorrente: hanno detto no, grazie. Hanno lasciato che Carmy e Syd restassero quello che sono, senza infilarci in mezzo il solito romanticismo da manuale, donando agli spettatori uno dei ritratti più veri e riusciti di intimità professionale mai visti in tv. E, con buona pace del fan service di tutto il mondo, hanno fatto benissimo.
Per capire l’importanza della scelta di The Bear, però, bisogna prima analizzare il contesto.
Un contesto in cui si cade spesso nei soliti stereotipi e troppi non riconoscono ancora un legame tra uomo e donna che vada oltre i soliti luoghi comuni, insomma. In effetti quanti di noi vedendo la scena sotto il tavolo in cui Carmy e Syd si confessano le proprie paure reciproche, hanno immancabilmente pensato al preludio di una dichiarazione d’amore?

Tuttavia confondere quella complicità con l’amore significa non cogliere il punto focale di The Bear. Quella scena non era l’inizio di un corteggiamento quanto la comprensione e il rispetto, spesso rarissimi, che possono svilupparsi tra due persone a prescindere dal genere di appartenenza. Carmy e Syd vedono nell’ossessione per la cucina il disperato tentativo di ricomporre i pezzetti frantumati della propria vita. Nel corso delle stagioni li abbiamo visti fare davvero di tutto: urlarsi dietro, litigare, complimentarsi e cucinare insieme, provando a conoscere l’altro attraverso continui tentativi e fallimenti. Li abbiamo visti scusarsi in silenzio, muovendo semplicemente il pugno chiuso sul proprio petto, uguali e diversi in tutto e per tutto.
Carmy ha il genio e l’esperienza dell’alta cucina, ma è emotivamente instabile, bloccato nel trauma del suicidio del fratello Mikey e incapace di comunicare senza ferire. Sydney ha la visione, l’organizzazione e una fame terapeutica di rivalsa, ma soffre della sindrome dell’impostore ed è terrorizzata dal fallimento. Insieme formano un incastro perfetto non perché si completino come due metà della mela, ma perché si sfidano a vicenda a essere persone (e chef) migliori.
La dinamica tra i due è rivoluzionaria proprio perché è basata su un rispetto professionale assoluto e privo di paternalismo.
A conferma di quanto gli sceneggiatori abbiano avuto le idee chiare, basta guardare al personaggio di Claire. La ragazza rappresenta l’ideale romantico tradizionale: è dolce, comprensiva, attraente. L’incarnazione di una vita standardizzata e serena fuori dalla cucina. Tuttavia il contrasto tra la relazione di Carmy con Claire e quella con Sydney è lampante. Con Claire, Carmy cerca di fuggire dalle sue ossessioni. Ma la sua mente è altrove, e la relazione finisce per crollare tragicamente dentro a una cella frigorifera, dove Carmy ammette che i sentimenti sono solo distrazioni dal suo vero obiettivo.
Con Sydney, Carmy non può fingere. Sydney non è una fuga dalla realtà perché Sydney è la realtà. Lei conosce il peggio di lui, ha visto i suoi attacchi di panico, ha subito le sue urla. Eppure resta. Se Storer avesse trasformato Sydney nell’interesse amoroso di Carmy, avrebbe distrutto questa dicotomia. Rimanendo sul piano platonico, invece, Sydney mantiene la sua totale indipendenza narrativa. Non è la fidanzata di nessuno, è lo chef di Cucina del The Bear. E per dare ancora più coerenza al personaggio, gli autori hanno persino spento la potenziale love story tra la ragazza e Marcus, che si era palesemente preso una cotta per lei.

L’assenza di legami romantici però non è che renda le cose meno dolorose o intense.
In The Bear ogni rapporto è teso e sofferto e l’origine è sempre quel muro che Carmy alza attorno a sé e che diviene ancora più invalicabile dopo la rottura con Claire. Questo show ci ha mostrato che il cuore si può spezzare anche quando crolla un sodalizio artistico. L’afflizione per la fine di un’amicizia o di una collaborazione lavorativa può essere profonda e devastante tanto quanto quella di un divorzio.
E qui torniamo agli spettatori e ai fan di The Bear.
Dare al pubblico il bacio tra Carmy e Syd avrebbe garantito gratificazione immediata e migliaia di click sui social, ma avrebbe anche accorciato l’originalità della serie. Una volta raggiunta l’unione fisica e romantica tra i due, la narrazione si sarebbe inevitabilmente afflosciata. E cosa sarebbe rimasto? Due fidanzati che litigano in cucina? O che si distaccano dagli altri membri dello staff perché persi nel loro idillio amoroso? Sarebbe stato orribile. Mantenendo Carmy e Sydney nella loro orbita di rispetto, scontro e maturazione reciproca, The Bear ha preservato il suo nucleo più autentico. E ci ha rammentato che l’essere umano è capace di stringere legami profondissimi, intimi e vitali che esulano dalla sfera sessuale.
A ripensarci ora che The Bear si è conclusa, l’unico vero e grande amore tossico e totalizzante di Carmen e Sydney è, e rimarrà sempre, la cucina. La scelta di non farli finire insieme ha permesso alla ragazza di non essere ridotta a spalla romantica e a Carmy di dover affrontare i propri demoni da solo, senza usare la propria dolce metà come stampella a cui aggrapparsi. Ci sono mille serie tv dove possiamo vedere baci appassionati, amori idealizzati o triangolo amorosi (come quello tra Jack, Kate e Sawyer). Ci sono pochi show che, invece, hanno il coraggio di raccontare due persone che si sostengono senza fondersi. Che si abbracciano perché riconoscono il valore dell’altro, la fatica condivisa, il talento e tutto quello che ha reso The Bear una serie indimenticabile.






