Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler fino all’ottava puntata di House of the Dragon 3 e su Fire and Blood.
È andato in onda nelle scorse ore il finale della terza stagione di House of the Dragon, caratterizzato soprattutto dalla deriva psicologica di Rhaenyra Targaryen, dalla morte straziante di Helaena Targaryen e dall’attesissima Battaglia di Tumbleton. Nel corso di quest’ultima, sono morti diversi personaggi importanti. Ormund Hightower, in particolare, ci saluta dopo un intenso scontro con lo Stark Roddy the Ruin, concluso con la dipartita di entrambi: i due si erano già feriti gravemente a vicenda, ma l’intervento di Ulf il Bianco ha tolto ogni dubbio sul loro destino. Una tempesta di fuoco li ha investiti mortalmente, chiudendo così i rispettivi archi narrativi con una scena dal forte impatto emotivo ed estetico.Ma non è tutto, affatto. Mentre per loro non ci sono dubbi sul fatto che non li rivedremo più, il pubblico di House of the Dragon si domanda che fine abbia fatto un altro grande protagonista della stagione, Daeron Targaryen.
Il principe, destinato al Trono per volere di Ormund, sparisce all’improvviso senza lasciare alcuna traccia nel finale di puntata. Prima l’avevamo visto convincersi a intervenire direttamente nella Battaglia in sella al suo drago, Tessarion: Gwayne Hightower cerca di farlo desistere, ma la sua determinazione è ferrea. L’attacco di Ulf il Bianco, tuttavia, scombina tutti i piani e li costringe a una rocambolesca fuga per non essere colpiti. Fugge con lo zio, ma a un certo punto ritroviamo Gwayne, ancora vivo, e Daeron sparisce nel nulla. Non si sa che fine abbia fatto, né quale destino abbia incontrato in House of the Dragon. Per questo motivo, parte del pubblico ha addirittura pensato che Daeron fosse morto offscreen con una scelta narrativa che risulterebbe obiettivamente anticlimatica. Come abbiamo detto poco fa, infatti, il personaggio ha creato i presupposti per svilupparsi attraverso chiavi davvero interessanti, e sarebbe un vero peccato lasciarlo andare prima di poter esprimere le sue potenzialità. Attraverso un confronto diretto con Fire and Blood, il romanzo di Martin da cui è tratta House of the Dragon, tuttavia, possiamo esprimerci meglio al riguardo. Si rimarrà sempre nel campo delle ipotesi, ma sono piuttosto solide.Daeron Targaryen è davvero morto nel finale di stagione di House of the Dragon?

Partiamo da un presupposto: ci stupiremmo davvero se gli autori avessero deciso di uccidere così Daeron. E vale una regola non scritta della narrativa televisiva: finché non si vede un corpo, è più probabile la sopravvivenza di un personaggio principale rispetto alla sua dipartita.
L’abbiamo sostenuto anche nel corso di questa stagione di House of the Dragon a proposito di un altro grande protagonista: Corlys Velaryon. Sparito prima della fine della Battaglia del Gullet, è poi tornato in scena nella puntata successiva. In quel caso, però, avevamo a disposizione delle chiare indicazioni di Fire and Blood che nel caso di Daeron sono piuttosto confuse.
Anche in Fire and Blood, infatti, assistiamo alla sparizione di Daeron al termine della Battaglia di Tumbleton. Scompare nel nulla e il libro non stabilisce con certezza che fine abbia fatto. Attraverso testimonianze contrastanti, si elaborano alcuni scenari ipotetici che non trovano alcuna conferma.
Quasi tutte conducono alla sua morte, ma chi l’avrebbe ucciso?
Ciò significa che Daeron sparisca effettivamente e lasci un grande mistero intorno al suo destino.
House of the Dragon, di conseguenza, potrebbe fare altrettanto? Improbabile. Per un motivo, su tutti: in Fire and Blood sono due le Battaglie di Tumbleton, e tutto lascia pensare che anche la serie possa arrivare a un secondo scontro.
All’interno del libro, infatti, assistiamo a una contrapposizione marcata tra Daeron e Ulf il Bianco: rientra nello scenario anche Hugh Hammer, a sua volta traditore di Rhaenyra nella medesima circostanza dell’altro seme di drago, mentre House of the Dragon non è andata finora in quella direzione.
Allo scoppio della seconda Battaglia, ci sono buone possibilità che Daeron faccia una brutta fine.
Si parla, in ogni caso, di trame abbastanza divergenti.
House of the Dragon si è concessa spesso delle licenze rispetto al libro, e niente ci impedisce di pensare che la parabola di Daeron possa essere completamente diversa. Sempre incentrata su Tumbleton, ma con modalità diverse.
L’opportunità è molto interessante, a dirla tutta.
Visto che Fire and Blood ha negato ogni certezza sul destino finale di Daeron, House of the Dragon potrebbe ampliare lo spettro e andare oltre quanto raccontato finora sul suo conto.
Nel libro, d’altronde, non mancano i casi di impostori che si sono spacciati per lui, esattamente come è successo nella serie per via di un astuto stratagemma ideato da Ormund. E non viene mai trovato, soprattutto, il corpo. E senza corpo, la sua morte non diventa una certezza assoluta. Per questo, secondo alcune altre teorie, Daeron non sarebbe in realtà morto nel corso della seconda Battaglia di Tumbleton, riuscendo invece a costruirsi una nuova vita con una falsa identità.
Insomma, è chiaro: non ci resta che attendere la quarta e ultima stagione di House of the Dragon per conoscere il destino del personaggio.
Non solo del suo, in realtà: Tessarion, uno dei draghi più giovani della saga, ha sempre suscitato un grande fascino nei fan. E l’auspicio è che possa essere presente nella quarta stagione in tutta la sua bellezza.
Mettendo insieme tutti gli indizi e i dati a disposizione, insomma, sono molte più le ipotesi che propendono per la sopravvivenza rispetto a quelle che fanno pensare alla morte. Questa serie, però, ci ha abituato a tutto nel corso degli anni: la morte di Daeron è improbabile in questa fase, ma non impossibile.
Vogliamo crederci, in ogni caso: dopo averlo visto crescere sotto l’ala protettrice di Ormund e rappresentare il perfetto anello di congiunzione tra i Targaryen e gli Hightower, trasformandosi in breve tempo nel prototipo del regnante ideale, la quarta stagione di House of the Dragon potrebbe trarre grandi benefici da un’ulteriore crescita del suo personaggio.
Il cliffhanger, però, è servito. I destini incerti, d’altronde, restituiscono un ulteriore fascino a un racconto a cui non manca già di suo.
Antonio Casu

