Vai al contenuto
Home » Recensioni

The Bear: Gary – La Recensione dell’episodio prequel che esplora il rapporto tra Richie e Mikey

Mikey nell'episodio flashback di The Bear

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Gary, l’episodio prequel di The Bear uscito a sorpresa!!

Hall of Series DISCOVER
Hai finito una serie e non sai cosa iniziare? O sei a metà e vuoi capirla meglio?
Classifiche, analisi e consigli personalizzati su WhatsApp.

Qualcosa brucia ancora sullo schermo, consumando il paesaggio spoglio che si affaccia su una città in lontananza. Piccoli sbuffi di fumo si confondono alle nubi basse del cielo. Nessuna presenza fisica, né umana né materiale. Solo i resti carbonizzati di qualcosa che, qualche ora prima, è divampato. La combustione è improvvisa, dirompente. L’estinzione, invece, è lenta, graduale, svapora poco alla volta. Il fumo resta ad appesantire l’aria per un po’, mentre la cenere si affloscia sui resti delle fiamme, sfiorando arbusti anneriti e terra bruciata. La prima immagine di Gary, l’episodio flashback di The Bear uscito a sorpresa mercoledì 6, è un fermoimmagine sulle spoglie carbonizzate di un incendio o qualcosa di simile.

Qualcosa ha preso fuoco nel corso dell’episodio e poi si è afflosciato come cenere a terra. È la prima, enigmatica immagine di Gary. È il manifesto spoglio di questo spin-off che ci riconnette al mondo di The Bear. Un riallacciamento intenso e traumatico, come sempre. Una riconnessione che gratta giù giù in profondità, fino alle ultime incrostazioni di verità. Gary è un viaggio. Una spedizione misteriosa da Chicago all’Indiana, con un carico a bordo di cui nessuno conosce il contenuto. Roba da road movie loschi. Richie (Ebon Moss-Bachrach) è quello del primo The Bear, ma senza il peso della scomparsa di Michael sulle spalle. Sfoggia un paio di occhiali neri stile Matrix e infila nello stereo una compilation da viaggio. Sta per diventare padre. È ancora sposato con Tiff.


Immagine d'apertura di Gary, l'episodio prequel di The Bear

Richie è eccitato come un ragazzino all’idea di dover consegnare un carico di roba a un contatto dello zio Jimmy.

Sembrano, lui e Mikey (Jon Bernthal), due corrieri della droga in viaggio verso una destinazione ignota. Mikey è più distaccato, meno elettrizzato all’idea di mettersi in marcia. È disinteressato, spento, forse un po’ stizzito dal fatto che qualcuno lo abbia trascinato fuori di casa ben presto per effettuare la consegna. In The Bear abbiamo sempre sentito parlare del legame tra Richie e suo cugino Mikey. Gary ci dà l’occasione di esplorarlo più in profondità. Il prequel è ambientato qualche anno prima rispetto alle vicende raccontate in The Bear. Alcuni fan hanno ipotizzato che si tratti del 2019, facendo dei calcoli sull’età della figlia di Richie e sulla gravidanza di Tiff.

In ogni caso, Mikey è ancora vivo, Carmy lavora lontano da casa e tutto lo sconquasso che ha segnato profondamente i personaggi di The Bear non è ancora arrivato. Si sta lentamente preparando, ma è ancora lontano dall’accadere. I due cugini partono da Chicago per Gary, una cittadina di 70.000 abitanti dell’Indiana. Così come per The Bear, anche in questo episodio prequel l’ambientazione è ben caratterizzata. È una semplice cornice in cui travasare i destini dei personaggi, ma ha una grande forza visiva e qui funziona anche da contraltare simbolico. Se Chicago è movimentata, dinamica, rumorosa, Gary segue invece un ritmo più placido. È tranquilla, silenziosa, quasi monotona. La vita scorre più lentamente e il paesaggio si adatta meglio all’idea romantica del road trip alla scoperta di sé.

Richie e Mikey nel prequel di The Bear
FX

È come se Gary tenesse nascosta da qualche parte quella miccia che poi esploderà e lascerà divampare l’incendio fino a Chicago.

L’episodio cala in questo contesto il tema principale della puntata, che è quello dell’esplorazione del rapporto tra i due cugini. Un rapporto di fratellanza e complicità, ma corroso anche da sedimenti più oscuri che poco alla volta emergono. Abbiamo imparato da The Bear che non servono necessariamente intere stagioni per cogliere nel segno ed esplorare in profondità le radici di un sentimento nascosto. Uno dei punti di forza della serie è proprio quello di saper incidere con grande efficacia anche nello spazio di un singolo episodio. Quel che emerge guardando Gary tutto d’un fiato è anzitutto il dualismo al quale sono soggetti entrambi i personaggi.


Mikey e Richie sono figure ambivalenti, contraddittorie, dominate da due istinti contrapposti. È una caratteristica comune a gran parte dei personaggi del mondo di The Bear, soprattutto ai membri della famiglia Berzatto. Ed è un tratto distintivo anche dei protagonisti di Gary. Mikey, in particolare, estremizza questo dualismo inconscio, rendendolo una fragilità che lo porterà all’autodistruzione. Mikey ha una personalità forte. Sa essere un leader carismatico, capace di trascinare e ispirare chi gli sta intorno. Anche in The Bear ne parlano come di un uomo dotato di un certo ascendente, in grado di convincere gli altri a credere nei suoi sogni. Però c’è anche dell’altro.

Mikey in Gary, episodio prequel di The Bear
FX

Ci sono fragilità nascoste e sentimenti cupi che poco alla volta si impossessano della sua sfera di luce.

Mikey confessa a Sherri (Marin Ireland) di sentirsi propositivo e in forma un momento e poi, l’attimo dopo, vulnerabile e triste, devastato dalla sensazione che tutto sia futile, che tutto sia inutile. Cosa stai cercando? gli chiede Sherri. “Qualsiasi cosa”, risponde Mikey. Una traccia, una luce, uno stimolo, una speranza, quella carezza di sua madre che lo tranquillizzava anche nei momenti più bui. Mikey è capace di far sentire importanti le persone che gli stanno accanto ma, allo stesso tempo, finisce per distruggerli dando sfogo a una rabbia che proviene da lontano. Come Carmy, come Donna, anche Mikey sa essere gentile e violento con la stessa intensità.


Donna (un personaggio che The Bear ci ha svelato poco alla volta), sapeva tranquillizzare i suoi figli facendo credere loro che nulla di male potesse accadere. Ma un attimo dopo, la stessa donna, si mostrava sprezzante e distaccata, al punto che i figli stentavano a credere potesse essere la stessa persona. Anche Mikey e Carmy sono affetti dalla stessa subdola malattia? Gli episodi di The Bear hanno messo il personaggio di Carmy costantemente dinanzi a questo dilemma. Mikey dà invece dimostrazione di quanto il suo modo di essere sia influenzato da quel dualismo intrinseco che lo spinge ad essere due estremi contrapposti.

Richie prima di partire per Gary
FX

Nella scena nel bar, verso la fine di Gary, Mikey si scaglia contro Richie insultandolo e sfogando su di lui un risentimento nascosto.

Lo fa sentire inadatto, sbagliato. Lo riempie di insicurezze che piano piano gli si insinuano nella testa. Una parte di Mikey è invidiosa della felicità di suo cugino, della sua eccitazione per l’arrivo di una figlia, del suo buonumore contagioso. Per questo prova a distruggerglielo, a rovinare tutto. Alle 17:15 Richie sarebbe dovuto tornare da Tiff. Alle 17:15 i due cugini sono fermi a un passaggio a livello. Immobili, bloccati, impantanati. Tra loro c’è un’enorme barriera di incomunicabilità, tema ricorrente anche in The Bear. Se il viaggio di andata è stato chiassoso, quello di ritorno è un silenzio di pietra. Gelida pietra.

È come se la scena del bar fosse il punto di detonazione dell’incendio che sta per divampare. Un impatto traumatico che lascia franare ogni ottimistica speranza per lasciare spazio alla disillusione. Persino il senso del viaggio perde importanza. I due cugini non erano due corrieri della droga in missione per conto dello zio Jimmy. Il pacco che trasportavano era solo una fornitura di componenti di plastica per pompe. La magia è sparita, la realtà è tornata di colpo a imbruttire delle vite monotone e prive di slancio. Alla fine di Gary vince il nichilismo di Mickey, per il quale “tutto è futile”. Il suo monologo nel bagno con Sherri ha messo in luce le cavità buie della sua personalità complessa.


Grazie a Gary conosciamo meglio quella che è stata una presenza costante in The Bear.

Sherri e Mikey in una delle scene più intense di Gary
FX

E mentre per Richie abbiamo assistito a una graduale trasformazione (gestita magistralmente dalle quattro stagioni della serie madre), Mikey è destinato a restare così per sempre. Dilaniato dalle contraddizioni di una personalità estremamente sfaccettata, annientato e rassegnato, depresso, consumato. È qui che torna quell’immagine iniziale dei resti di un incendio. Gary voleva dirci che qualcosa (o meglio qualcuno) si stava lentamente consumando. Quella detonazione improvvisa ha lasciato un mucchio di cenere e tanta desolazione. Gary può ricongiungersi a The Bear, poco prima che la serie ci saluti per sempre con la sua ultima stagione. La data di uscita del capitolo finale è stata finalmente svelata e questo episodio prequel potrebbe essere fondamentale per capire cosa accadrà nei nuovi episodi.

Il finale di Gary ci riporta infatti al presente con un brusco salto temporale, senza dissolvenze. Siamo nell’auto di Richie. sotto la pioggia. Nel sedile del passeggero non c’è più nessuno, ora tocca a Richie mantenere il volante. A Chicago piove forte e Mikey è solo un ricordo da raccogliere dal passato. E proprio mentre Richie rimugina sui ricordi, una macchina lo travolge in pieno. Solo il tempo di urlare no, no, no e poi il botto. Lo schianto. Che arriva proprio da quel lato passeggero rimasto tristemente vuoto. Che ne sarà allora di Richie? A quale destino andrà incontro il suo personaggio nella quinta stagione di The Bear? Non resta poi molto per scoprirlo, ma ci auguriamo che quello visto in Gary non sia un addio a uno dei personaggi più amati della serie.