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I 10 Character Development meglio riusciti nella storia delle Serie Tv

sheldon cooper

Potranno anche avere un comparto tecnico d’eccezione, ottimi interpreti e una buona trama di partenza, ma senza coloro che abitano tali storie le serie tv non sarebbero nulla. I personaggi danno anima allo show, ci spingono a immedesimarci e a ritenerli persone vere, con un proprio vissuto, con sogni e aspirazioni, con fragilità e punti di forza. Figure in movimento che vivono, maturano e mutano rendendo i loro percorsi maggiormente verosimili. Sì, perché nelle migliori serie tv i personaggi evolvono, sviluppano diversi comportamenti a seconda di quel che si ritrovano a vivere, delle difficoltà che devono superare, delle persone che incontrano nel loro cammino. Pensate che Breaking Bad avrebbe fatto tanto successo se Walter White avesse continuato a fare il professore di chimica? Vi sarebbe piaciuto se Sheldon Cooper fosse rimasto per 12 stagioni lo stesso della prima puntata di The Big Bang Theory?

Oggi vi esponiamo quelli che per noi sono i 10 character development (letteralmente i migliori sviluppi/evoluzioni di un personaggio) delle serie tv, Da Sheldon Cooper a Peggy Olson.

Attenzione: seguono spoiler di Better Call Saul, Lost, Breaking Bad, The Handmaid’s Tale, The Big Bang Theory, How I Met Your Mother, Mad Men, Shameless, Game of Thrones e The Walking Dead.

1) Walter White (Breaking Bad)

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Leviamoci subito il sassolino dalla scarpa: quello di Walter White, è forse il character development più noto nella storia delle serie tv. Il brillante, ma pacato e quasi remissivo professore di chimica, dopo la scoperta di avere un grave tumore, ritrova la propria scintilla vitale improvvisandosi produttore di metanfetamina, in una costante ascesa che lo porterà al vertice di un vero e proprio impero. Il personaggio creato magistralmente da Vince Gilligan nel corso di cinque stagioni subisce continue metamorfosi, tanto studiate e graduali da risultare perfettamente credibili: da antieroe a figura tragica fino a diventare un vero e proprio antagonista.

Un individuo che più si evolve e più acquista sicurezza e potere più scende nel baratro della perdizione, arrivando a compiere gesti davvero terribili e ingiustificabili senza perdere però il proprio fascino. Walter White abbandona così la maschera del codardo e sempliciotto e ritrova la sua vera natura in Heisenberg. “I’m not in danger. I’m the danger!“.

Uno dei più alti esempi di scrittura del personaggio all’interno di uno show televisivo.

2) Ben Linus (Lost)

Sheldon Cooper

E pensare che la presenza del nostro Benjamin in realtà sarebbe dovuta essere di poche puntate! Ma come si può resistere al fascino di un personaggio con tale carisma? Ben Linus è il perfetto esempio di mente machiavellica e figura che all’interno di Lost finisce per ricoprire diversi ruoli. Dalla sua prima apparizione nei panni di Henry Gale e per quasi tutto il resto della narrazione Ben è il re della manipolazione, dei giochetti mentali: un uomo con un piano sempre pronto e disposto a tutto pur di vincere. Antagonista e figura dalla moralità grigia che però pagherà a caro prezzo il costo del suo doppiogiochismo.

La morte della figlia Alex, l’esilio dall’isola, la malsana gelosia nei confronti di Locke lo porteranno a compiere l’estremo gesto di uccidere Jacob: una crisi interiore che lo farà cambiare e ricercare aiuto. Un uomo fragile che per tutta la vita non ha voluto nient’altro che rendersi importante e indispensabile per gli altri. Un character development che si corona con il pentimento e la decisione di fare un passo indietro, fidandosi degli altri.

3) Sheldon Cooper (The Big Bang Theory)

Sheldon Cooper
Sheldon Cooper

Un lungo viaggio durato 12 stagioni alla ricerca dell’umanità, dei sentimenti e dei legami. Perché nel tempo Sheldon Cooper è davvero cambiato parecchio. Certo, l’umorismo continua a non essere il suo forte, la fisica rimane il suo più grande amore così come quello per la cultura nerd, ma il nostro Shelly ne ha fatti di passi in avanti! Dal punto di vista emozionale Sheldon ha infatti imparato molto: grazie alla vicinanza degli amici e di Amy l’uomo ha col tempo iniziato a sviluppare un’empatia che inizialmente sembrava non appartenergli.

Ma lasciamo che siano le parole stesse di Sheldon Cooper durante il discorso per il premio Nobel a parlare da sé.

“È un discorso egocentrico quello che ho qui. Ma penso di metterlo da parte. Perché questo onore non appartiene solo a me: non mi troverei qui se non fosse per alcune persone molto importanti nella mia vita. A cominciare da mia madre, mio padre, la mia nonnina, mio fratello e mia sorella. e L’altra mia famiglia che sono così felice di avere qui insieme a noi (…). Ero caduto nel grave equivoco di pensare che i miei successi fossero soltanto miei. Niente più lontano della realtà. Io sono stato incoraggiato sostenuto, ispirato e tollerato non solo da mia moglie, ma dal più formidabile gruppo di amici che si sia mai visto.”

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4) Barney Stinson (How I Met Your Mother)

Che viaggio quello di Barney Stinson! Guardando le prime puntate di How I Met Your Mother chi avrebbe mai pensato che sarebbe stato Barney ad avere la migliore evoluzione in tutta la serie? Definirlo inizialmente un donnaiolo sarebbe riduttivo: narcisista incallito, con una sua personale teoria per qualsiasi tipo di persona e misogino. Ma piano piano l’uomo si scioglie e abbassa le sue difese: l’amore inizia a cambiarlo e gli fa capire che nella vita c’è ben di più di notti di passione. I sentimenti che inizia a provare per Robin sono talmente forti e la sua evoluzione così graduale che questo suo cambiamento non sembra affatto forzato.

La distruzione del playbook e la proposta a Robin sanciscono il punto di non ritorno per l’uomo. Anche se poi le cose con la donna non andranno per il verso giusto Barney troverà il senso della sua vita in un’altra persona: la figlia Ellie.

5) Peggy Olson (Mad Men)

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Eccola, la nostra amata Peggy Olson, un personaggio che nel corso delle 7 stagioni di Mad Men ha un percorso evolutivo davvero pazzesco. In alcuni anni la donna passa infatti da essere una semplice assistente fino a ricoprire il ruolo che era stato del suo capo. Una crescita sia professionale che caratteriale, derivata solo da grande impegno e forza di volontà, soprattutto se pensiamo che la serie è ambientata negli anni ’50.

Peggy sfida le regole del suo tempo, le convenzioni sociali e sceglie di decidere per se stessa capendo chi vuole essere e trovando il suo equilibrio anche sul piano sentimentale. Se questo non è un ottimo character development

6) Kim Wexler (Better Call Saul)

Sheldon Cooper

Guardando il Jimmy agli inizi di Better Call Saul e paragonandolo al Saul visto in Breaking Bad, sapevamo che avremmo assistito a un incredibile character development, ma eravamo ancora ignari degli altri archi evolutivi a cui avremmo assistito. Perché a brillare nello show c’è anche un altro personaggio: Kim. Amata dai fan della serie per essere quella che in molti hanno definito l’anti-Skyler. Forte e indipendente, incorruttibile e onesta, ma sempre più disposta a tutto pur di tenere al sicuro il suo uomo.

Perché anche nell’animo più candido ci può essere una scintilla di oscurità e la donna talvolta con i suoi piani ci si è trovata immersa. Non sappiamo ancora quale sarà il suo futuro, ma di certo non vediamo l’ora di capire fin dove vorrà spingersi.

7) June Osborne (The Handsmaid’s Tale)

Per la seconda volta in questa lista troviamo un personaggio interpretato da Elisabeth Moss. Una donna che perde tutto e diviene un oggetto, inizialmente mansueta agli occhi esterni ma con dentro un fuoco che brucia e che chiede giustizia e vendetta. Una donna che diviene sempre più forte e sicura di sé con il passare delle stagioni, che nonostante le continue umiliazioni e tutte le torture psicologiche e fisiche non si arrende mai e si oppone a un sistema che la vorrebbe debole e vittima passiva degli eventi.

Il percorso nella riappropriazione di sé, del proprio corpo e dei propri affetti è lungo e travagliato, ma spinge June a lottare non solo per se stessa ma anche per tutte le altre ancelle e per la Resistenza. Un arco evolutivo che siamo sicuri continuerà a svilupparsi in maniera coerente nelle prossime stagioni della serie.

8) Mickey Milkovich (Shameless)

Cosa avete pensato di Mickey Milkovich alla sua prima apparizione nello show? Un piccolo delinquente violento che probabilmente sarebbe diventato il nemico giurato di Ian. Ma in Shameless non dobbiamo dare mai nulla per scontato ed è così che pian piano abbiamo imparato a conoscere Mickey da un altro punto di vista: adolescente spaventato da se stesso, condizionato da un ambiente familiare tossico che non l’avrebbe mai accettato per quello che era. Un percorso lungo e difficile prima di giungere all’autoconsapevolezza e all’autoaccettazione. Un viaggio che lo porta a capire cosa sia l’amore e per cosa sia giusto lottare fino all’iconico coming out.

Nonostante tutte le difficoltà, gli sbagli Mickey non ha mai smesso di migliorare, regalandoci un incredibile character development.

9) Sansa Stark (Game of Thrones)

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Da ragazzina capricciosa a Regina del Nord. Da ingenua a fredda e intelligente. Da che si ritrovava suo malgrado in un terribile contesto, dopo essersi fidata delle persone sbagliate e accecata da una visione infantile, la ragazza ne fa di strada. Perché zitta, zitta, Sansa impara dai suoi nemici, da coloro che la definivano una ragazzina stupida e ingenua. Cersei, Ditocorto e a suo modo pure Ramsay finiscono per fornire alla fanciulla preziose lezioni.

Così a un certo punto Sansa smette di subire e accettare passivamente la propria condizione e inizia a dettare le regole del gioco: non è più la ragazzina in balia degli eventi delle prime stagioni, ma una donna forte e intelligente che ha preso i suoi traumi e li ha trasformati nella sua armatura. Decisa a riprendersi tutto quello che le è stato tolto e anche di più.

10) Carol Peletier (The Walking Dead)

Carol

Già prima dell’avvento di un’Apocalisse zombie per Carol la vita era dura, sottomessa al violento marito Ed e remissiva, ma le cose riescono addirittura a peggiorare. In poco tempo la donna assiste alla morte del marito e, in seguito, a quella dell’amata figlia Sophia. Il dolore per la perdita è enorme e la donna ne è schiacciata, ma è proprio da questa sofferenza che Carol trova la forza di reagire divenendo poco a poco una vera e propria forza della natura, combattiva, determinata e pronta a tutto.

Della donna succube e spaventata delle prime stagioni non troviamo neanche l’ombra: da dolce casalinga a spietata guerriera il passo è corto.

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Scritto da Benedetta Vanotti

Cool, cool, cool, cool, cool, cool, no doubt, no doubt, no doubt.
Sono Benedetta e ogni tanto scrivo.
Se mi state cercando probabilmente mi troverete seguendo l'eco delle mie risate mentre guardo una bella comedy.

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