6) The Wire – 8.47

Raccontare una città intera attraverso le sue strade, i suoi porti, le sue scuole e i suoi palazzi del potere politico richiede un’ambizione che pochissime serie crime hanno mai osato mettere in campo. E The Wire riesce in questa impresa restituendo Baltimora come un organismo vivo, capace di respirare attraverso ognuno dei suoi personaggi. Ogni stagione sposta il proprio sguardo su un aspetto diverso della città, dal traffico di droga nei quartieri più poveri al porto industriale, dalla politica cittadina al sistema scolastico, fino al giornalismo in crisi, senza mai perdere di vista il filo conduttore rappresentato dalle intercettazioni della polizia. Quello che rende The Wire un’opera fuori dal comune è il rifiuto di semplificare il crimine in una contrapposizione tra buoni e cattivi: ogni personaggio agisce secondo una logica comprensibile, anche quando quella logica porta a conseguenze devastanti.
David Simon porta nella scrittura la propria esperienza da giornalista di cronaca nera, restituendo dialoghi e situazioni con un realismo raramente eguagliato nella storia della televisione. Proprio per questo motivo, The Wire resta una delle riflessioni più profonde mai scritte sul fallimento sistemico delle istituzioni americane di fronte al crimine organizzato, un’opera capace di essere studiata ancora oggi come testo fondamentale della serialità contemporanea. Ed è forse per questa ragione, per la sua diversità e rifiuto totale della funzione di solo intrattenimento, che The Wire continua a fare paura a più di 20 anni dall’uscita.
5) Band of Brothers – 8.48

Tempo di Top 5. E ad aprirla arriva Band of Brothers, una delle migliori e più grandi Serie tv HBO di sempre. La compagnia Easy del 506esimo reggimento paracadutisti americano attraversa gli eventi cruciali della Seconda Guerra Mondiale, dallo sbarco in Normandia fino alla conquista del nido d’aquila di Hitler, in una miniserie capace di restituire con crudezza documentaristica l’esperienza reale della guerra vissuta dai soldati comuni. Band of Brothers, prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, ricostruisce eventi realmente accaduti attraverso interviste ai veterani reali intervallate a ogni episodio, un espediente capace di ancorare costantemente la narrazione a una verità storica innegabile.
La serie non nasconde mai l’orrore della guerra, mostrando la paura, il caos, le perdite improvvise di amici e compagni con una crudezza capace di generare un’esperienza visiva quasi insostenibile nella propria autenticità. Il rapporto tra i soldati, costruito attraverso mesi di addestramento condiviso prima ancora di affrontare il combattimento vero e proprio, restituisce un senso di fratellanza capace di reggere l’intera narrazione anche nei momenti più drammatici.
Prima di quel momento, nessuna Serie Tv aveva parlato in questo modo del tema della guerra. E per la prima volta Band of Brohers riuscì a dimostrare – in un periodo tragico come il 2001 – che questo genere potesse onorare la memoria di chi ha realmente vissuto quegli eventi senza mai scadere nella retorica facile.





