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Viola Davis si è pentita di aver recitato in The Help: «Ho tradito la mia gente»

Viola Davis ci ha abituato sempre a interpretazioni indimenticabili, anche se è stata spesso ingiustamente sottovalutata. La meravigliosa interprete di Annalise Keating, la protagonista di How to Get Away with Murder, tuttavia ha dovuto attendere molto prima di riuscire a ricevere i riconoscimenti che meritava. Proprio qualche anno fa si è sfogata e ha accusato Hollywood di non tributarle gli onori che in virtù della sua longeva carriera meriterebbe. E probabilmente proprio solo grazie ad Annalise Keating, un personaggio complesso e pieno di sfaccettature, è riuscita a mostrare a tutti di essere capace di calarsi in ogni tipo di ruolo. All’inizio della sua carriera in particolare, però, Viola Davis doveva accontentarsi di interpretare personaggi tutti uguali e di recitare in progetti che non sempre la convincevano.

Secondo quanto ha detto in un’intervista, un film in cui si pente di aver recitato è The Help.

Il film, diretto da Tate Taylor, è tratto dal romanzo di Kathryn Stockett ed è ambientato in una cittadina del Mississipi nel 1963 negli anni dei Movimenti Civili. La protagonista è Skeeter, una giovane ragazza bianca interpretata da Emma Stone, che decide di raccontare in un libro le terribili condizioni in cui vivono le domestiche di colore vessate dalle razziste famiglie bianche. Viola Davis interpreta il ruolo di Aibileen Clark, una domestica timida e timorata di dio che accetta malvolentieri di raccontare la sua storia a Skeeter. La pellicola è stata premiata con numerosi riconoscimenti e premi e ha permesso all’attrice di ricevere la sua seconda nomination agli Oscar.

Al contrario di quanto si possa pensare però Viola Davis non va affatto fiera di aver preso parte al film. The Help, infatti, è stato molto criticato di recente perché accusato di banalizzare le condizioni dellr domestiche di colore. Sebbene possa sembrare un film che vuole dare voce alle storie delle persone di colore tuttavia si avvale del topos del white-savior e pone al centro della narrazione la storia di una ragazza bianca, raccontando le disuguaglianze attraverso i suoi occhi. Il film sembra essere stato fatto da narratori bianchi perché piacesse a un pubblico di bianchi. Per questo Viola Davis, come ha confessato in un’intervista rilasciata l’anno scorso, si pente di averlo fatto:

“Non c’è nessuno che non sia divertito nel guardare The Help. Ma c’è una parte di me che si sente come se avessi tradito me stessa e la mia gente, perché ero in un film che non era pronto a dire tutta la verità. The Help è stato creato nel filtro e nel pozzo nero del razzismo sistemico”.

L’attrice ha spiegato che quella che viene raccontata in The Help non è la vera storia delle domestiche afroamericane, ma una versione edulcorata e non realistica. Ha detto al The New York Times:

Alla fine di tutto penso che non si stessero ascoltando davvero le voci delle domestiche. Conosco Aibileen. Conosco Minny. Sono le mie nonne. Sono mia madre. E so che, se si gira un film dedicato a quelle storie, si vuole sapere cosa si provava a lavorare per le persone bianche e allevare dei figli nel 1963, si vuole ascoltare come ci si sentiva realmente a farlo. Non ho mai sentito niente di tutto questo nel corso del film“.

Anche in una recente intervista per EW Viola Davis è tornata sull’argomento per spiegare cosa c’è che non va in quel film e in molte altre pellicole di Hollywood. L’attrice ha sottolineato che “non ci sono molte persone di colore coinvolte di solito nel raccontare la nostra umanità” e che Hollywood è molto “interessata a raccontare cosa significhi essere neri, ma… rivolgendosi solo al pubblico bianco”. Secondo l’attrice “il pubblico bianco può sedersi e ricevere una lezione accademica su come siamo. Poi lasciano il cinema e parlano di cosa significhi [ciò che hanno visto]. Non vengono toccati da quello che eravamo”.

Tuttavia ha un ricordo molto positivo dell’esperienza che ha vissuto sul set di The Help dove ha avuto la possibilità di lavorare con molte attrici straordinarie. Ha detto: “Le amicizie che ho stretto durante le riprese fanno parte di quelle che dureranno per il resto della mia vita. Ho avuto un’esperienza grandiosa nel lavorare con tutte queste attrici che sono degli straordinari esseri umani“.

Cosa ne pensate delle parole di Viola Davis?

Scritto da Marilisa Di Maio

Classe 95, laureata in "Lettere Classiche". Adoro le serie comedy e i dramma che ti strappano il cuore, senza alcuna via di mezzo. Il mio sogno sarebbe quello di avere la motivazione e l'ottimismo di Leslie Knope, ma mi sveglio ogni mattina con la stessa voglia di vivere di April Ludgate...

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