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Le 5 migliori interpretazioni di Viola Davis (a parte How to Get Away With Murder)

viola davis

Non c’è dubbio: Viola Davis è una delle migliori attrici in circolazione. Con la sua interpretazione di Annalise Keating in How to Get Away With Murder ha conquistato tutti gli appassionati di serie tv mostrando grande versatilità e carisma, tanto che non è difficile immaginare altri personaggi che l’attrice avrebbe potuto interpretare magistralmente. Per lei non è stato facile salutare il personaggio di Annalise Keating, che ha regalato al pubblico alcuni monologhi che resteranno nella storia della televisione, ma Davis non è solo l’interprete della famosa avvocatessa. Tra cinema e tv, l’attrice statunitense ha dato il volto a una grande varietà di personaggi, ricoprendo i ruoli con personalità e passione, ricevendo i riconoscimenti cinematografici più importanti come l‘Oscar, l’Emmy, il Tony Award (che ha vinto due volte), il Golden Globe e cinque Screen Actors Guild Award.

Vediamo dunque quali sono le 5 migliori interpretazioni di Viola Davis, al di là del suo ruolo più famoso.

1) Aibileen Clark, The Help (2011)

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Il film del 2011 tratto dall’omonimo romanzo di Kathryn Stockett del 2009, amica d’infanzia della regista e sceneggiatrice Tate Taylor, ha offerto al pubblico un cast spettacolare: Emma Stone, Octavia Spencer (che ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista) e naturalmente la nostra Viola Davis. L’attrice stessa ha in seguito espresso alcune perplessità sul suo ruolo in The Help, chiedendosi se la questione razziale non fosse stata trattata in maniera semplicistica:

“Partono dal presupposto di voler spiegare cosa significhi avere la pelle nera, ma è un piatto che viene servito al pubblico bianco. Il pubblico bianco può al massimo sedersi e imparare una lezioncina su quello che siamo. Poi esce dal cinema e parla di cosa ciò significava, ma non si emoziona per quello che abbiamo passato. Nessuno si è annoiato guardando The Help, ma c’è una parte di me che si sente in colpa verso se stessa e la mia gente, perché ho fatto parte di un film che non era pronto a dire tutta la verità”. 

Ma sull’interpretazione che Viola Davis ha fatto del personaggio di Aibileen Clark ci sono pochi dubbi.

A Jackson, Mississippi, nell’anno 1963 molte donne afroamericane lavorano come domestiche per le famiglie più abbienti e sono costrette a subire atteggiamenti discriminatori e umiliazioni. Aibileen Clark è una di loro e per anni è stata in silenzio, ma con l’aiuto di Skeeter (Emma Stone), una fanciulla privilegiata che però non è indifferente alla situazione, comincia a farsi sentire. L’attrice riesce a convincere in ogni momento del film, mostrando la forza del suo personaggio, ma anche la fragilità di una donna che ha perso un figlio.

2) Ma Rainey, Ma Rainey’s Black Bottom (2020)

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Un personaggio del tutto diverso è quello che Viola Davis interpreta nel film del 2020 diretto da George C. Wolf, adattamento dell’omonima opera teatrale del 1984 di August Wilson. Il film è stato aggiunto al catalogo Netflix. Qui Davis è Ma Rainey, una delle prime cantanti blues di professione che ha esercitato una grande influenza sulle altre donne appassionate al genere, tra cui Bessie Smith. L’attrice dà il volto alla diva con grande carisma, presentando una personalità molto forte e dinamica in grado di conquistare subito il pubblico. Anche in questo caso, si affrontano le tematiche del razzismo e della discriminazione

Non a caso questo ruolo ha fruttato a Viola Davis una lunga serie di candidature a premi importanti come miglior attrice protagonista agli Oscar 2020 e miglior attrice in un film drammatico ai Golden Globe 2021, e vittorie come miglior attrice protagonista ai Screen Actor Guild Awards 2021.

Ecco cosa ha detto Viola Davis sul personaggio:

“Di solito Ma Rainey e il suo aspetto sono stati fortemente stereotipati nella storia del cinema e nella vita. La donna nera è sempre scura, grassa, divertente, sa cantare e in realtà non è sessualizzata in alcun modo pericoloso. Ma questa non è la mia comprensione delle donne in quel modo. Ma è mia zia Joyce, mia zia Letha, che erano molto sessuali e le donne più belle che abbia mai visto in vita mia. Erano eleganti. “

3) Rose Lee Maxon, Barriere (2016)

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Anche Barriere, film del 2016 diretto da Denzel Washington, è un adattamento di un’opera teatrale del 1983 (che ha vinto il Premio Pulitzer per la drammaturgia) di August Wilson. La trama verte sulle vicende di Troy Maxson (Denzel Washington), una ex promessa del baseball che lavora come netturbino e conduce una vita apparentemente tranquilla con la moglie Rose, interpretata da Davis. Tutto comincia a precipitare nel momento in cui Troy confessa a Rose di averla tradita. Viola Davis riesce a portare sullo schermo la vasta gamma di sensazioni e stati d’animo di una donna che deve affrontare il tradimento del marito, cercando comunque e di tenere insieme i pezzi di una famiglia che si sta distruggendo.

Davis e Washington avevano già ricoperto gli stessi ruoli nel revival del 2010 dell’opera teatrale, aggiudicandosi il Tony Award come miglior attrice e miglior attore protagonista in uno spettacolo. Per la pellicola, invece, Viola Davis ha conquistato l’Oscar come migliore attrice non protagonista nel 2017 e il premio corrispondente ai Golden Globe dello stesso anno, oltre ad altri riconoscimenti.

Le parole dell’attrice sul suo personaggio:

Se dovessi definire la mia Rose in Fences dopo averla “vissuta” per mesi in teatro direi semplicemente che è una moglie devota e una madre altrettanto devota dell’unico figlio nato dal suo matrimonio. Una donna che vive all’ombra del marito e della famiglia. Il suo monologo, quando l’uomo le confessa il tradimento con un’altra donna dalla quale ha avuto una figlia, è una delle prove più impegnative di tutta la mia carriera: in esso ci sono vita, dolore, disillusioni e le illusioni di una esistenza che chiede rispetto, partecipazione, commozione vera

4) Nancy Birch, Prisoners (2013)

Viola Davis è di nuovo una madre, Nancy Birch, in Prisoners. La pellicola del 2013 diretta da Denis Villenueve è un thriller drammatico che vede nel cast anche Hugh Jackman e Jake Gyllenhaal. Durante i festeggiamenti per il giorno del Ringraziamento, due ragazzine, Anna e Joy, spariscono. Il padre di Anna avvia le ricerche in prima persona, mentre le due famiglia si logorano nel dolore e devono trovare la forza per andare avanti, giorno dopo giorno. Davis interpreta la madre di Joy, un ruolo carico di dolore e sofferenza. Nancy Birch, infatti, è paralizzata dall’angoscia.

Il talento di Viola Davis è quello di dar vita in modo molto intenso a questo personaggio distrutto e lacerato dalla scomparsa della figlia, che però sarà in grado di trovare la risolutezza di mettersi alla ricerca delle due ragazzine ricorrendo a ogni mezzo. Nessuna candidatura per Davis per il suo ruolo in Prisoners, ma una gestione della parte impossibile da sottovalutare.

5) Mrs Miller, Il Dubbio (2008)

Si tratta di un film scritto e diretto da John Patrick Shanley, adattamento cinematografico della sua stessa opera teatrale vincitrice del Premio Pulitzer nel 2008. La pellicola ha ricevuto ben cinque nomination agli Oscar, per i ruoli dell’intero cast (Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams e Viola Davis), e per la miglior sceneggiatura non originale. Il Dubbio è un giallo ad alta tensione dalle tematiche molto dure e importanti, prima fra tutte la lotta contro la pedofilia.

Viola Davis, anche in questo caso, recita la parte di una madre costretta a vivere una situazione molto complessa: suo figlio potrebbe esser stato vittima di violenza sessuale da parte di un prete.

Il talento dell’attrice? Riuscire in soli 8 minuti sullo schermo a comunicare il dolore, la rabbia e lo shock di una madre che vorrebbe soltanto il bene del proprio figlio.

Oltre alla nomination per l’Oscar sopracitata, per questo film l’attrice è stata nominata come miglior attrice non protagonista ai Critics Choice Awards, ai Golden Globes e ai SAG Awards, nel 2009.

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Scritto da Alice D'Arrigo

Mi piace far giocare le parole tra di loro finché non formano storie. Quando non scrivo libri, mi diverto a tuffarmi negli strabilianti mondi delle serie tv, lasciandomi conquistare da dialoghi e colonne sonore.

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