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Harry Potter: il reboot non era nei piani iniziali della Warner Bros

Nelle ultime ore è arrivata la conferma ufficiale di ciò che si vociferava già da tempo. Erano mesi che si speculava su una trattativa in corso tra la Warner Bros. e J.K. Rowling per espandere il franchise di Harry Potter e solo qualche giorno fa si era diffusa la notizia che un accordo per realizzare una nuova serie da sette stagioni basata sui sette romanzi della saga fosse imminente. Ebbene, ora non si tratta più solo di semplici pettegolezzi: la HBO ha ufficializzato la notizia, stabilendo un piano decennale per la realizzazione della nuova serie di Harry Potter, fatto davvero senza precedenti.

Non sarà necessario ricordare che la saga fantasy sul giovane mago più famoso di sempre ha già avuto un adattamento cinematografico, consistente in otto film con Daniel Radcliffe nel ruolo del protagonista eponimo ed Emma Watson e Rupert Grint in quelli dei suoi migliori amici Hermione Granger e Ron Weasley. Lungi dall’essere perfetti, i film basati sulla saga di Harry Potter hanno ottenuto un grandissimo successo e, cosa non scontata, hanno contribuito a plasmare l’immaginario collettivo quasi quanto i romanzi. Per questo motivo, l’annuncio di un reboot targato HBO è stata una vera sorpresa per i fan, incerti su come accogliere la notizia.


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Tuttavia, secondo alcune voci, i piani iniziali della Warner Bros. per espandere il franchise di Harry Potter sarebbero stati molto diversi e a complicare le cose sarebbero state le controversie intorno alla figura di J.K. Rowling

Durante un episodio di The Hot Mic, un podcast in cui l’insider Jeff Sneider e il presentatore John Rocha si riuniscono settimanalmente per parlare degli ultimi eventi salienti della cultura pop, Sneider ha rivelato alcuni dettagli in merito ai retroscena dell’accordo tra Warner Bros. e J.K. Rowling. Sneider ha specificato di prendere le sue parole con le pinze, ma a quanto pare l’intenzione della Warner Bros. sarebbe stato quello di realizzare l‘adattamento cinematografico di Harry Potter e la maledizione dell’erede, coinvolgendo gli attori originali. Tuttavia, Daniel Radcliffe ed Emma Watson si sarebbero rifiutati di partecipare al progetto a causa delle controversie suscitate dalla Rowling con i suoi commenti contro la comunità trans.

Ho sentito che si è parlato di un film de La maledizione dell’erede, ha detto Sneider.”Ma c’erano dei problemi, non volevano lavorare con J.K. Rowling. Poi è stato particolarmente difficile convincere Emma e Daniel a tornare. In particolare Em. Emma è la più difficile da convincere a tornare.

La Warner Bros. avrebbe dunque tentato di acquisire i diritti su Harry Potter per estromettere la Rowling, tentativo fallito a causa delle cifre esorbitanti richieste dall’autrice. Inoltre, pare che la casa di produzione avrebbe tentato di proporre alla Rowling degli spin-off , ambientati in America e a Parigi, ma che l’autrice abbia risolutamente scartato questa idea per mantenere la saga nel Regno Unito. A questo punto, dunque, l’unica strada possibile era quella di un reboot. Secondo Sneider, però, Warner Bros. non avrebbe affatto abbandonato l’idea di realizzare il film di  Harry Potter e la maledizione dell’erede, ma anzi vorrebbe utilizzare la serie come “arma” per convincere Emma Watson e Daniel Radcliffe a tornare. Della serie, “’Se non tornerete, non sarete più in Harry Potter e noi andremo avanti’. Più facile a dirsi che a farsi”, ha ammesso l’insider di The Hot Mic.

Come ammesso dallo stesso Sneider, si tratta più che altro di speculazioni e non sappiamo come siano andate realmente le cose. Tuttavia, vista la pessima reputazione che J.K. Rowling si è creata in questi anni, anche tra i fan, e l’altissima posta in gioco, immaginiamo che l’accordo non sia stato semplice. E la mossa di HBO e di Warner Bros. non è stata per nulla scontata.

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