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Bridgerton – Phoebe Dynevor: «Sto vivendo un periodo surreale»

Bridgerton
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Bridgerton è una delle serie Netflix che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, nonostante molti si chiedano se è davvero un guilty pleasure o solo una serie leggera. Arrivata a Natale 2020, ci ha portato nelle atmosfere del periodo della reggenza inglese del diciannovesimo secolo. L’ambientazione è sicuramente tra gli elementi che l’hanno resa un successo mondiale. La serie è stata rinnovata per una seconda stagione (e anche per la terza e quarta), nella quale però non vedremo uno dei personaggi più amati, il Duca di Hastings, interpretato dall’attore Regé-Jean Page. Lo showrunner, comunque, vorrebbe realizzare otto stagioni, tante quante i fratelli della famiglia protagonista, una stagione per fratello.

In una nuova intervista Phoebe Dynevor, protagonista nei panni di Daphne Bridgerton, ha parlato del successo della serie e dei cambiamenti nella sua vita.


Phoebe Dynevor, Chris Van Dusen e Nicola Coughlan parlano del successo di Bridgerton

Insieme allo showrunner Chris Van Dusen e alla collega Nicola Coughlan (Penelope Featherington), Phoebe Dynevor ha partecipato a un’intervista con Deadline, parlando del grande successo della serie e dell’impatto che ha avuto sulle loro vite. Dynevor ha detto:

“Con il Covid è cambiato molto nella mia vita in generale, come credo sia cambiato per tutti. Sto vivendo un periodo davvero surreale. È eccitante avere la possibilità di incontrare persone che ammiro, poter parlare con cineasti e scrittori di futuri progetti che mi esaltano, è qualcosa che non ho potuto fare in passato. Poi è bellissimo vedere quanto la serie abbia avuto un impatto sulle persone, sentirsi ringraziare ed ascoltare quanto le persone abbiano amato la serie è qualcosa di prezioso, soprattutto in momento così difficile per tutti”.

La collega Coughlan aggiunge che Bridgerton è “una serie di evasione che ha anche profondità e questo ha conquistato le persone.”

Lo sceneggiatore Van Dusen racconta di aver da subito avuto la volontà di realizzare un adattamento moderno, come testimonia anche il cast multietnico e i linguaggi audiovisivi utilizzati:

“Ho sempre amato le produzioni in costume, ma in genere sono un po’ conservatrici e tradizionali. Non volevamo che Bridgerton fosse così. Abbiamo lavorato per esplorare le storie e i personaggi in maniera contemporanea. La serie è ambientata nel diciannovesimo secolo, ma a volte lo dimentichi perché quello che viene raccontato è veramente moderno e universale”

Phoebe Dynevor, che non aveva letto i romanzi prima di ricevere la sceneggiatura, dice del suo personaggio:

“C’è una grande differenza tra me e Daphne, ma abbiamo anche degli aspetti in comune. Lei dà grande importanza alla famiglia e lo faccio anch’io. Daphne viveva in un’epoca in cui le donne avevano una sola scelta, ma lei è determinata a compierla in maniera consapevole come io cerco di fare nella carriera. La ammiro, perché pur avendo una sola strada segue le proprie regole e trova anche l’amore. La sua evoluzione sessuale è importante. Io, Chris, Regé [Regé-Jean Page] e tutto il team volevamo raccontarla nel modo più veritiero possibile. È stato un privilegio compiere questo grande viaggio. Poter dare vita a Daphne che passa da essere una ragazza un po’ ingenua al diventare una donna che prende consapevolezza di sé e vive la sua sessualità è stato meraviglioso”.

Nicola Coughlan dice di Penelope:

“È un personaggio affascinante, perché tiene dentro di sé  tutto ciò che prova. Vive apparentemente sotto tono, ma è anche una delle donne più potenti in quella società”.

La serie, basata sui romanzi della scrittrice Julia Quinn, è stata rinnovata per altre tre stagioni. La seconda avrà come protagonista Anthony (Jonathan Bailey), alla ricerca dell’amore e di una donna da sposare.

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