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Mr. Robot – Quando siamo i nemici di noi stessi

Il controllo è tanto reale quanto un unicorno con una zampa sola, che si fa una pisciata alla fine di un doppio arcobaleno.

Mr. Robot, episodio 2×03

A mio modesto parere, in Mr. Robot di roba degna di essere analizzata e approfondita se ne trova a bizzeffe, sia sul piano tematico che su quello tecnico/estetico, ma da qualcosa bisognerà pur partire. Non serve che stiamo a dirvi quanto la sceneggiatura di Mr. Robot sia eccelsa e densa di stimoli, ma la citazione in apertura è indubbiamente la più rappresentativa del tema che ci proponiamo di trattare in questo pezzo. Tale tematica era già presente da un certo punto della prima stagione, ma nella seconda si è resa completamente manifesta, arrivando forse ad assurgere – per ora – al ruolo di perno narrativo: il rapporto tra Elliot e Mr. Robot, come a dire il rapporto di Elliot con se stesso.

mr. robot

La lotta dell’uomo con i mostri che abitano la sua anima è un topos da cui è impossibile prescindere: in tutta onestà non penso esista una storia (che sia scritta, cantata o mostrataci su uno schermo) che non si basi in qualche misura su questo bisogno dell’essere umano di risolversi prendendo per il collo o smettendo di scappare dai propri fantasmi interiori. Ma Mr. Robot lo fa con un’efficacia comunicativa e una complessità di piani interpretativi impressionante. Così vediamo Elliot determinato a far sparire quella parte di lui, quel ricordo del padre, quella forza sovversiva, imponendosi una disciplina al limite di ciò che è umanamente sopportabile.

Elliot vuole controllare (appunto) la parte di se stesso più violentemente radicata nella propria mente: ogni metafora visiva che ci viene mostrata al fine di rappresentare il tentativo di controllo del protagonista è così incisiva da sortire l’effetto di un pugno nello stomaco molto ben assestato. Vediamo il protagonista spararsi in testa, in fondo deve uccidere qualcuno che ha messo sotto assedio la roccaforte della sua mente geniale.

Ma questa è l’astrazione di quanto avviene. Nella concretezza Elliot scandisce la sua vita con rituali ripetuti fino allo sfinimento, sfoga i propri pensieri su un taccuino, partecipa alle sedute del gruppo della Chiesa e, una volta perso il controllo, cerca di riacquisirlo abusando di Adderrall, un farmaco che, andando a stimolare il sistema nervoso centrale ,acuisce la capacità di attenzione, permettendo al Nostro di concentrarsi e di (illudersi di) avere la situazione sotto controllo. Ma Elliot crasha!

mr. robot

L’abbiamo detto all’inizio quanto è reale il controllo. La scena migliore (della puntata migliore, tra quelle che ci ha regalato finora Sam Esmail) ci racconta appunto della sconfitta del protagonista: la overdose visivamente assume le sembianze di un rapimento che si conclude con una colata di cemento dritta nell’esofago. Ma la caparbietà di Elliot non finisce qui.

Questa lotta intima, e al contempo sociale, arriva ad assumere i connotati di un affronto religioso. Ma a quale Dio si sta riferendo Elliot? Indubbiamente egli ha una visione sociale della questione, ma forse ci sta parlando anche del Dio dentro di sé. Di quell’illusione e quella speranza di salvezza che vuole estirpare.

Ci troviamo in uno degli incontri religiosi cui Elliot partecipa e all’affermazione: “Dio può aiutarti”, egli risponde:

E’ questo che fa Dio? Ci aiuta? Mi dica, perché Dio non ha aiutato il mio amico innocente che è morto senza alcun motivo mentre il colpevole è a piede libero? Ok, va bene. Lasciamo stare i casi isolati.

Che mi dice delle innumerevoli guerre dichiarate in Suo nome? Ok, va bene. Tralasciamo per un istante l’omicidio privo di ogni logica, va bene.

Che mi dite della zuppa di fobie razziste, e sessiste nella quale continuiamo ad annegare per causa Sua? E non mi riferisco soltanto a Gesù. Mi riferisco a ogni religione organizzata… gruppi esclusivi creati per controllarci. Uno spacciatore che rende la gente dipendente dalla droga della speranza. I cui seguaci non sono altro che drogati in cerca della loro droga di stronzate per assicurarsi la propria dopamina di ignoranza, tossici che hanno paura della verità… che non esiste alcun ordine, nessun potere, che tutte le religioni sono solo vermi della mente in metastasi create per dividerci affinché sia più facile governarci per quei ciarlatani che vogliono manovrarci!

Per loro, non siamo altro che fanboy paganti della loro serie di fantascienza scritta con i piedi.

Se non do retta al mio amico immaginario, perché cazzo dovrei dar retta al vostro? La gente pensa che la propria devozione sia la chiave per la felicità. Ma è così che Lui vi controlla. Neanche  io sono abbastanza pazzo da credere a questa distorsione della realtà. Quindi che si fotta Dio. Non è un capro espiatorio abbastanza buono per me.

Mr. Robot, episodio 2×03

Un saluto agli amici di Serie Tv, la nostra droga, Seriamente Tv, Mr. Robot Italia!

 

 

 

Written by Elisa Belotti

Siamo qui per parlare di questo mondo e di mille altri, per ridere, riflettere e immaginare. “Sono un idiota, io sono un pazzo, lo so... ma sono stato una buona lettura, giusto?”, vorrei dirvi che è mia, ma mentirei: è di un tale Hunter S. Thompson. Sperando di poterla dire anche io, un giorno.

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