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È morto Mattia Torre: chi era e cosa ci lascia il padre di Boris

Boris
Il regista Mattia Torre nel corso del photocall per la presentazione de 'La linea verticale' a Roma, 4 gennaio 2018. La serie tv, 8 episodi da 25 minuti, sar‡ disponibile dal 6 gennaio su RaiPlay e verr‡ messa in onda in quattro serate dal 13 gennaio su Raitre. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

In una settimana davvero drammatica per il panorama culturale italiano il mondo dell’arte si ritrova a piangere un altro lutto. Ieri infatti è venuto a mancare Mattia Torre, scrittore e sceneggiatore romano. La tv nostrana perde così uno dei papà della fuoriserie italiana per eccellenza: Boris. Chi ha seguito e amato questa serie tv non può che unirsi al cordoglio di chi ha conosciuto e lavorato con Torre. Lo sceneggiatore – tutt’altro che “cane”, a differenza dei corrispettivi fittizi ideati – ha dato vita assieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico, al miglior prodotto seriale italiano.

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Boris è infatti una serie tv d’altissima qualità, piuttosto inusuale per il panorama televisivo italiano.

Inoltre esprime perfettamente l’ironia sottile ma tagliente dello stile di Torre. Caratteristiche stilistiche – nonchè personali – sottolineate dallo stesso Corrado Guzzanti, con cui ha più volte collaborato. Il comico italiano ha commentato così la prematura dipartita dello sceneggiatore di Boris:

«Una curiosità, un coraggio e un senso dell’umorismo rari in questo mondo, rarissimi in Italia. Uno che se adesso gli dicessi “che la terra ti sia lieve” ti scoppierebbe a ridere in faccia, ci scriverebbe sopra un monologo»

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Mattia Torre era nato a Roma nel 1972 ed è morto a seguito di una lunga malattia. Della stessa ne aveva anche parlato nel libro La Linea Verticale, la cui trasposizione televisiva è andata in onda in serie su Rai Play nel 2018. Un’opera che ricalca in parte gli stessi tratti ironici, e al tempo stesso drammatici, visti in Boris. In questo articolo infatti l’avevamo definita la realizzazione del sogno di Boris.

Ma oltre a queste due serie tv Torre ha scritto numerose altre opere per tv e teatro.

Tra queste le commedie teatrali L’ufficio, Io non c’entro, Tutto a posto e Piccole anime, nate durante il periodo di formazione teatrale nel circuito capitolino. Nel 2000 pubblica un libro in forma di diario intitolato Faleminderit Aprile ’99 Albania durante la guerra, che racconta un viaggio in Albania a poche settimane dalla Guerra del Kosovo. Nel 2002, insieme a Luca Vendruscolo, scrive il lungometraggio Piovono mucche, vincitore del Premio Solinas per la sceneggiatura.

Dopo l’avventura di Boris e del programma televisivo ideato da Serena Dandini Parla Con Me, torna a teatro con lo spettacolo 456. Ne realizza poi un sequel tv per LA7 nel programma di Andrea Salerno e Serena Dandini The Show Must Go Off. Nel 2014 torna a lavorare accanto ai colleghi e amici Vendruscolo e Ciarrapico per realizzare Ogni Maledetto Natale. Mentre nel 2016 è autore della serie tv Dov’è Mario? con Corrado Guzzanti.

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Insomma l’Italia piange un altro scrittore di talento questa settimana. Forse meno conosciuto dei giganti Camilleri e De Crescenzo. Ma non meno meritevole della nostra attenzione.

Ciao Mattia. Ora va e insegna agli angeli a non essere troppo italiani.

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Written by Cinzia Bevilacqua

Ad una realtà di numeri ne preferisco una fatta di lettere. Tuttavia sopravvivo con la prima, ma vivo della seconda.

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