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5 cose che hai pensato dopo aver guardato White Christmas (Black Mirror)

black mirror

Non si può parlare di Black Mirror senza percepire la patina di angoscia che ci si porta addosso dopo averne guardato un episodio.

Il Natale si avvicina e, come ogni festività che si rispetti, porta con sé un sacco di ricordi. Ognuno di noi si è costruito un immaginario attorno a questa ricorrenza, un immaginario costituito dai tesori della propria memoria e di quella collettiva. Così, se fino a qualche anno fa Christmas Carol era il riferimento culturale natalizio per eccellenza, è un po’ di tempo che, almeno per i telefilm addicted, è stato sostituito da White Christmas (Bianco Natale), lo speciale di Natale della Serie Tv Black Mirror.

Cerchiamo ora di condensare in 5 macro argomenti la confusione che ci affolla la mente subito dopo aver guardato White Christmas:

1) Angoscia

Black Mirror

Un perenne stato di ansietà ci accompagna durante la visione di ogni puntata di Black Mirror. Potremmo forse dire che l’angoscia è la cifra di questa Serie Tv. Nonostante essa sia antologica, infatti, è possibile individuare due fili conduttori: la deriva del progresso tecnologico e l’angoscia che ne consegue. Sentirsi impuniti dopo aver visto una puntata di Black Mirror è impossibile. Lo speciale di Natale è un perla tra le perle, perché se c’è una cosa su cui tutti possiamo essere d’accordo è l’indubbio valore di questo prodotto. L’angoscia, in questo caso, è raddoppiata: da un lato la tematica genera ansia, come un senso di claustrofobia, ma questo stato d’animo è acuito dal contesto spazio-temporale. Ci troviamo in una specie di baita sperduta: è Natale. La narrazione prende forma davanti ai nostri occhi e ci cala in un mondo immaginario, ma non troppo distante dal nostro. È Natale il giorno in cui Matt e Joe (i due protagonisti) decidono di raccontarsi cosa diamine ci fanno chiusi in quel posto da cinque anni. Era il giorno di Natale quello in cui Joe si è rovinato la vita per sempre. Ecco che una ricorrenza che per noi è sinonimo di “serenità”, “felicità”, “sicurezza” viene investita di un alone di mistero che ci rende inquieti. Molto inquieti.

Written by Elisa Belotti

Siamo qui per parlare di questo mondo e di mille altri, per ridere, riflettere e immaginare. “Sono un idiota, io sono un pazzo, lo so... ma sono stato una buona lettura, giusto?”, vorrei dirvi che è mia, ma mentirei: è di un tale Hunter S. Thompson. Sperando di poterla dire anche io, un giorno.

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