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#VenerdìVintage – Victorious: le origini di Ariana Grande

È arrivato il momento di fare una confessione: Victorious è sempre stato uno dei miei guilty pleasures. Anche se ormai ero fuori dal target a cui essa si rivolgeva, ne ero ossessionata. E ancora oggi ricordo con piacere i momenti che passavo incollata alla tv a guardare quella serie. Sembra ieri che andava in onda la prima volta, invece sono ormai passati dieci anni e in dieci anni sono cambiate davvero tante cose. Primo fra tutti, i suoi protagonisti. Victorious è stato il trampolino di lancio per una di quelle che oggi è una delle pop star più famose: Ariana Grande. Eppure, prima di cantare 7 Rings, Ariana Grande cantava Give It Up nei panni di Cat Valentine insieme a Jade West, anche quest’ultima un volto noto del panorama odierno, Elizabeth Gilles.

Non so quanti di voi possano condividere questi stessi ricordi, ma vi proporrei di fare un passo indietro e di rincontrare gli studenti della Hollywood Arts.

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Il primo episodio è uno di quelli che ricordo meglio, anche perché Rai Gulp l’avrà mandato in onda almeno mille volte. È la classica puntata iniziale, dove l’ordine viene rotto, per poi riequilibrarsi in un modo del tutto nuovo e per dare l’avvio a un viaggio durato quattro stagioni. La protagonista è Tori Vega (Victoria Justice), una normalissima ragazza del liceo che aiuta la presunta talentuosa sorella Trina a preparare uno spettacolo per la sua scuola di Arti dello Spettacolo. Ma per una serie di imprevisti – tra cui una reazione allergica e una lingua gonfia – Trina non potrà esibirsi e quindi in tutta fretta toccherà a Tori sostituirla. Con grande stupore di tutti, compresa se stessa, Tori farà davvero brillare il palcoscenico con la canzone Make It Shine, che ovviamente le fornirà un biglietto di ingresso all’esclusiva scuola.

Ma la serie è realizzata in pieno stile Nickelodeon (cosa fanno ora le vecchie star?) e le stranezze non possono mancare e iniziano ad inondare la scena molto presto. Tra tutti i protagonisti Tori è quella più convenzionale, ma facilmente si lascia trasportare dalle stramberie dei suoi amici. Inutile dire che la bellezza e il fascino di questa serie tv è proprio questo: i suoi brillanti, unici personaggi.

Una giovane Ariana Grande fa la sua apparizione sullo schermo con dei capelli rossi e super ricci (solo per il pilot) e subito risulta evidente che è una ragazza molto particolare: eterna bambina, vive in un mondo tutto suo che va dal superficiale all’ingenuo fino alla profondità che solo i puri riescono ad avere. Non sembra avere tutte le rotelle a posto, ma è estremamente dolce e coinvolgente grazie al suo ottimismo.

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Jade West è l’esatto contrario: stile gotico, scorbutica e violenta, si diverte a prendersi gioco delle persone e ha degli atteggiamenti volutamente inquietanti che potrebbero essere disturbanti. Ma nonostante non sembri avere a cuore nessuno, forse solo il suo fidanzato Beck Oliver, nel corso delle stagioni dimostrerà invece di essersi affezionata a ognuno dei suoi compagni. E ancora, Robbie Shapiro che non è mai solo e si accompagna sempre con il suo pupazzo Rex… ma attenzione a chiamarlo così davanti a lui! Potremmo considerarlo quasi un personaggio a tutti gli effetti per quanto interagisca. Insieme sono due facce della stessa medaglia: il primo è il classico nerd, timido e impacciato; il secondo è sfrontato e burlone. A completare il quadro il migliore amico André e l’affascinante Beck che insieme a Tori dimostrano di avere stranezze, ma che rappresentano anche la componente più “seria” del gruppo.

Gli episodi di Victorious abbondando di freddure, di pause imbarazzanti e mimica facciale impeccabilmente comica.

Le situazioni in cui il gruppo di amici si va a cacciare sono esilaranti ed a volte estremamente insensate. Eppure, nel contesto di Victorious sembrano avere perfettamente valore. Si perde il conto per tutte le volte che Trina dice qualcosa di egocentrico, una superbia immotivata la sua, dal momento che non è per niente portata per la recitazione o il canto. O di quelle in cui Jade minaccia Robbie con un suo paio di forbici, mentre Rex fa battute un po’ sessiste e Cat ride di qualche avvenimento nella norma, quotidiano, ma che lei percepisce come assurdo.

Ma accanto a questa atmosfera irrazionale, viene affiancato il percorso di crescita di ognuno di loro. Le difficoltà a cui vanno incontro mentre cercano di inseguire il proprio sogno, sia esso diventare cantante, attrice o regista. Difficoltà, competizioni e delusioni che fanno parte della vita di chiunque e non solo di chi ha mire nel mondo dello spettacolo. E la semplicità dei modi dei protagonisti, la loro goffaggine e imperfezioni, ce li fanno sentire più vicini e ci spingono ad affezionarci alle loro storie. A seguire con impazienza, anche se magari alcune sottotrame procedono a ritmi quasi inesistenti – come la storia tra Cat e Robbie – o altre che si risolvono nel giro di un paio di episodi – come lo speciale Freak the Freak Out.

Victorious è una serie tv che ha ancora il sapore delle vecchie sitcom per ragazzi come Zoey 101 e iCarly (vi ricordate come finisce?) e che continuo a portare nel cuore per quel misto di stramberia e intelligenza che ogni personaggi emana. Per le risate genuine generate dalle situazioni più assurde, ma talmente inverosimili da diventare credibili. Per le canzoni e le voci incredibili che si sono fatte strada partendo dai momenti musicali sempre originali che non sono mancati nel corso delle stagioni. E per il significato dato a valori come l’amicizia e il credere fermamente nei propri sogni.

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Written by Carolina Avagliano

Ogni giorno mi rifugio in mondi sconosciuti così, episodio dopo episodio e pagina dopo pagina, i colori di quegli universi e di quelle storie inondano le mie giornate.

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