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#VenerdiVintage – 10 curiosità su quel capolavoro assoluto di Twin Peaks

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Esistono due momenti nella storia delle serie tv: ciò che è stato prima di Twin Peaks e ciò che è stato dopo la sua messa in onda. Nulla è stato più lo stesso dopo che David Lynch e Mark Frost – negli anni ’90 – hanno riscritto il modo di creare un prodotto della serialità televisiva, toccando vette ancora inesplorate di qualità e popolarità. I segreti di Twin Peaks ci rapisce – ancora oggi – trascinandoci in un vortice di ineffabile mistero in cui perdere il senso dell’orientamento e sprofondare in interrogativi sempre nuovi e inquietanti è inevitabile. Passano gli anni ma questa serie invecchia benissimo e appassiona generazioni di amanti di serie tv per i quali Twin Peaks è un’indiscussa pietra miliare. Tentare di spiegare l’assurdo mondo che le menti di Lynch e Frost hanno creato è un tentativo vano. Sono innumerevoli i dettagli eloquenti degli episodi su cui abbiamo costruito innumerevoli interpretazioni e teorie, perdendoci nell’intricatissimo labirinto che ha il suo fulcro nell’omicidio della giovane Laura Palmer. Tuttavia – nonostante siano passati parecchi anni dalla sua prima messa in onda – siamo certi però che alcune curiosità su Twin Peaks e sulla creazione di questo inarrivabile capolavoro siano a voi ancora ignote.

Proprio per questo motivo, abbiamo deciso di rimediare proponendovi 10 curiosità sull’intramontabile serie di Twin Peaks che forse non conoscete:

1) La (quasi) disabitata Twin Peaks

Twin Peaks

Nelle intenzioni dei creatori di Twin Peaks, Lynch e Frost, la cittadina di Twin Peaks doveva avere 5.120 abitanti (come ci appare evidente guardando la serie). Ma la ABC – la quale trasmise le prime due stagioni dello show – pretese che questo numero fosse moltiplicato per dieci poichè temevano che avendo ambientato i fatti in una località rurale e poco popolata, gli altri ne avrebbero risentito in negativo. Fu così che nacque il celebre cartello, visibile nei titoli di testa, dove leggiamo che Twin Peaks ha 51.201 abitanti.

2) I titoli degli episodio non sono nati contemporaneamente alla serie

Quando la serie è andata in onda per la prima volta negli USA, gli episodi non avevano i titoli. Infatti, furono aggiunti per la messa in onda tedesca, poi tradotti in inglese per i successivi utilizzi sul mercato americano e rendere più agevole lo streaming sul sito ufficiale e su piattaforme come Netflix. Il più significativo di questi titoli è quello dato al pilot, “Northwest Passage“. Inoltre, nelle intenzioni di Lynch, questo sarebbe stato il titolo dello show oltre ad essere anche il nome della cittadina ma fu scartato dal momento che si scoprì esistesse una reale cittadina americana con quel nome.

3) Il famosissimo scatto cult di Laura Palmer

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Ve la ricordate tutti la foto di Laura Palmer che appare nei titoli finali di ogni episodio, vero? Ebbene, si tratta di una foto realmente appartenente all’attrice Sheryl Lee, che la ritrae la sera del ballo di fine anno al liceo. Inoltre nell’idea originaria di Lynch, Sheryl Lee avrebbe dovuto girare solo un paio di scene da utilizzare come flashback sui fatti antecedenti la morte del personaggio di Laura Palmer. Ma dopo averne notato la bravura, decisero di coinvolgerla maggiormente e, per questo, di affidarle il ruolo di Madeleine Ferguson, ossia la cugina di Laura, giunta a Twin Peaks dopo la sua morte.

4) Un villain “per caso”

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Twin Peaks ci ha tenuti col fiato sospeso con una cruciale domanda: chi ha ucciso Laura Palmer? E soprattutto, chi si cela dietro al personaggio di Bob? L’attore che interpreta lo spirito demoniaco e malvagio non potrebbe avere una fisionomia più adeguata all’interpretazione del suo ruolo. Questo ci porterebbe a credere che ci sia stata un’attentissima e meticolosa scelta in fase di casting. In realtà non è andata esattamente così.

La creazione di Bob nasce infatti da una serie di casualità avvenute sul set, tra cui proprio la scelta dell’attore che lo ha interpretato. Frank Silva era l’arredatore ed assistente alla scenografia, che dopo essere apparso casualmente in alcune scene – come quella in cui la madre di Laura si alza disperata dal divano e inizia ad urlare – venne scritturato per interpretare il ruolo di uno dei cattivi più famosi e inquietanti del piccolo schermo. La figura di Bob venne quindi costruita appositamente attorno alla figura di Frank Silva, il quale fu capace di un’interpretazione al pari degli attori professionisti.

5) Un tema musicale etereo e sublime

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Laura Palmer’s Theme è l’inconfondibile tema principale di Twin Peaks che ha accompagnato la serie per oltre 25 anni. Siamo convinti che non tutti sanno che per comporre questo pezzo il compositore Angelo Badalamenti ha impiegato solo 20 minuti, seguendo le istruzioni di Lynch, che gli chiedeva di comporre immaginando sulle sue parole:

Siamo in un bosco scuro ora e c’è un vento leggero che soffia tra gli alberi di sicomoro e c’è la luna fuori. E c’è qualche voce di animali in sottofondo e puoi sentire il bubolare di un gufo. Sei in questo bosco oscuro, fammi semplicemente entrare in questa bellissima oscurità con questo vento leggero.

Una volta terminato, Badalamenti chiese a Lynch del tempo per sviluppare meglio il tema, ma la sua risposta fu più che eloquente: “Don’t change a single note. I see Twin Peaks.” Il resto è storia.

6) La relazione tra Dale Cooper e Audrey Horne

La relazione tra Dale Cooper e Audrey Horne fu inizialmente concepita come storyline a lungo termine ma fu interrotta su richiesta dello stesso attore Kyle MacLachlan che motivò la sua richiesta, considerando scarsamente credibile una storia d’amore nata fra un agente ligio e integerrimo come Dale una giovanissima ragazza minorenne.

In realtà questa spiegazione fu contestata da molti, dal momento che la stessa Audrey affermava di avere diciotto anni e di essere all’ultimo anno di liceo. Soltanto dopo anni, la verità a riguardo è emersa: Lara Flynn Boyle che interpretava Donna Hayward nello show era all’epoca delle riprese la compagna di MacLachlan. L’attrice non andava d’accordo con la Fenn e, proprio per questo, non voleva quindi che il suo ragazzo girasse scene romantiche che prevedessero un ravvicinato contatto fisico proprio con lei.

7) I fan della serie che non ti aspetteresti

Twin Peaks è una serie amatissima dai grandi personaggi dello spettacolo, dai grandi autori del cinema e.. dalla Regina Elisabetta. Si racconta che durante un concerto privato di Paul McCartney in suo onore, la Regina abbia interrotto l’esibizione dell’ex Beatles per non perdersi un episodio della serie che stava per essere trasmesso in diretta. Se neanche la Regina di Inghilterra riesce a resistere a Twin Peaks, come possiamo pretendere noi di riuscirci?

Inoltre, anche Mikhail Gorbaciov fu grande fan di Twin Peaks tanto che fece pressioni su Bush affinché operasse per far rivelare il nome dell’assassino di Laura Palmer. A quanto pare Twin Peaks era una cosa seria per tutti!

8) L’angosciante Loggia Nera

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Fra le sequenze più evocative di Twin Peaks rientrano a pieno titolo quelle della Loggia Nera con i suoi inconfondibili drappeggi rossi e l’atmosfera di temporalità sospesa. Per intensificare la sensazione di inquietudine degli spettatori, Lynch chiese agli attori di recitare le loro battute al contrario. Le registrazioni sarebbero poi invertite in post-produzione in modo da rendere le frasi comprensibili, ma conservando strane pronunce capaci di comunicare questo senso di angoscia costante. Il personaggio che più si servì di questo geniale espediente fu quello del nano, interpretato da Michael J. Anderson.

9) Un enigma alla seconda

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L’enigma sull’assassino di Laura Palmer non ha tenuto sospesi soltanto noi ma perfino i membri del cast stesso. Per evitare che ci fossero fughe di notizie sull’identità dell’omicida, furono girate due diverse versioni dell’omicidio di Madeleine Ferguson per mano di Bob. Nella prima ad essere posseduto dallo spirito demoniaco era Benjamin Horne, mentre nella seconda il colpevole era il padre di Laura, Leland Palmer. Nemmeno gli attori coinvolti erano certi della verità, e quando Ray Wise (Leland) seppe che il colpevole era il suo personaggio ne rimase sconvolto perchè sperava fosse Benjamin Horne. Per Lynch fu fondamentale mantenere un alone di mistero continuo, infatti, i membri del cast hanno raccontato di aver ricevuto solo le proprie battute e mai quelle degli altri.

Inoltre, Lynch subì numerosissime pressioni da parte di ABC affinché rivelasse l’identità dell’assassino di Laura Palmer, a cui il regista si oppose per timore di perdere ascolti. Quando decise di farlo a metà della seconda stagione, il calo degli spettatori gli diede ragione.

10) L’albergo di Twin Peaks esiste davvero

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L’albergo in cui si svolgono la maggior parte delle scene della serie esiste per davvero. Si chiama Salish Lodge e si trova nello stato di Washington ed è possibile alloggiarvi. Per un’esperienza immersiva totale in puro spirito Twin Peaks!

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Scritto da Concetta Moschetta

Sono un’instancabile ambiziosa, scrivere è il mio momento catartico, inoltre ciò che so non mi basta mai. Ho l’abitudine di perdermi in continuazione per poi ritrovarmi nelle pagine di un romanzo, sulla poltrona di un cinema o nel buio della mia stanza con una serie tv.

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