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The Walking Dead 9×12 – La calma prima della tempesta

The Walking Dead 9x12

Sta per succedere qualcosa di grosso, di spaventoso, di terribile e in The Walking Dead 9×12 si pongono le basi per un evento che cambierà il corso della storia di molti personaggi.

La Fiera è alle porte e questo episodio sembra celebrare la classica calma prima della tempesta: non succede molto, ma aleggia un’aria di tragedia imminente. C’è un’atmosfera sospesa, rarefatta, che sa di presagio. È una lenta preparazione a ciò che verrà, inevitabile e mostruoso.

Conosciamo meglio Alpha e quello che è riuscita a creare: un vero e proprio culto. I Sussurratori dipendono da lei, la seguono come un messia, anche se mi chiedo come nessuno si renda conto che la donna è pazza. I Sussurratori sono davvero tanti e si affidano ai suoi desideri e al suo scellerato stile di vita senza fare una piega. C’è qualcosa, nella donna, che mi ricorda Martha di Fear The Walking Dead e non so se sia una cosa positiva, ma il personaggio è reso davvero bene.

Alpha è una bestia, non è più un essere umano.

The Walking Dead 9x12
The Walking Dead 9×12 – La nuova prospettiva

C’è un atto in questo episodio che dà il giusto metro di giudizio per misurare la brutalità di Alpha: due dissidenti la mettono in discussione e lei non esita a uccidere a sangue freddo, senza fare una piega. È una morte scioccante e crudele, ma dato che non sappiamo quasi nulla della vittima, non ha lo stesso impatto emotivo delle grandi morti cruente come quelle di Abraham, Glenn o Noah. Abbiamo però un bel quadretto su Alpha e sul suo modus operandi: con lei non si scherza e faremo bene a tenerlo ben presente tutti quanti.

I riflettori vengono puntati su un altro personaggio essenziale, il braccio destro di Alpha, Beta, con il volto Ryan Hurst. Il barbuto attore, già conosciuto per aver interpretato Opie in Sons of Anarchy, riesce a essere la spalla perfetta per la villain perfetta.

Si diceva della Fiera: chi legge il fumetto di The Walking Dead conosce bene che momento importante sia per la dinamica della storia. L’attesa è quindi tanta.

The Walking Dead 9×12 – Alpha materna

Michonne non pone il veto ad Alexandria, per cui ci sarà una delegazione della comunità che presenzierà all’evento organizzato dal Regno. L’idea che qualcosa di tremendo possa succedere mentre c’è una festa in corso è decisamente inquietante. Ancora in lutto per la perdita di Rick, Michonne è cambiata: più chiusa, più severa, in costante conflitto, tenta di mettere in guardia la figlia su Negan, lui è “un mostro”. La bambina però le apre gli occhi:

No, non è vero: è un essere umano.

Un essere umano: questo è Negan. Quello che ha trascorso gli ultimi anni della propria vita rinchiuso in una cella, con solo una bambina a dargli ascolto. Forse è cambiato e, forse, potrà essere un valido supporto nella lotta contro i Sussurratori.

Abbiamo ormai capito che Henry ha preso il posto di Carl. Lo vediamo quindi alle calcagna del gruppo di Sussurratori, ma, al contrario del primogenito dei Grimes, Henry non è altrettanto scaltro e navigato: si fa infatti catturare subito. Episodio dopo episodio, Henry si sta rivelando sempre più fastidioso e diventa davvero difficile giustificare le sue azioni. Fortunatamente per lui, Daryl e Connie sono due angeli custodi che non lo lasciano alle sue azioni scellerate (come, forse, meriterebbe, diciamolo a bassa voce).

The Walking Dead 9×12 – Il mostruoso volto dei Sussurratori

Henry è un ragazzo innamorato e per amore, si sa, si fanno tante sciocchezze.

E, a proposito di amore, c’è un quadrilatero insospettabile che unisce Siddiq, Gabriel, Eugene e Rosita. Posto che Gabriel nei panni di latin lover non è assolutamente credibile, la coppia Rosita/Siddiq è, paradossalmente, di gran lunga più accettabile. Eugene è già stato relegato nella famigerata friendzone, quindi è il più fuori dai giochi, per quanto anche il più sincero. Eugene è una boccata d’aria fresca, riesce sempre a far sorridere, malgrado tutto.

Cosa manca al momento a The Walking Dead?

Posto che questa stagione è sicuramente un deciso salto in avanti rispetto alla 8 (e alla 7), mancano i grandi personaggi: ci sono Daryl, Carol e Michonne, ma gli altri sono un contorno trascurabile, perfino gli storici Tara, Rosita e Aron rimangono sullo sfondo. E i personaggi “nuovi”, come il gruppo di Magna, non hanno ancora chissà quale fascino.

Aspettiamo dunque la Fiera con una certa trepidazione, nel frattempo “Guardians” scorre via in preparazione del vero momento clou.

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Written by Bruna Martinelli

Laureata in lingue e letterature straniere, impiegata, moglie e mamma felice. Appassionata di serie tv, viaggi, musica, cucina. Scrivo di tutto, da sempre, per tutti. Non prendetemi mai sul serio, non lo sono quasi mai.

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