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Dalla mia finestra – La Recensione: abbiamo già, a Febbraio, il peggior film del 2022?

Prendete Twilight, After e The Kissing Booth, metteteli insieme, aggiungete musiche orrende, dialoghi assurdi e nomi improbabili. Et voilà, vi presento Dalla mia finestra.

Difficilmente mi sbilancio così tanto in una recensione, ma questo film è stata una tortura dall’inizio alla fine, e più volte sono stata sul punto di chiudere il computer nel mezzo della visione. Ma alla fine mi sono sacrificata per voi. Dalla mia finestra è un film spagnolo, e se ultimamente la Spagna si era riconquistata il suo pubblico grazie a diverse serie di successo (pensiamo a La Casa de Papel oppure a Élite), questo film meriterebbe il premio come la produzione peggiore del 2022 (sì, già a febbraio).

La trama di Dalla mia finestra

dalla mia finestra

Partiamo dalla trama: la protagonista è Raquel, una piccola stalker indisturbata che passa le giornate a scaricare foto da internet del suo vicino di casa. Costui altri non è che Ares Hidalgo, erede di una grandissima azienda, liberamente scopiazzata nelle sembianze dalla sede di Tony Stark (Ironman). Ares è fratello di Artemis e Apollo (si, avete letto bene, pelle d’oca), e i tre invece di vivere in un mega attico insieme alla famiglia vivono in una casa qualunque, in un quartiere qualunque. La storia tra i due ragazzi inizia quando, una sera, Raquel scopre Apollo nel suo giardino, intento a utilizzare il suo Wi-Fi. Qui ho iniziato a storcere il naso, non tanto per i rumori di fondo in cui si sentono per tutto il film dei cani che abbaiano e che non vediamo mai, ma principalmente perché mi sono domandata: “possibile che questi non abbiano un Wi-Fi?”.

Il primo incontro dei due non promette bene, ma Raquel non demorde e decide di ampliare le sue doti da stalker iniziando a seguirlo. Così i due si ritrovano in un cimitero. La scena che segue, tratta chiaramente da Twilight, è a dir poco imbarazzante. I dialoghi si sono svolti più o meno così:

  • Ares: “e allora che vuoi?”
  • Raquel: “voglio che ti innamori di me”
  • Ares: “ma non mi piaci”
  • Raquel: “ok dai, accompagnami all’uscita del cimitero”
  • Ares: “ok ma solo se posso baciarti dove voglio”

Minuto di silenzio. Ma proseguiamo. Le vicende di Raquel proseguono e iniziano i tira e molla con Ares, che nel frattempo ha iniziato a spiarla e si intrufola in camera sua come Edward Cullen. Chiaramente abbiamo anche il Jacob della situazione, l’amico Yoshi palesemente innamorato di lei, e la migliore amica, che altro non è che la brutta copia di Maddy di Euphoria.

I due iniziano a deliziarci con amplessi sessuali che neanche After era riuscito a offrirci, ma su questi mi rifiuto di spendere una parola di più perché solo a ripensarci mi vengono i brividi.

Ares e la sua famiglia

dalla mia finestra

Pian piano, in Dalla mia finestra vengono introdotti anche i due fratelli: Apollo, che non si capisce esattamente quanti anni abbia, e Artemis che meritava più spazio (chi ha visto il film sa di cosa parlo).

A un certo punto (figuriamoci se poteva mancare questa parte in un film così originale), arriva il discorsetto del padre sul futuro. Ovviamente Ares non vuole prendere in mano le redini dell’azienda e non vuole andare a Stanford (wow, troppa originalità qui stiamo calmi). Il padre, dunque, gli fa un bellissimo discorso concludendo con “porta a letto tutte le ragazze che vuoi ma non vedere più quella ragazza”, il tutto motivato da un evento passato in cui Ares becca la madre a letto con un altro uomo.

Insomma, il tutto si sussegue tra amplessi sessuali imbarazzanti, lui che la vuole, poi non la vuole, lei che è una dura e poi una sottona (After, insomma). In tutto ciò non si capisce in che periodo dell’anno siamo. Sembra estate, ma vanno a scuola, poi sembra autunno, ma sono sempre vestiti leggeri.

Ah, e continuano a sentirsi dei cani abbaiare in sottofondo.

Il finale di Dalla mia finestra è poesia

Dopo l’ennesima litigata i due si separano di nuovo, ma allo stesso tempo si avvicina il ballo della scuola. Raquel va al ballo, fiduciosa che alla fine Ares l’avrebbe raggiunta, e infatti il ragazzo scappa dalla cena di famiglia e inizia a correre in mezzo alla strada fino al ballo. Una volta arrivato entra a scuola, scende le scale e si trova di fronte alla porta a vetri della palestra (lo specifichiamo poiché assurdo), si vede la gente dentro che balla e si sente la musica (non i cani, finalmente), ma lui domanda ugualmente a un presente “dov’è il ballo?”. Perché?, ma chi ha scritto i dialoghi?

Alla fine incontra Yoshi e i due hanno un confronto fatto di battute assurde, che sfocia in uno scontro fisico che porta Ares a cadere dentro la piscina. Yoshi si spaventa e mentre scappa rovescia nella piscina, grande quanto un quartiere, una tanica di una sostanza scivolosa. Ovviamente Ares nel tentativo di alzarsi scivola sulla sostanza che guarda caso era finita proprio sotto i suoi piedi (ricordo: piscina grande quanto un quartiere). 

Attenzione, la descrizione che segue è ricca di assurdità.

Ares scivola nell’acqua, e tenta disperatamente di risalire. Purtroppo cercando di scalare un muro liscio e obliquo (ragazzo sveglio) continua a ricadere in acqua e perde i sensi. Nel frattempo, Raquel scopre il misfatto da Yoshi e corre alla piscina.

Incredibilmente, Raquel scende in acqua da una scaletta che era esattamente a un metro da Ares, ma se questo non fosse già assurdo, ecco l’apice: l’acqua le arriva letteralmente alle ginocchia e Ares che è più alto di lei stava affogando in quella che potremmo a questo punto definire una pozzanghera.

Dopo un’ora e mezzo, finalmente la fine

Dopo un tempo che ci sembra interminabile, finalmente ci apprestiamo al finale. Ares entra in coma, e la sua fidanzata in sala d’aspetto nel dubbio continua a scrivere le sue assurdità nelle note del telefono. Come prevedibile, alla fine Ares si sveglia e le confessa di amarla.

La scena finale di Dalla mia finestra vede la ragazza accompagnarlo in aeroporto.
In sottofondo sentiamo questo monologo di Raquel che racconta le ultime scene (no non sto parlando di The Kissing Booth). Alla fine, scopriamo che questo discorso è diventato un libro, letto durante una presentazione dalla stessa Raquel, con la commozione (o disperazione) dei presenti.

Ps: alla fine Ares ammette di aver volutamente staccato il Wi-Fi per approcciarsi a lei. Ah ok, adesso si che questo film ha un senso.

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