ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di The Gentlemen!!
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →È tornata cinica, frenetica, iper-stilizzata, aggressiva e ritmata come sempre. La seconda stagione di The Gentlemen, uno dei titoli più attesi di settembre, è disponibile da giovedì 3 settembre su Netflix. Ancora Guy Ritchie. Ancora Theo James. E ancora sparatorie, festini eleganti, gangster strampalati, dimore dell’alta aristocrazia, nobildonne e lord inglesi, erba, spacciatori, criminali in completo, faide tra rivali, politica, affari, buongusto, bigliettoni e vini da collezione. Il gusto ricercato dello sfarzo, dell’eleganza da salotto, trova in The Gentlemen la sua massima espressione. I protagonisti sono sempre loro: i ricchi. Le trattative si concludono sorseggiando whisky o facendosi servire il tè dagli intendenti, la cornice è sfarzosa ma non pacchiana, le battute raffinate, ricercate.
Gli affari incontrano la teologia. Riflessioni filosofiche si accompagnano ad accordi criminali. La moneta non è solo merce di scambio, è una prerogativa estetica, un gingillo da esibire. Il potere è potere temporale e spirituale, un passaggio liturgico, teologia alta ed escatologia della nobiltà. The Gentlemen è tante cose. E questa seconda stagione dello show si evolve, si espande, esplora tracciati nuovi. Avevamo lasciato il nostro protagonista, Eddie Horniman, a capo di un vastissimo commercio di droga. Dopo averlo ereditato da suo padre, Eddie lo ha salvaguardato e rilanciato, scoprendosi un gangster raffinato dall’alto potenziale criminale.
Nella prima stagione di The Gentlemen abbiamo conosciuto il protagonista come un rampollo della nobiltà inglese un po’ riluttante a intraprendere il percorso criminale.
Agiva principalmente per risolvere i problemi finanziari della famiglia, appianare i debiti del fratello e sfilarsi gradualmente da quel mondo che sentiva non appartenergli. Poi però ci ha preso gusto e lentamente si è trasformato in qualcosa che neppure lui poteva sospettare. Ha assaggiato il dolce succo del potere e gli è piaciuto. La prima cosa che cambia tra la prima e la seconda stagione di The Gentlemen è quindi proprio il protagonista, interpretato da un Theo James sempre più a suo agio con il personaggio. I primi episodi del nuovo capitolo ce lo mostrano fatalmente attratto dalle prospettive del potere. Non è più solo una questione di trovare una scappatoia o di far soldi per il gusto di farli. Parliamo di fascinazione del potere, un soggiogamento al quale chi dispone di parecchie risorse finisce per arrendersi.
Tra gli obiettivi di Eddie c’è quindi quello di espandere il proprio impero della droga e di puntare ai vertici della catena di comando. Non più solo il sottobosco criminale, per quanto raffinato possa essere, ma il centro nevralgico del potere. La politica. Diventare un Pari e ereditario è il primo obiettivo di Eddie. Espandere la propria influenza criminale oltre i confini di casa il passaggio essenziale per poterci riuscire. The Gentlemen 2 si apre quindi al mondo esterno, abbraccia una dimensione geografica più ampia. Diventa qualcosa di più grande, di più variegato, di più stratificato.
Questa apertura produce una prima naturale conseguenza: aumentano i personaggi e si allarga il cast.
E per il pubblico italiano è una gran bella notizia, perché le new entry di The Gentlemen 2 sono Sergio Castellitto e Benedetta Porcaroli. Castellitto è un boss mafioso italiano che, tra i vari affari criminali, gestisce ovviamente anche traffici di droga. Benedetta Porcaroli è Bella, la sua figlioccia che a un certo punto subentra al suo fidanzato morto nella gestione degli affari del boss. Eddie e Susie hanno colonizzato “il sud”, acquisendo dimore nobiliari in Italia e trasferendoci la loro produzione di droga. Ma più il quadro si fa complesso, meno prevedibili sono le conseguenze nefaste cui i protagonisti vanno incontro. Conciliare gli interessi dei Glass con i nuovi appetiti di Marco Moretti porta a delle scelte che Eddie deve valutare nell’ottica degli obiettivi che si è prefissato.
C’è quindi tutto un intreccio di affari sporchi, politica, ritorsioni e ricatti in The Gentlemen 2 e da questo punto di vista la trama diventa molto più movimentata. La firma di Guy Ritchie è leggibile in ogni passaggio: regia movimentata, montaggio frenetico, ricercatezza nello stile, umorismo nero, colonne sonore pulp, personaggi bizzarri con strane ossessioni, scritte e spiegazioni dei piani che si sovrappongono alle immagini. Il gangster movie targato Guy Ritchie ha i suoi indiscutibili punti di forza e riesce ad attirare l’attenzione dello spettatore perché punta a una visione che sia principalmente intrattenimento. Vivace e frenetico intrattenimento.
C’è un’esplorazione più massiccia dei personaggi, in particolare di quello del protagonista.
Eddie conosce il successo e la caduta, viene incoronato in cerimonie pompose e annaspa nel fango nell’arco della stessa stagione. La sua parabola tende a modificare il suo personaggio, a renderlo qualcosa di diverso da quello che era all’inizio di The Gentlemen. Non più solo un gentiluomo con il talento per gli affari, ma un gangster spietato assetato di potere. L’immagine con cui si chiude The Gentlemen 2 è piuttosto esplicativa del cambiamento subito dal suo protagonista. L’evoluzione dinamica dei protagonisti è uno degli elementi di forza di questa seconda stagione di The Gentlemen. Ciascuno di loro ha subito un processo di maturazione, in negativo o in positivo. Nessuno è rimasto bloccato ai punti di riferimento della prima stagione e questa dinamicità si riflette in ogni altro aspetto della serie.
Anche l’umorismo inconfondibile tipico dello show non ha perso la sua verve. A rappresentare la linea comica di The Gentlemen è sempre il personaggio di Freddie, più defilato rispetto alla prima stagione ma comunque presente. I dialoghi e le battute comunque sono sempre serrate e ricercate e i botta e risposta dei personaggi danno luogo spesso a battute in cui emerge chiaro quel senso dell’umorismo tipicamente britannico. È difficile giudicare negativamente la seconda stagione di The Gentlemen. È vero che ci sono stati degli episodi che hanno girato un po’ troppo a vuoto, ma questi sono compensati da quelle accelerazioni improvvise di trama e ritmo che rendono The Gentlemen un ottimo prodotto di intrattenimento.
I nuovi episodi sono più dispersivi, è vero.
Mentre la prima stagione era ambientata tutta tra le dimore aristocratiche inglesi e i loro scantinati criminali, la seconda si apre a scenari nuovi. Molte scene sono ambientate in Italia, dove quello stile un po’ british lascia il posto a un’eleganza vecchio stile made in Italy. Ma The Gentlemen 2 arriva anche in Sudamerica, attraverso gli accordi di Susie Glass. Questa nuova apertura a volte rende la trama più dispersiva e sfilacciata ma, come abbiamo detto, Guy Ritchie ha inserito dei plot twist e delle sequenze talmente impattanti da far passare in secondo piano il resto.
Questo show si riconferma una vera serie d’autore e riporta alla ribalta il nome di Guy Ritchie, troppo spesso sottovalutato dalla critica (a proposito, sta tornando anche la sua MobLand). La parabola di Eddie Horniman non si è però esaurita, tutt’altro. Il finale di The Gentlemen 2 ci ha mostrato un protagonista cambiato, che è passato attraverso dolore e sofferenza. Un uomo che è caduto e si è rialzato, più arrabbiato di prima, più assetato di potere. Guy Ritchie non ha nessuna intenzione di interrompere qui l’esperienza di The Gentlemen e ci regalerà anche una terza stagione dello show!










