Certe volte il pericolo più grande non arriva da fuori dalle mura, ma da chi ci ha versato da bere ogni sera senza che nessuno si facesse troppe domande. “Hourglass” prende tutto quello che avevamo dato per scontato su Dillard – l’eccentrico gestore di bar, il barista con il pallino dei walker addomesticati, il confidente improbabile di Negan – e lo fa a pezzi in un’ora che trasforma la stagione in qualcosa di molto più cupo di quanto ci aspettassimo.
Una nuova puntata che ci porta quasi alla resa dei conti della terza stagione di The Walking Dead: Dead City 3. Manca un episodio alla fine, e questa puntata lo sa bene
Credits: AMC
L’episodio riprende esattamente da dove il tuffo nella realtà alternativa ci aveva lasciati. Negan ha ucciso Fabian, e nel farlo ha anche eliminato, prima per errore e poi deliberatamente, i due walker che Dillard teneva come compagnia. Inclusa quella a cui aveva dato un nome, quella con cui credeva di condividere qualcosa che assomigliava, nella sua testa, all’amore. È un gesto che avrebbe dovuto restare un dettaglio marginale, la vendetta privata di un uomo che ha perso l’unica relazione – per quanto grottesca e malata – che gli restava. E invece diventa la miccia che fa esplodere tutto.
Quello che rende Hourglass così efficace è la lentezza con cui costruisce il proprio inganno. Dillard racconta a Renata una versione distorta di quanto accaduto, convincendola che sia stato Negan a sfregiargli il volto. Un dettaglio che, lo scopriamo poi, si è procurato da solo tagliandosi la faccia con le proprie mani pur di rendere credibile la propria messinscena. Una cosa che nessuno – guardando quell’uomo ridere e versare drink dietro il bancone per due stagioni – avrebbe potuto effettivamente prevedere. E proprio in questo The Walking Dead: Dead City 3 gioca con lo spettatore: ci ha fatto affezionare a un personaggio bizzarro e apparentemente innocuo solo per rivelarci, all’improvviso, che dietro quella bonarietà si nascondeva qualcuno che aveva già smesso da tempo di considerare le altre persone come esseri umani, walker compresi.
Maggie, dal canto suo, rifiuta di prendere per buona la versione di Dillard. La donna che un tempo avrebbe colto al volo qualunque scusa per liberarsi di Negan ora è quella che gli si oppone accanto, che pretende i fatti prima di condannarlo, che riconosce quanto lui sia diventato prezioso per la comunità che ha contribuito a costruire. Il dialogo tra i due nel bar, mentre fuori si organizza la caccia all’uomo, è la dimostrazione del tempo che è passato tra queste tre stagioni. Di cosa sia successo tra loro nel frattempo.