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Skam Italia: l’adolescenza passa finalmente dalla tv

Skam Italia è una serie tv italiana realizzata da Ludovico Bessegato e andata in onda su TIMvision a partire dal 2018, fino all’acquisto da parte di Netflix che ha permesso la realizzazione di una quarta stagione dopo la cancellazione della serie nel 2019.

Non tutti sapranno che il progetto di Skam nasce da una web serie norvegese risalente al 2015, successivamente esportata in Francia, Spagna e Italia con lo stesso titolo e sostanzialmente anche con la stessa trama, calata ogni volta in un diverso contesto socio-culturale. Inizialmente si trattava di un esperimento innovativo, basato sul tentativo di creare una serie la cui narrazione fosse integrata da una serie di contenuti – video, profili Instagram creati ad hoc e post – diffusi su più piattaforme. Insomma, un vero e proprio prodotto transmediale fortemente immersivo, realizzato a partire da un’attenta analisi del target. Con il tempo il progetto Skam ha perso queste caratteristiche, infatti la versione italiana propone una modalità di fruizione molto più tradizionale, accompagnata da una certa attività sui social che risulta del tutto accessoria.

Quello che Skam Italia non ha perso è l’onestà che caratterizza il suo modo di parlare di adolescenza, anch’esso rivoluzionario. Fra le serie presenti nel catalogo di Netflix, moltissime parlano di adolescenti, ma poche come si deve. Negli ultimi anni, il genere del teen drama è stato uno dei più esplorati in una serie di schemi e stereotipi, con davvero poche variazioni. Un po’ perché l’esperienza adolescenziale sembra essere la stessa per tutti, un po’ perché in fondo la stereotipizzazione ha sempre funzionato quando rivolta a quel preciso target, ci siamo sempre trovati davanti a uno stuolo di ragazzi popolari e mean girls, contrapposti ad altrettanti outsider in una perenne lotta per la sopravvivenza, all’interno di quello che viene descritto come l’ambiente più crudele di tutti: il liceo.

skam italia

Da questa tendenza generale Skam Italia prende le distanze, portando sui piccoli schermi una quotidianità semplice, molto vicina a quella che gli spettatori vivono, per ricordarci che l’adolescenza è un’esperienza bella ed emozionante anche senza tanti drammi o grandi eventi che esulino dalla gita fuori porta. Nessun eccesso, nessuna svolta assurda nella trama, solo un gruppo di adolescenti di Roma alle prese con eventi assolutamente ordinari, che vivono amicizie e amori, si divertono, sbagliano, litigano e fanno pace. E soprattutto, parlano con un lessico credibile per la loro età, fatto non del tutto scontato.

Ogni stagione è dedicata a un personaggio, seguito in diversi momenti della giornata. La prima stagione ha come protagonista Eva, adolescente insicura che vive un periodo di cambiamenti e cerca di creare legami nella nuova scuola dopo aver chiuso i rapporti con le sue vecchie amiche per via della sua storia d’amore con Giovanni, con il quale intrattiene una relazione tormentata. Il discorso sull’amore adolescenziale, che tornerà nella terza stagione – dedicata al personaggio di Eleonora – assume una diversa declinazione nella seconda che invece segue Martino, migliore amico di Giovanni, nella scoperta della propria omosessualità, descrivendone il percorso in maniera realistica e sincera, priva della solita tendenza a drammatizzare. L’ultima stagione infine pone al centro la questione dell’integrazione attraverso il vissuto del personaggio di Sana, raccontandone il tentativo di conciliare la propria fede musulmana con la vita da adolescente in Italia.

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Chiunque abbia visto Skam Italia concorda sul fatto che la serie sia riuscita a interpretare impeccabilmente la sensibilità della generazione Z, in primo luogo grazie al modo in cui affronta il tema della sessualità, a cui i personaggi si approcciano in maniera diversa ma sempre con curiosità, mai tormento e senso di colpa, in secondo luogo riuscendo a far capire cosa significhi fare coming out per un adolescente oggi, non più un salto nel vuoto ma nemmeno un passo semplicissimo. Anche nell’affrontare temi importanti dal punto di vista educativo – cyberbullismo, malattie mentali, disturbi alimentari e molestie sessuali – non risulta mai pesante.

Skam Italia, senza avere la pretesa di infilarci proprio tutto, riesce a offrire uno spaccato soddisfacente della nostra società, concentrandosi solo sui ragazzi e tenendo volutamente fuori le vicende degli adulti che li circondano, a meno che non abbiano uno specifico impatto sui figli. Ciliegina sulla torta è senza ombra di dubbio la quarta stagione, che ospita uno dei dialoghi più commoventi della serie, quello tra Sana e Martino nell’episodio “Domande stupide” (4×07): dopo che Sana ha spiegato all’amico che mettersi il velo è per lei una scelta femminista in quanto non imposta, come quella di arrivare vergine al matrimonio, Martino, che più di ogni altro capisce cosa significhi sentirsi diverso, le fa presente che nessuno può sapere i suoi perché se non è mai disposta a fornire risposte intelligenti a ogni domanda stupida.

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L’importanza della comunicazione viene messa in risalto spesso nel corso della serie, in quanto ogni volta che un personaggio fa crollare il muro di silenzio dietro il quale si nasconde quando ha un problema, quest’ultimo sistematicamente si risolve. Questo è ciò che Skam cerca di insegnare al proprio giovane pubblico: ogni problema, anche quello che può sembrare più insormontabile, non è mai irrisolvibile quando si è disposti a parlarne. Forse il messaggio più importante che si potrebbe trasmettere a una generazione che della comunicazione costante ha fatto una normalità, ma che talvolta si tira indietro quando dovrebbe parlare delle questioni più intime, venendone sopraffatta.

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Scritto da Valentina Zucca

Il binge watching è la mia unica costante.

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