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Grey’s Anatomy 17×08 – L’ultimo saluto a un amico

Grey's Anatomy

Bentornati con la recensione dell’ottavo episodio della diciassettesima stagione di Grey’s Anatomy (qui ciò che sappiamo sul finale di stagione). Come ci aspettavamo, questa non è stata una puntata semplice, soprattutto per l’ultimo saluto ad Andrew DeLuca.

Nonostante la cerimonia in suo onore non sia stata il fulcro dell’episodio, diversamente da come ci saremmo aspettati, devo dire che quel tributo è stato davvero emozionante e sicuramente ben accetto. Mi si è stretto il cuore nel vedere le reazioni di tutti i colleghi, ma soprattutto quella di Carina DeLuca che è stata straziante. Ho amato Miranda Bailey. Ho amato la difficoltà che ha provato nell’accettare la morte del collega, difficoltà accresciuta dal dolore già ingombrante della perdita di sua madre a causa del covid e di quello per la condizione di Meredith. Ho amato quel momento che ha avuto con McWidow e ho amato il coraggio che ha dimostrato nell’ andare da Richard e nell’ ammettere che aveva bisogno di tornare a casa, di stare lontana per un po’ dall’ospedale e di processare il lutto con la sua famiglia.

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Altro personaggio che mi è piaciuto tantissimo in questo episodio di Grey’s Anatomy è stato Richard Webber. Non ha fatto granché – diranno i più scettici – ma in realtà non è così. L’abbiamo visto estremamente vulnerabile, provato dalla morte di DeLuca, ma anche dalla situazione che sta vivendo in ospedale, da quella di una Meredith sempre meno incline alla ripresa – o almeno così è sembrato fino a metà episodio – e sempre più scettico nei confronti della propria fede che – ricordiamoci – è parte fondamentale del suo percorso di sobrietà.

La confessione che ha fatto a Miranda, il coraggio che ha avuto nell’affrontarla pur sapendo del suo dolore, sono stati tutti elementi che mi hanno fatto sentire il bisogno fisiologico di battergli le mani e tifare per lui. Quella scena con Catherine nella sala riunioni è stata pazzesca, ci hanno regalato un bel momento di fragilità, sì, ma anche di verità. Perciò grande Richard, continua così!

Mi è piaciuto molto anche Hayes, McWidow. Non fraintendetemi sono grata a Krista Vernoff e a Grey’s Anatomy per ogni istante Merder che ci sta regalando, ma dobbiamo essere obiettivi e ricordarci che Derek è tanto un’allucinazione per Meredith quanto lo è per noi. Non è reale, il nostro amato dottor Shepherd è passato a miglior vita da millenni ormai, è già concime per il terreno, è tempo che qualcun altro prenda il suo posto e McWidow non mi dispiace affatto. È molto attraente, è premuroso, è un genitore e ha un vissuto simile a quello della Grey, soprattutto in fatto di perdite.

Non avrà la presunzione di credere di essere il grande amore di Meredith così come, invece, faceva Andrew (e di questo sono fortemente convinta), perché sa benissimo che il grande amore lei lo ha già vissuto, così come lui lo ha già vissuto e da questo punto non si può che andare avanti, continuare a crescere e a sopravvivere accanto a qualcun altro a cui si vuole bene e che capisce. E poi ripeto: è molto attraente. Sì, è vero, io ho un debole per i tipico ragazzo triste come quello che di cui cantava Patty Pravo e, perciò, Hayes mi piace un sacco, sarò una voce fuori dal coro, ma poco mi importa.

Perciò, caro Hayes, con la tua voce, con i tuoi racconti continua a non mollare e a tirare Meredith dalla tua parte in questo gioco del tiro alla fune mistico, convincila a non mollare. Riportala da te, ma soprattutto riportala da noi perché in questo momento abbiamo bisogno solo di gioie. Il che ci porta al prossimo punto e qui cominciano a tremarmi le ginocchia. La Altman ha cominciato a vedere DeLuca dappertutto in ospedale. L’ultima volta che un personaggio (Izzie) di Grey’s Anatomy vedeva un fantasma, la buonanima di Denny Duquette, aveva un tumore.

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Sappiamo bene la tendenza dei pazzi furiosi che scrivono le puntate di uccidere malamente e senza motivo i personaggi e dopo la gogna a cui hanno sottoposto la povera Teddy ho paura che lei possa essere la prossima vittima sacrificale e non posso accettarlo. Posso accettare solo una bruttissima e orrenda morte di Owen Hunt, ma Teddy no. Il mio primo pensiero è stato che si fosse beccata il covid e spero fortemente che non sia così perché BASTA!

Lasciamoci questo orribile pensiero alle spalle e passiamo ai miei amati Amelink che finalmente vediamo litigare. E dico finalmente perché non era tanto normale che non litigassero. Link è un santo, ma anche ai santi è permesso di mandare in giro qualche vaffa ogni tanto. Ho adorato tutta questa dinamica e ho adorato la sua uscita di scena dopo la lite in cui ha esclamato: adesso me ne vado, ma torno perché non sono un cattivo ragazzo. Ho pianto dalle risate e avevo la stessa faccia allibita, ma in fondo divertita, di Amelia, che poi è la stessa espressione che si fa quando un bambino piccolissimo imita gli atteggiamenti degli adulti e ci ritroviamo a guardarlo con un misto di stupore e tenerezza.

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Passiamo al trio divertente dell’episodio e di cui Link fa parte assieme a Jo e Jackson (che c’entrava poco con loro ed era l’elemento non propriamente divertente). Insomma, era quello che diventa divertente per transitività, perché sta con gente divertente, ma che in realtà non lo è. Ogni volta che in Grey’s Anatomy ci benedicono con l’amicizia tra Link e Jo, io divento improvvisamente felice come una pasqua. Hanno un rapporto stupendo, un rapporto tipo fratello-sorella e lo amo alla follia. Penso che vengano sfruttati poco e che bisognerebbe approfondire meglio questa dinamica perché è interessantissima, divertente e alleggerirebbe un po’ il peso di questi episodi poco felici.

Insomma, l’episodio è stato molto forte emotivamente e ancora devo realizzare a pieno che Andrew DeLuca sia morto. Non perché mi piacesse particolarmente, semplicemente perché ce l’hanno tolto all’improvviso: è folle, è assurdo. Spero vivamente che Meredith si riprenda e non vedo l’ora di rivedere la mia amata April Kepner che, come sapete, tornerà in un episodio (qui tutti i dettagli) e ammetto che non vedo l’ora di rivederla con Jackson, con la speranza che lo aiuti a tornare interessante come una volta.

Per questa settimana è tutto, alla prossima, halleloo!

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Scritto da Fabiana Fanelli

La mia vita è un pendolo che oscilla tra una serie tv e l'altra. Tutto sommato mi è andata bene, pensate se oscillasse tra dolore e noia!
Ricordate: "Life's too short to be serious" (La vita è troppo breve per essere seri)

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