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From 4×06 – Il peggior episodio della stagione, ma con un finale da tenere d’occhio

Un'immagine tratta dalla sesta puntata di From 4
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Spesso nelle mie recensioni di questa stagione di From inizio con un monito, che riguarda il fatto di godersi questa serie senza l’ansia che a ogni episodio From ci debba in qualche modo delle spiegazioni. From è una serie in cui bisogna godersi il viaggio, assaporare ogni indizio, ogni teoria, ogni spunto che può aiutarci a decodificare l’intricato puzzle narrativo che ci viene posto di fronte. Si può scegliere di non farlo e di mollare la serie, è legittimo: ma non si può chiedere a una serie mystery\filosofica di non essere una serie mystery\filosofica, pretendendo che ci spaventi e basta (come nelle primissime puntate dove l’horror dominava) e ci spieghi tutto il prima possibile. Sono pretese che vanno semplicemente contro la natura del prodotto. Premesso questo, ci sono volte in cui From sembra prendersela effettivamente troppo comoda e a mio parere questa sesta puntata della quarta stagione è una di quelle volte. L’omologo, per intenderci, della settima puntata della terza stagione, ma stavolta almeno con un finale notevole.

From torna dopo una pausa di due settimane con un episodio statico, che non riesce a smuoverci nemmeno nei suoi momenti più drammatici

Un episodio in cui – stavolta davvero – succede poco o niente. In cui anche gli indizi, i piccoli dettagli, i pezzi di storia disseminati qua e là che ti stimolano ad aguzzare l’ingegno semplicemente non ci sono. Il centro della sesta puntata di From 4, fondamentalmente, è il malore di Donna. Rischiare di perdere uno dei personaggi più importanti della serie doveva rappresentare un momento veramente drammatico, ad altissimo pathos sul piano emotivo, ma in realtà è stato quasi un momento come un altro. E l’apoteosi di questa sensazione è dimostrata da Randall, che quando gli viene comunicato che Donna è in coma rimane quasi impassibile e si offre semplicemente di portare il cesto con il cibo per la cena, come se fosse una giornata qualunque.


Il monologo di Boyd su come lui e Donna si sono conosciuti, la sofferenza di Ethan che vuole salutare Donna ‘per l’ultima volta’, Tabitha nervosa e in lacrime: la potenziale uscita di scena di Donna doveva rappresentare evidentemente il perno narrativo di questa puntata, ma qualcosa non ha funzionato. Non c’è stata la giusta intensità, non c’è stato il giusto piglio che potesse portare poi a un effettivo coinvolgimento. Semplicemente speravamo che Donna ce la facesse, ma non stavamo soffrendo davvero. Comunque poi alla fine Donna ce la fa, e per fortuna visto che si tratta di un personaggio chiave per gli equilibri di Fromville e dell’intera serie.

Intorno a questo c’è stato poco altro. Prosegue a ritmi cadenzatissimi la sottotrama di Fatima col Golem, e sicuramente porterà da qualche parte ma per il momento non c’è nemmeno uno spunto interessante in più rispetto alla puntata precedente. C’è un confronto tra Julie e Sarah, anche carino e significativo, ma che in qualche modo manca di nerbo (dovrebbe più emozionarci, più farci riflettere o più darci spunti utili per il futuro della narrazione? Non è molto chiaro, non riesce a fare benissimo nessuna delle tre cose). Le parti più interessanti della puntata, allora, riguardano le due direttrici Jade-Boyd (fondamentalmente il seguito, per quanto centellinato, di quanto abbiamo visto e acquisito nella scorsa puntata, decisamente più significativa sul piano dell’evoluzione della trama) e Sophia-Henry. Henry decide di ubriacarsi, come ormai fa in ogni puntata (e la cosa fa anche un po’ ridere, come sottolineiamo nelle nostre pagelle) e stavolta trova in Sophia una fedele compagna di bevute. Ovviamente Sophia ha dei secondi fini, e quando Henry è completamente sbronzo finge di ferirsi e versa il suo sangue nel drink di Henry. Da qui, qualcosa sicuramente succederà e comincerà a succedere di certo nella prossima puntata: bere il sangue del Man in Yellow potrebbe portare Henry a commettere azioni indicibili, e lo scenario più probabile è che il padre di Victor possa diventare un veicolo di distruzione nelle mani del Man in Yellow. Che all’inizio della stagione l’ha detto “Sta per cominciare la mia parte preferita, quella in cui si uccidono tra loro”. Ed Henry a questo punto potrebbe avere un ruolo fondamentale in tutto questo, quello di colui che apre le danze.

Henry potrebbe diventare il protagonista assoluto di una delle pagine più oscure della serie, ma di questo parliamo meglio qui.

L’altra linea del finale da tenere d’occhio, come dicevo, riguarda la direttrice Jade-Boyd e la scoperta di Boyd alla fine della puntata: la famosa porta, quella delle visioni di Jade, esiste veramente. E qui le cose si fanno interessanti. Perchè essendo stata murata, appare evidente che qualcuno tempo addietro abbia scelto di murare la porta proprio perchè gli abitanti della Fromville del passato si erano già avvicinati alla verità su questo orribile e misterioso posto. Certo, trattandosi di From non possiamo escludere nemmeno che si tratti dell’ennesimo inganno, dell’ennesimo atto di illusionismo posto in essere dal Man in Yellow o da qualcuno di ancor più terribile e superiore in grado all’uomo in giallo stesso. Tuttavia, ora ci sono i presupposti per provare a compiere qualche azione che faccia avanzare la storia in maniera concreta, in un senso o nell’altro. Boyd, infatti, conclude con un decisissimo: “Ora ci serve un piano”, guardando l’incredulo Jade, con un’espressione piena di speranza e voglia di rivalsa. Un’espressione che abbiamo visto raramente in queste 4 stagioni di From, e che ci lascia ben sperare anche rispetto a dei possibili fuochi d’artificio narrativi negli ultimi episodi della stagione: sappiamo bene che a From, quando intravede il rettilineo finale, piace moltissimo accelerare e non vediamo l’ora di goderci lo spettacolo, dopo una puntata che – stavolta va detto – non ha rasentato nemmeno la sufficienza fatta esclusione per gli ultimi 5 minuti.

Vincenzo Galdieri