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Una Recensione piena di delusione: la seconda stagione di High Potential ha sprecato il potenziale dello show

Morgan in una scena della seconda stagione

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulle due stagioni di High Potential!!

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La seconda stagione di High Potential è stata un inutile travaglio dilazionato nel tempo di cui avremmo potuto benissimo fare a meno. La serie tv, creata da Drew Goddard e con Kaitlin Olson (Hacks) e Daniel Sunjata tra i principali interpreti, era sbarcata su Disney+ nel 2025 con la sua prima stagione. Era il remake della serie franco-belga Morgane – Detective geniale, composta da un totale di cinque stagioni. Al centro della trama, una donna dall’alto potenziale cognitivo che, per una pura fatalità, aiuta la polizia a risolvere un caso e, considerato il suo quoziente intellettivo e le sue naturali doti intuitive, viene assunta dal distretto come collaboratrice esterna. La serie statunitense, diventata più famosa dell’originale europeo, ricalca in ogni punto la sceneggiatura originale.

Morgan Gillory è una madre single di tre figli che lavora come signora delle pulizie. Non riuscendo a tenere a freno la propria testa, che viaggia continuamente a una velocità maggiore rispetto a quella di una persona comune, si diverte a risolvere i rebus sulle lavagne dei sospetti del distretto di polizia. Dopo aver aiutato gli agenti a risolvere il primo caso, i detective non se la lasciano sfuggire e decidono di utilizzarla come risorsa preziosa nella risoluzione dei casi. Così Morgan diviene una specie di detective a tutti gli effetti. Il suo partner la porta con sé sulle scene del crimine, dove lei registra tutti i particolari e li mette insieme poco alla volta, come fossero tutte tessere mancanti di un puzzle che solo lei riesce a risolvere con quella facilità.


Morgan è una persona stravagante e esuberante. Non le piacciono le regole, si caccia spesso nei guai ed è una madre di famiglia che deve fare sacrifici per poter provvedere ai suoi tre figli.

High Potential
Credits: ABC

Il motivo principale per cui accetta l’incarico al dipartimento di polizia di Los Angeles è che il suo lavoro è ben retribuito e le permette di fare un salto notevole dal punto di vista della stabilità finanziaria. Ma quello di risolvere i casi che di volta in volta le si presentano, diventa un gioco di cui non riesce più a fare a meno. High Potential mostra come poco alla volta la protagonista riesca a entrare in sintonia con quel mondo, sfruttando il suo potenziale per fare del bene. La prima stagione di High Potential è apparsa in Italia su Disney+ a gennaio del 2025. Tredici episodi totali, rilasciati tutti a cadenza settimanale, fino ad aprile 2025.

Una serie con qualche imperfezione (soprattutto nel ritmo, nella mancanza di profondità, nel format degli episodi), ma tutto sommato godibile. L’eccentricità della protagonista e il tono generale della serie – che vuole essere leggera, poco impegnativa e divertente – ne hanno fatto un prodotto adatto a una visione senza impegno, per palati poco fini. Il discreto successo fatto registrare dalla prima stagione ha portato alla riconferma per un nuovo capitolo di episodi. L’originale europeo d’altronde, è composto da cinque stagioni, per cui gli sceneggiatori statunitensi hanno un bel po’ di materiale da utilizzare.

High Potential 2 è apparsa su Disney+ nell’autunno del 2025, a pochi mesi dal finale della prima stagione.

Stavolta gli episodi sono 18, ma la loro distribuzione sulla piattaforma non è stata sempre lineare. High Potential 2 è arrivata al season finale solo a maggio 2026, circa sette mesi dopo il rilascio del primo episodio. Un lasso di tempo lunghissimo, che più che incentivare la visione continuativa dello show, ha indotto molti fan della serie ad aspettare il termine della stagione per recuperare poi gli episodi in blocco. Una narrazione così spezzettata non ha certamente aiutato High Potential 2. Ma non sono solo le modalità di distribuzione a costituire un ostacolo alla visione dello show.


High Potential non è una serie molto ambiziosa e non lo è mai stata. La scenografia è a basso budget, la cura estetica è da fiction televisiva generalista, senza troppe pretese. La sceneggiatura non è particolarmente brillante, ma si affida tutta al carisma della protagonista, che è il fulcro narrativo dello show. High Potential è strutturata in modo da offrire una trama autoconclusiva per ogni episodio, alla quale si affianca una trama orizzontale che scava più a fondo nel passato della protagonista, nella scomparsa del suo compagno Roman e di tutto il mistero che per anni ha circondato questo evento traumatico della sua vita. Ogni episodio viaggia perciò su un doppio binario: da una parte il caso del giorno, da risolvere entro il termine della puntata, dall’altro piccoli indizi che infittiscono il mistero della scomparsa di Roman.

È grazie alla trama orizzontale che ci caliamo più a fondo nella vita familiare della protagonista e nella sofferenza che la scomparsa del suo compagno le ha causato.

High Potential è una delle serie tv in arrivo più importanti del momento
Credits: ABC

Riusciamo così ad avere una visione completa del personaggio principale, che quindi diventa più interessante man mano che si va avanti con gli episodi. Se ci si abbandona all’idea di guardare una serie tv senza impegno, High Potential ha in effetti un potenziale da sfruttare. Una donna comune con un’intelligenza fuori dal comune aiuta la polizia a risolvere ogni volta un caso diverso, facendo affidamento sulle sue intuizioni ma anche sulla sua straordinaria determinazione. Ma come dicevamo nella recensione ai primi episodi della nuova stagione, High Potential aveva bisogno di fare un salto di qualità per non gettare all’aria il suo potenziale. E in effetti, i primi episodi avevano presentato uno scenario interessante.


Come rendere attrattiva una storia che ha per protagonista un personaggio troppo intelligente, che riesce a risolvere sempre qualsiasi caso le venga presentato? Per movimentare un po’ la trama, High Potential ci aveva presentato una new entry interessante. Morgan Gillory non poteva avere antagonisti criminali comuni, ladri, assassini e bugiardi che lasciavano indizi sulle scene del crimine. L’unico antagonista davvero interessante poteva essere solo un villain che avesse un punto in comune con lei: la sua intelligenza. È per questo che avevamo considerato l’arrivo di Matthew Clark – “il Giocatore” – come una buona notizia per la trama di questo show, che aveva l’occasione di alzare l’asticella. Il Giocatore era una specie di Jim Moriarty introdotto nella trama per mettere realmente in difficoltà la protagonista, una donna dalle capacità intuitive simili a quelle di uno Sherlock Holmes moderno.

Affiancare alle trame verticali la creazione di un villain di spessore, che potesse far crollare le certezze di Morgan, sembrava una trovata interessante. Invece, High Potential ha buttato completamente all’aria quella possibilità.

Quello che credevamo potesse essere un personaggio fisso della seconda stagione, è stato in realtà solo una comparsa. Una meteora che ha espresso le sue potenzialità solo in una manciata di episodi, per poi scomparire del tutto, sconfitto troppo facilmente da Morgan e dalla sua squadra. Con l’uscita di scena del Giocatore, come poteva restare attrattiva High Potential? In nessun modo. E infatti la serie ha avuto una grande involuzione lungo il corso della seconda stagione. Il suo potenziale si è afflosciato, finendo per svilire un prodotto senza alcuna ambizione, privo di tensione, fin troppo scolastico ed elementare. La struttura degli episodi è rimasta la stessa per tutta la stagione.

Un caso ogni volta diverso si presentava sulla scrivania dei detective di Los Angeles. A Morgan bastava andare sulla scena per registrare tutti gli indizi e lasciarli a riposare in un cassetto della testa da riaprire nel finale. Dopo brevi indagini, qualche interrogatorio e sospettati che ogni volta si rivelavano sbagliati, Morgan prorompeva sulla scena ripetendo sempre la stessa formula: “l’ho appena risolto”. La parte più investigativa di High Potential si sbriciolava ogni volta dinanzi alla solita intuizione brillante di Morgan che, mentre gli altri annaspano nel buio, riesce sempre magicamente a mettere insieme ai pezzi e a risolvere il caso. Senza bisogno di troppe spiegazioni e illustrando solo alla fine le tappe dei suoi processi intuitivi.


Uno schema fisso (troppo), che si è ripetuto uguale per tutti i 18 episodi. Perché seguire quindi una serie tv in cui lo schema resta sempre uguale a se stesso?

Gli unici elementi di interesse della seconda stagione di High Potential sono quelli legati allo sviluppo della trama orizzontale. Ma anche qui, i passi avanti sono stati pochi e così sporadici da risultare spesso e volentieri noiosi e privi di tensione. High Potential 2 sembra una fiction investigativa del secolo scorso, nella quale anche i legami tra i personaggi diventano banali e prevedibili. Con una distinzione così netta tra buoni e cattivi è difficile rimanere sorpresi dall’evoluzione dei rapporti tra i vari personaggi.

Ciascuno di loro diventa un elemento stereotipato della trama, il più delle volte fisso e statico. Così che, svuotata di qualsiasi prospettiva di miglioramento, affidata a una trama sempre uguale a se stessa, con personaggi e legami prevedibili ed elementari, High Potential ha finito per reggersi solo sulla simpatia e sull’eccentricità della protagonista, un personaggio femminile esuberante, allergico alle regole e l’unico dotato di un umorismo un po’ più sferzante. Per il resto, High Potential è uno show che ha completamente buttato all’aria il suo potenziale e che è destinato a rimanere uno di quei prodotti da guardare senza impegno a colazione. O forse neanche quello.