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Widow’s Bay 1×08 – Un’altra puntata per cuori forti – La Recensione dell’ottavo episodio

Widow's Bay

ATTENZIONE! L’articolo contiene SPOILERS dell’ottavo episodio di Widow’s Bay.

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Finalmente a Widow’s Bay si respira di nuovo la pace. Dopo essersi liberati di Richard Warren e aver posto così fine alla maledizione, Tom, Wyck e Patricia si godono la vittoria. Quel drink al pub ha il sapore di un bicchiere della staffa prima di salutarsi e tornare ognuno alle proprie vite. Il sovrannaturale li ha uniti, portandoli a combattere una battaglia difficile da comprendere per chiunque altro, ma ne sono usciti vincitori. Per la prima volta dopo settimane sembrano rilassati. Tom progetta una gita con Evan lontano dall’isola, Wyck affronta alcuni rimpianti personali e Patricia sogna semplicemente qualche ora di tranquillità. Spoiler, ovviamente non è così. Perché, come il finale dello scorso episodio ci ha lasciato intuire, la maledizione non è finita perché la discendenza dei Warren potrebbe non essersi mai estinta davvero.

L’ottavo episodio si apre così su una apparente quiete prima della tempesta. Un sospiro di sollievo che si trasforma ben presto in un urlo di terrore quando fa il suo ritorno il Boogeyman che aveva distrutto la vita di Patricia anni prima.

Invece di accelerare verso il finale di stagione, l’ottavo episodio di Widow’s Bay (disponibile sul catalogo Apple TV) rallenta, cambia genere e decide di raccontare una storia apparentemente più piccola. Apparentemente, appunto. Perché sotto la superficie di quello che sembra un omaggio ai grandi slasher degli anni Settanta e Ottanta si nasconde uno degli episodi più importanti dell’intera stagione. “Your Baggage” lavora infatti su un presupposto molto semplice. I mostri esterni possono essere sconfitti, ma quelli interiori restano sempre in attesa. E il titolo dell’episodio non lascia spazio a interpretazioni. Il bagaglio emotivo dei personaggi torna inevitabilmente a galla.


Kate O’Flynn era già stata una delle rivelazioni della stagione, ma questo episodio la consacra definitivamente come il cuore pulsante della serie. Patricia è sempre stata trattata come una figura marginale. Eccentrica, socialmente isolata, spesso ignorata dagli altri abitanti della cittadina. Eppure è proprio questa sua posizione periferica ad averla trasformata nel personaggio più interessante dell’intero racconto.

Patricia nell'ottavo episodio di Widow's Bay
Credits: Apple TV

L’episodio recupera una delle leggende più inquietanti di Widow’s Bay: il Boogeyman.

Un assassino mascherato che anni prima terrorizzò l’isola prendendo di mira ragazze adolescenti. Quando Patricia si ritrova nuovamente nel mirino del killer, la serie cambia ancora una volta traiettoria rendendo omaggio a un altro sottogenere apprezzatissimo dell’horror: lo slasher movie.

La regia dimostra una conoscenza quasi enciclopedica di tutti i cliché tipici. I corridoi bui, le porte socchiuse, le improvvise apparizioni della figura mascherata, le lunghe fughe notturne e persino l’ostinazione sovrumana del killer richiamano apertamente franchise come Halloween, Venerdì 13 e Scream senza mai scadere nella semplice imitazione. L’ottavo episodio di Widow’s Bay comprende perfettamente le regole del sottogenere e gioca continuamente con le aspettative dello spettatore. Ogni volta che pensiamo di sapere dove andrà a parare, arriva una deviazione ironica o un dettaglio assurdo che ci ricorda come questa serie continui a essere una commedia nerissima.


La sequenza dell’inseguimento rappresenta probabilmente uno dei momenti più riusciti dell’intera stagione sotto il profilo della messa in scena.

Patricia corre da una casa all’altra cercando aiuto, ma viene sistematicamente ignorata, ostacolata o fraintesa. È una situazione comica e frustrante allo stesso tempo. Gli abitanti della città continuano a comportarsi come se fossero intrappolati nelle peggiori convenzioni dei film horror, mentre Patricia sembra essere l’unica persona consapevole delle regole del genere.

Per tutta la vita Patricia è stata considerata esagerata, strana, inaffidabile. Il Boogeyman diventa la materializzazione di tutte le umiliazioni che Patricia ha accumulato negli anni. Per una volta Patricia smette di cercare approvazione. Smette di desiderare l’accettazione da parte di persone che non l’hanno mai meritata. È una liberazione che arriva attraverso il caos, la rabbia e persino la violenza, ma che appare completamente guadagnata. Nel cinema horror classico la final girl è l’ultima sopravvissuta, la ragazza (vergine per antonomasia) che affronta il mostro e sopravvive per raccontarlo. Widow’s Bay prende questo archetipo e lo rilegge attraverso il personaggio più improbabile possibile.


Patricia è ansiosa, goffa, spesso sopraffatta dalle emozioni. L’opposto di una qualsiasi Sidney Prescott o Laurie Strode. Quando arriva il confronto finale, la sua vittoria appare autentica. Non diventa improvvisamente un’eroina d’azione. Resta ridicolmente Patricia fino all’ultimo secondo.

La sottotrama di Tom ed Evan, d’altro canto, possiede un peso emotivo fondamentale.

La verità sulla madre di Evan emerge finalmente in modo completo e costringe Tom ad affrontare anni di menzogne e omissioni. Non si tratta di una rivelazione particolarmente sorprendente sul piano narrativo, ma è importante per la crescita del personaggio.

Matthew Rhys continua a interpretare Tom con una malinconia trattenuta che rappresenta uno degli elementi più solidi della serie. Per la prima volta il sindaco smette di proteggere il figlio attraverso il silenzio e sceglie la sincerità. Anche Wyck ottiene alcuni passaggi delicati che confermano la sensibilità della scrittura nei confronti dei personaggi secondari. Widow’s Bay continua a dimostrare una rara capacità di trattare ogni figura del proprio cast come una persona completa e non come una semplice funzione narrativa.


Naturalmente, l’aspetto più interessante dell’episodio riguarda il finale.

Se qualcuno pensava che la distruzione di Richard Warren avesse concluso la storia della maledizione, “Your Baggage” chiarisce immediatamente che le cose sono molto più complicate. Dopo aver dedicato un intero doppio episodio alla lotta contro il fondatore dell’isola, esiste il pericolo che alcuni spettatori percepiscano questa svolta come una marcia indietro. Eppure Widow’s Bay riesce a evitare il problema perché il vero argomento della stagione non è mai stato Warren quanto la città stessa.

Widow’s Bay è un luogo maledetto non soltanto per motivi soprannaturali, ma perché costringe i suoi abitanti a convivere con traumi irrisolti, segreti familiari e ferite mai guarite. In questo senso il ritorno della minaccia appare coerente con tutto ciò che la serie ha raccontato finora. “Your Baggage” contiene tutto ciò che rende la serie tv di Apple TV+ una delle sorprese televisive dell’anno: horror, commedia, malinconia, personaggi scritti con intelligenza e una straordinaria capacità di passare da un registro all’altro senza perdere identità.