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Dutton Ranch – La Recensione dei primi due episodi del nuovo promettente spin-off di Yellowstone

Dutton Ranch

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Dutton Ranch.

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Con i suoi primi due episodi, Dutton Ranch (in streaming su Paramount+) dimostra immediatamente una cosa molto semplice ma fondamentale: certe storie non hanno bisogno di reinventarsi per funzionare. Questo perché possiedono già una voce precisa, un’identità fortissima e soprattutto personaggi così magnetici da riuscire a trascinare da soli un intero universo narrativo. Ed è esattamente ciò che accade con Beth e Rip, due figure che in Yellowstone erano diventate il cuore emotivo più feroce, tragico e passionale della serie, e che qui tornano con la stessa intensità brutale che li ha resi iconici. Dopo mesi in cui l’universo di Yellowstone sembrava essersi allontanato dalla propria essenza, soprattutto con uno spin-off come Marshals: A Yellowstone Story che ha scelto di percorrere la strada del procedural-drama costruito attorno alle indagini e all’azione episodica, Dutton Ranch riporta tutto esattamente dove dovrebbe essere.

Quindi nei ranch polverosi, nelle guerre territoriali, nei conflitti familiari e in quel senso costante di violenza imminente che da sempre definisce il mondo creato da Taylor Sheridan. La differenza di tono tra le due serie è evidente fin dalle primissime scene. Se Marshals: A Yellowstone Story aveva cercato di trasformare Kayce in una figura quasi da law enforcement contemporaneo, Dutton Ranch riprende invece l’anima più pura e classica della serie madre. Quella fatta di silenzi pesanti, dialoghi taglienti, paesaggi sconfinati e personaggi che vivono costantemente sospesi tra il bisogno di sopravvivere e quello di distruggere chiunque minacci ciò che considerano casa. E forse è proprio questo il punto più interessante della serie: Beth e Rip non hanno più una casa.


Dutton Ranch decide di iniziare con una scena potentissima.

Dutton Ranch
Credits: Paramount

L’incendio che ha devastato il ranch e cancellato tutto ciò che rappresentava la loro vita non è soltanto un evento narrativo utile a giustificare il trasferimento in Texas. Diventa immediatamente il centro emotivo della serie, perché costringe due personaggi che hanno sempre combattuto per difendere un territorio a confrontarsi con il vuoto lasciato dalla perdita di quel territorio stesso. Beth, soprattutto, sembra quasi privata della sua identità, ed è affascinante vedere come la serie lavori proprio su questa ferita ancora apertissima, mostrando un personaggio che continua a essere feroce, manipolatrice e brillante, ma che allo stesso tempo appare attraversato da una stanchezza nuova, più malinconica, quasi esistenziale. Ed è impossibile non rendersi conto di quanto Beth mancasse all’universo di Yellowstone.

Ogni scena in cui compare riesce a dominare completamente l’episodio. E lo fa grazie a quella miscela di carisma, rabbia e vulnerabilità che continua a renderla uno dei personaggi femminili più interessanti della televisione contemporanea. Anche Rip funziona perfettamente, soprattutto perché la serie sembra voler esplorare il lato più umano del personaggio, senza però privarlo della sua natura intimidatoria e quasi leggendaria. Insieme continuano ad avere una chimica incredibile, una delle più forti mai costruite all’interno dell’universo di Yellowstone. Il trasferimento a Rio Paloma, in Texas, permette inoltre alla serie di introdurre un contesto completamente nuovo senza perdere però l’atmosfera della serie madre. Il nuovo ranch acquisito da Beth e Rip non rappresenta semplicemente una ripartenza, ma un territorio da conquistare.

La cittadina appare immediatamente controllata dalla potente famiglia Jackson. Domina il commercio di bestiame e gran parte dell’economia locale con un’autorità quasi assoluta.

Dutton Ranch
Credits: Paramount

Ed è qui che Dutton Ranch mostra subito la sua direzione narrativa: la guerra tra ranch sta tornando. La rivalità tra i Dutton e i Jackson viene costruita con grande intelligenza già nei primi episodi. Non ha bisogno di accelerare artificialmente i conflitti, lasciando che la tensione cresca lentamente attraverso sguardi, minacce velate e una costante sensazione di pericolo. È una costruzione molto “yellowstoniana”, nel senso migliore possibile del termine, perché recupera quel tipo di narrazione che vive soprattutto di atmosfera e di personaggi, più che di colpi di scena continui. Anche i nuovi personaggi introdotti sembrano avere ottime prospettive. Carter, ormai sempre più parte integrante della famiglia, continua a rappresentare il tentativo disperato di Beth e Rip di costruire qualcosa che assomigli a una vera casa.


I membri della famiglia Jackson, invece, vengono presentati con quella ambiguità morale tipica del franchise, dove nessuno è completamente innocente e nessuno è davvero salvabile. E proprio questa ambiguità rende immediatamente intrigante il mistero centrale introdotto nei primi episodi. La morte del giovane cowboy ucciso da uno dei figli dei Jackson è infatti il primo vero detonatore della serie. Il fatto che sia Rip a trovare il cadavere non soltanto crea immediatamente tensione narrativa, ma suggerisce anche che Beth e Rip finiranno inevitabilmente coinvolti in qualcosa di molto più grande di loro, in un territorio che apparentemente volevano usare soltanto per ricominciare. È una storyline che richiama perfettamente il DNA di Yellowstone.

Segreti, omicidi, lotte di potere e famiglie pronte a tutto pur di proteggere il proprio nome.

Dutton Ranch
Credits: Paramount

E forse è proprio questa la sensazione più forte che lasciano questi primi due episodi: Dutton Ranch sa perfettamente cosa vuole essere. Non cerca di allontanarsi dalla serie madre, affatto. Non prova a modernizzarne la formula. E non tenta nemmeno di trasformarsi in qualcosa di diverso. Al contrario, abbraccia completamente l’identità di Yellowstone e la utilizza per raccontare una nuova storia fatta di perdita, ricostruzione e violenza imminente. Dopo uno spin-off come Marshals: A Yellowstone Story, che aveva scelto una strada molto diversa e inevitabilmente più distante dall’atmosfera originale del franchise, Dutton Ranch sembra finalmente riportare questo universo narrativo a casa.


Se questi primi episodi sono davvero indicativi della direzione futura della serie, allora ci sono ottime possibilità che Dutton Ranch riesca non soltanto a raccogliere l’eredità di Yellowstone, ma anche a dimostrare che Beth e Rip erano, e probabilmente restano ancora oggi, i personaggi più potenti e irresistibili mai usciti da questo mondo narrativo.