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Good Omens 3 – La Recensione: il cerchio si è chiuso bene, anche se fa un po’ male

Il finale di Good Omens

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul finale di Good Omens!!

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Tutto ha una fine. Nessuna storia deve andare oltre l’ultima pagina del suo libro. Nemmeno quella di Good Omens, sbarcata su Prime Video per la prima volta nel 2019 e assente dalle scene da oltre tre anni. Risale al 2023 la seconda stagione dello show, che ormai ci eravamo rassegnati all’idea di dover salutare per sempre, con più di qualche rimpianto. Tutto ha una fine e meno male. Perché questa serie meritava un finale vero, un epilogo che chiudesse veramente il cerchio e che non ci abbandonasse con questa sensazione di incompiutezza dopo averci sottoposto due stagioni di una serie che, negli anni, è riuscita ad appassionarci e a legarci alle disavventure dei suoi personaggi.

Non sono tanti gli episodi di Good Omens (appena sei a stagione, ai quali va aggiunto ora l’episodio conclusivo). Eppure le storie dei suoi protagonisti ci hanno coinvolto sin dall’inizio, grazie probabilmente al talento e al carisma di due attori come Michael Sheen e David Tennant, ma anche a un soggetto originale e vivace che è quello ripreso dal romanzo Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch di Neil Gaiman e Terry Pratchett. La storia parla di due personaggi, l’angelo Aziraphale e il demone Crowley (gli opposti che si attraggono), che si conoscono dai tempi della Creazione. Malgrado l’appartenenza a due fazioni diverse – il Paradiso e l’Inferno – i due protagonisti hanno stretto nel corso dei secoli una segreta amicizia che li ha portati più volte a collaborare fianco a fianco.


Aziraphale e Crowley si incontrano di nuovo nella terza stagione
Prime Video

Nelle prime due stagioni di Good Omens, Aziraphale e Crowley hanno dovuto scongiurare l’Apocalisse e i machiavellici piani delle due parti.

Ciò che li accomuna – e che li contraddistingue dal resto dei loro simili – è un certo grado di umanità, che entrambi hanno sviluppato durante la loro permanenza sulla Terra (d’altronde questa serie è anche un omaggio brit all’imperfezione umana). Stare a contatto con gli esseri umani, li ha resi molto più simili ai terrestri che alle entità soprannaturali cui appartengono. Aziraphale e Crowley si vestono come gli umani, pensano come gli umani e provano persino dei sentimenti come gli umani. Sono affezionati agli abitanti della Terra tanto quanto lo sono l’uno all’altro. La loro amicizia, la loro particolare partnership, li ha resi una mina vagante a spasso nel Creato e ha rimediato loro più di qualche problema con i “piani alti” (e quelli bassi).

Mentre nella prima stagione angelo e demone hanno dovuto coalizzarsi per scongiurare l’Apocalisse, nella seconda la loro particolare alleanza ha fatto sì che venissero svelati i piani diabolici del Paradiso e dell’Inferno, che tramavano da fronti opposti per mettere in atto i loro catastrofici disegni. Nel finale della seconda stagione, distribuito da Prime Video nel 2023, Aziraphale e Crowley rinsaldano la loro amicizia e scoprono definitivamente i loro sentimenti. Ma il finale ha lasciato in sospeso il futuro della loro relazione, perché ad Aziraphale viene offerta una promozione ai piani alti e Crowley, in aperta protesta con le decisioni del partner, decide di dimettersi da demone e rimanere a vivere sulla Terra disinteressandosi di qualsiasi questione ultraterrena.

In Paradiso si cercano indizi sulla sparizione degli Arcangeli

Good Omens avrebbe dovuto avere una terza stagione.

I fan, soprattutto dopo aver visto l’ultimo episodio della seconda, se la aspettavano. Ma il tempo passava, di rinnovo neanche a parlarne e la bufera che ha travolto la vita privata di Neil Gaiman ha fatto sì che il progetto venisse accantonato e ridimensionato più volte (i fan scrissero anche una petizione per evitare la cancellazione). Fino ad oggi, giorno della distribuzione della “terza stagione”. In realtà, il capitolo conclusivo di Good Omens non è altro che un unico episodio da novanta minuti che funge da epilogo definitivo dell’opera. È una buona notizia per i fan, perché questa storia non meritava di restare sospesa. Ma è una decisione che ha mostrato non poche criticità, che probabilmente si sarebbero potute evitare.


L’episodio finale di Good Omens riprende il filo della trama poco dopo gli eventi della seconda stagione. Aziraphale, che ormai ricopre stabilmente il suo ruolo di leadership in Paradiso, deve dare avvio al piano Secondo Avvento, che prevede di riportare una seconda volta sulla Terra Gesù, stavolta però con un messaggio che non contempli cose come catastrofi, apocalisse, giudizio universale o la fine del mondo. Non tutti, dalle parti del Paradiso, sono schierati al fianco di Aziraphale. Molti nutrono dubbi e perplessità sulla sua linea morbida e qualcuno trama segretamente per spodestarlo.

Il giovane Jesus (Bilal Hasna), risvegliato dopo duemila anni, è rimasto fermo alla sua prima esperienza sulla Terra, di cui ricorda i “dodici amici“ con cui si accompagnava, le belle storie di pescatori e uno strano tipo dai capelli rossi che gli aveva mostrato tutte le città del mondo.

Jesus è uno dei nuovi personaggi di Good Omens 3
Prime Video

Dopo un rapidissimo backup, Jesus viene spedito sulla Terra, dove però si perde praticamente subito, finendo per imparare da Henry Lisca di Pesce (Mark Addy) l’arte delle tre carte. Il piano di Aziraphale sembra destinato a schiantarsi prima ancora di entrare nel vivo. E alla scomparsa di Jesus si aggiungono altre problematiche, come la sparizione misteriosa del Libro della Vita e la morte di alcuni arcangeli di cui si perdono misteriosamente le tracce. In Paradiso sta indubbiamente succedendo qualcosa di strano. Sulla Terra invece, tutto procede come al solito. Crowley dorme in un vicolo sudicio di Soho e non vuole saperne più niente di beghe di angeli e demoni.


Il suo cuore spezzato ciondola tra le sale da gioco della città, dove cerca di riprendersi la sua fenomenale Bentley. Aziraphale ha però bisogno del suo aiuto. Tutte le volte che finisce nei casini, torna inevitabilmente dal suo partner. È così che Aziraphale e Crowley si riuniscono ancora una volta. In questa “terza stagione“ di Good Omens i due vecchi amici devono: ritrovare Jesus, scoprire chi ha rubato il Libro della Vita, fare chiarezza sulla sparizione degli arcangeli e capire chi, tra Paradiso e Inferno, sta complottando per sabotare il Secondo Avvento. Tutto sommato, una trama in linea con le altre stagioni di Good Omens. Il problema è che, per funzionare, tutti questi spunti avrebbero richiesto le classiche sei puntate in cui svilupparli in maniera coerente.

Crowley prova a riprendersi la sua macchina
Prime Video

Tutte le sottotrame anticipate nella prima parte vengono abbandonate a se stesse. Il Secondo Avvento non ha in pratica un seguito vero e proprio e viene liquidato in maniera abbastanza frettolosa. Anche il mistero attorno alla sparizione del Libro della Vita e degli arcangeli viene risolto troppo presto per poter essere assimilato come un punto cruciale di questo episodio. Se ne deduce che tutti gli spunti che Good Omens ci ha lanciato all’inizio della puntata erano poca cosa rispetto al finale vero che gli autori hanno voluto regalare ad Aziraphale e Crowley. Good Omens si risolve in una conversazione a quattro tra i due protagonisti e due entità sovrannaturali contrapposte, Dio e il diavolo, che pongono domande e offrono (non sempre) qualche risposta.

Good Omens ci ha abituati a dialoghi arguti sul senso dell’esistenza, sul destino dell’umanità, sul libero arbitrio, sul Paradiso e l’Inferno, sulla contrapposizione tra bene e male. Il finale ovviamente non scioglie i dubbi su queste questioni e non offre risposte, ma dà ai protagonisti la possibilità di immaginare un mondo diverso. Un mondo nel quale gli umani possano essere realmente liberi dal condizionamento religioso. Se non esistono più il Paradiso e l’Inferno, se non esistono più Dio, il diavolo, gli angeli e i demoni, gli esseri umani possono finalmente appropriarsi del libero arbitrio e vivere in un mondo che non complichi loro le cose sempre e comunque. Paradossale forse, perché si chiederebbe a Dio di creare un mondo senza Dio.


Ma Aziraphale e Crowley sono disposti a rinunciare a se stessi (e alla loro relazione) pur di far sì che gli esseri umani abbiano una chance vera.

Il commovente finale di Good Omens
Prime Video

Il finale di Good Omens è coerente con il percorso della storia e dei suoi personaggi. I due protagonisti, che smettono di esistere come entità immortali, diventano loro stessi esseri umani. Individui finiti, privi di poteri, mortali. E proprio in queste fattezze, nel corpo di due esseri vulnerabili e destinati a consumarsi, Aziraphale e Crowley si incontrano di nuovo, finendo per condividere insieme quella vita felice alla quale entrambi erano destinati. È un bel finale quello di Good Omens. E chiude il cerchio in maniera coerente e anche piuttosto commovente. Resta però un po’ di rammarico per un episodio che è apparso in troppi punti frettoloso e superficiale.

È come se tutta la sceneggiatura fosse un suppellettile irrilevante per una storia che aveva una gran fretta di arrivare al finale. Considerando che questa serie poteva restare monca, l’episodio conclusivo di Good Omens resta una bellissima notizia per tutti. L’anima dello show è rimasta tutto sommato intatta. Lo humour britannico, l’ironia tagliente, il continuo ricorso a battute fulminanti, il catastrofismo leggero e la solita satira bonaria restano anche in questo finale i punti caratterizzanti dello show. La grande alchimia tra Michael Sheen e David Tennant ci era mancata parecchio e vederli insieme, ancora una volta, è un piacere a cui comunque non avremmo mai rinunciato.

È per questo che, seppure per la durata di un solo episodio da novanta minuti, siamo contenti di aver ritrovato la vecchia frizzantezza di Good Omens.

E, soprattutto, di aver avuto la possibilità di dire addio a questa serie con un finale vero. Tutto ha una fine e nessuna storia deve andare oltre l’ultima pagina del suo libro. Quello di Good Omens si è chiuso per sempre. Ma, come nel gioco delle tre carte che Jesus impara sulla Terra, anche noi ci allontaniamo dal tavolo con un pizzico di rammarico.